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Descrizione
e cause della patologia: l'infarto è
la conseguenza di un mancato apporto dell’afflusso
sanguigno al cuore, conseguenza che porta alla
necrosi (morte) del tessuto miocardico, molto
sensibile alla mancanza di ossigeno, o ipossia.
Nel 90% delle persone con infarto c’è
un trombo, formatosi acutamente, che occlude l'arteria
coronarica; spesso questo è il risultato
della rottura della placca aterosclerotica in
quel distretto. Nei due terzi dei pazienti il
trombo si scioglie spontaneamente. Raramente l'infarto
è causato da un embolo arterioso, come
nella stenosi aortica o mitralica e nell'endocardite
infettiva. Tuttavia, è anche possibile
avere un infarto per spasmo coronarico a coronarie
integre. La capacità del cuore di continuare
a mantenere la funzione di pompa è direttamente
proporzionale all'entità del danno miocardico
e dalla regione interessata.
Sintomi: i due terzi dei pazienti
hanno segni premonitori, che si manifestano qualche
giorno o alcune settimane prima, e sono angina
instabile o in crescendo, dispnea, affaticamento.
Il principale indizio è l'intenso dolore
oppressivo o costrittivo, viscerale, profondo,
che compare dietro lo sterno, che spesso si irradia
alla spalla sinistra e al braccio sinistro, al
dorso o alla mandibola; a volte, invece, la sensazione
dolorosa è nella zona corrispondente allo
stomaco (infarto inferiore). L'infarto ha caratteristiche
analoghe a quelle dall'angina, ma è più
intenso, duraturo e scarsamente alleviato dal
riposo e dalla nitroglicerina. In genere è
accompagnato da angoscia e da un senso di morte
imminente. Tuttavia il dolore può essere
molto lieve o assente (nel 20% dei casi non viene
riconosciuto). A volte si manifesta soltanto una
dispnea. Possono verificarsi nausea e vomito.
La sintomatologia può essere dominata dalle
complicanze precoci.
Decorso: si possono avere delle
complicanze come aritmie, che si verificano in
più del 90% dei casi e sono la principale
causa di morte nelle prime 72 ore (la mortalità
dell'infarto è del 30%). L'insufficienza
cardiaca si ha nei due terzi dei casi ospedalizzati.
L'ipotensione ha un significato infausto; lo shock
cardiogeno avviene di solito per infarto massivo
di più del 50% del miocardio ventricolare
sinistro. Si può instaurare un'ischemia
ricorrente, l'insufficienza valvolare acuta per
danno di un muscolo papillare, una pericardite,
la rottura del miocardio, la formazione di un
aneurisma o di uno pseudoaneurisma, la presenza
di trombi sulla parete. Superata la fase acuta,
gli obiettivi sono il trattamento della depressione
reattiva, la riabilitazione e l'istituzione di
un programma di prevenzione a lungo termine.
La lettura energetica
L'infarto del miocardio rappresenta, per la persona
che lo manifesta, un gravissimo shock a livello
del Quarto Chakra, che investe le percezioni dell'amore
o le relazioni con chi le è più
caro. Questo significa che la tensione si è
manifestata in modo improvviso e con grandissima
intensità. Può essere determinata
da un lutto, da un abbandono, da un tradimento...
qualsiasi cosa, dunque, che tocchi profondamente
e repentinamente l'area degli affetti.
La stessa sintomatologia clinica, che per la maggior
parte dei casi è caratterizzata da un dolore
oppressivo o costrittivo dietro lo sterno, indica
molto concretamente la morsa che stringe il cuore
della persona. Sappiamo che l'esito della malattia
rappresenta spesso, da un punto di vista energetico,
la vera causa della stessa. Visto il risultato
drammatico e infausto dell'infarto del miocardio,
è facile dire che, chi lo manifesta, ha
deciso che il dolore che prova nelll'area degli
affetti gli risulta insopportabile, è qualcosa
con cui non può vivere; e, poiché
non vede altra via d'uscita, decide di morire.
È estremamente significativo il fatto che
lo spasmo dell'infarto spesso si irradi alla spalla
sinistra e al braccio sinistro, che per la maggior
parte delle persone rappresenta la capacità
di esprimere i sentimenti e ottenere ciò
che le rende felici (Quinto Chakra, lato yin).
Nell'infarto inferiore, invece, il dolore è
avvertito a livello dello stomaco. In questo caso,
oltre al Quarto Chakra, è coinvolto anche
il Terzo: la persona tenta di controllare la pena
che sente nel cuore, ma senza alcun esito.
Una delle cause fisiche dell'infarto è
uno spasmo muscolare intenso e prolungato che
restringe le coronarie: anche in questo caso c'è
una tensione nel Terzo Chakra che indica un controllo
eccessivo esercitato sul flusso dell'amore. È
interessante notare che tra le malattie che predispongono
all'infarto ci sono l'ipertensione e il diabete.
In tutte le sintomatologie è presente la
dispnea, cioè difficoltà di respirare,
ovvero difficoltà di far circolare l'amore;
ricordiamo, infatti, che l'elemento Aria è
collegato al Quarto Chakra.
Abbiamo visto che l'infarto è una patologia
molto grave che, anche quando non è letale,
porta a un lungo periodo d'invalidità,
sia fisica sia psicologica. È come se la
persona decidesse di « uscire di scena »,
nel senso letterale dell'espressione - morendo
- oppure con un «parcheggio forzato »,
dato che l'esito di questa patologia è,
nel migliore dei casi, un periodo di riposo assoluto
e di riabilitazione. Inoltre, accade con frequenza
il fenomeno della depressione reattiva. Quando
questo si verifica, da un punto di vista energetico
significa che la persona avrà difficoltà
a permettersi di amare, cercando invece di mantenere
un controllo, tanto rigoroso quanto inopportuno,
in quest'area.
Spesso chi ha avuto un infarto assume una personalità
rassegnata e vittimistica, nonostante il recupero
funzionale: rimane la cicatrice nel cuore!
Consiglio energetico: la persona
che manifesta un infarto ha subito un gravissimo
shock a livello delle percezioni dell'amore o
nelle relazioni con chi le è più
caro. La tensione nel Quarto Chakra si è
manifestata in modo improvviso e con grandissima
intensità. Deve quindi lasciare andare
questa «pena al cuore » e riaprirsi
al flusso dell'amore.
Nella Meditazione dei Colori, pertanto, dovrà
porre particolare attenzione al Colore Verde.
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