Colite ulcerosa - Cause, sintomi e patologia
 
 
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Colite ulcerosa
Descrizione e cause della patologia: la colite ulcerosa è una malattia infiammatoria e ulcerosa cronica; è caratterizzata spesso da diarrea ematica, in genere confinata alla mucosa a partire dal retto con estensione al sigma e al colon e ha andamento remittente. Le cause sono sconosciute. È probabile che un'alterata regolazione del sistema immunitario, geneticamente acquisita, causi una risposta patologica ad agenti ambientali o infettivi, o come risposta a emozioni.
Sintomi: la malattia può comparire in modo fulminante con diarrea violenta, caratterizzata dalla presenza di muco, sangue e pus, febbre alta e segni di peritonite, oppure può manifestarsi in modo insidioso, con difficoltà alla defecazione, crampi, emissione di muco e sangue con le feci. Talvolta è preceduta da uno stato di intensa tensione psichica. La modalità di manifestazione dipende dalla sede e dall'estensione dell'ulcerazione, che può essere limitata al tratto rettosigmoideo o estesa più prossimalmente. I disturbi possono durare da pochi giorni a più di un mese; tra gli attacchi spesso vi sono periodi totalmente asintomatici. Nelle forme estese vi può essere decadimento dello stato generale con febbre, anemia, anoressia, dimagrimento, segni d'infezione e disidratazione.
Decorso: è cronico, con ripetute esacerbazioni e remissioni. La guarigione completa dopo un singolo attacco si può verificare nel 10% dei pazienti. Un terzo dai casi estesi necessita d'intervento chirurgico. Se vi è soltanto una proctite la prognosi è decisamente migliore, anche se i sintomi possono essere ostinati e refrattari.
Le complicanze gravi avvengono nel 10% dei casi: quella più frequente è il sanguinamento, o rettorragia; si può avere la colite tossica, quando si crea una situazione di peritonite localizzata per paralisi locale: il colon si dilata e perde tono muscolare (megacolon tossico) con un quadro occlusivo; questa situazione è a rischio di perforazione e di peritonite generalizzata, con una mortalità superiore al 40%; l'incidenza del cancro del colon o aumentata quando la malattia sale al di sopra del sigma o è interessato l'intero colon e la malattia dura da più di 10 anni (1% all'anno).
Vi sono poi segni di questa patologia che non riguardano l'intestino, come l'artrite periferica, la spondilite anchilosante, la sacroileite, l'uveite anteriore, l'eritema nodoso, l'episcierite. Nel 5% dei casi si rileva una colangite sclerosante primitiva e, più raramente, il cancro delle vie biliari che si manifesta tardivamente.
La lettura energetica
La localizzazione della colite ulcerosa, che interessa principalmente il retto e, meno frequentemente, il sigma e il colon, indica sicuramente una tensione nel Primo Chakra e, in caso di estensione dell'infiammazione, anche nel Secondo Chakra.
La persona che ne è affetta, dunque, avrà tensioni nell'area della sicurezza in senso lato, oppure vivrà con stress l'area della sessualità o il rapporto con il cibo, o avrà paura di sentire le emozioni. L'approccio tradizionale della medicina allopatica vede come ipotesi più probabile di causa di questa patologia (che, peraltro, resta ignota) i conflitti emozionali. La malattia provoca ulcerazioni multiple ai tratti di intestino menzionati sopra.
Questa malattia e definita come infiammatoria e ulcerosa, con carattere cronico. La prima considerazione che viene spontaneo fare, è che la tensione - essenzialmente paura - tende a non risolversi, anzi si ripresenta e costituisce un elemento che disturba e « corrode » l'equilibrio della persona. La colite ulcerosa può manifestarsi in modo acuto con il sintomo più comune, che è diarrea ematica e purulenta, oltre a febbre alta e segni di peritonite. In questo caso si notano pesanti tensioni nel Primo Chakra, indicate dalla diarrea, oltre che nel Secondo, evidenziate dai segni di peritonite che riguardano l'addome, e nel Terzo, mostrate dalla febbre alta. E da considerare anche la perdita di sangue dalle feci, che sottolinea uno stress anche a livello del Quarto Chakra.
Un quadro di questo tipo ci fa supporre che la persona abbia paura di amare (Primo e Quarto Chakra), non si permetta di sentire le emozioni o ciò che il suo corpo le chiede (Secondo Chakra) ed eserciti un controllo eccessivo (Terzo Chakra), se sollecitato da un preciso episodio nella sua vita.
Un'altra interpretazione potrebbe essere che il soggetto non si è sentito nutrito dalla madre (Primo Chakra) e ha deciso, con il suo modo di essere, di non ascoltare le sue emozioni (Secondo Chakra) e di « buttar via » l'amore (Quarto Chakra). La situazione scatenante, quella che determina la reazione violenta, tuttavia, può anche riguardare altri aspetti del Primo Chakra: chi perde il lavoro, per esempio, può decidere di non essere degno d'amore e, quindi, crearsi tale tensione.
A volte la colite ulcerosa si manifesta in modo più insidioso, con difficoltà di defecazione, crampi, emissione di muco e sangue con le feci. In questo caso il processo è più lento, ma non per questo meno grave. Le stesse complicanze lo indicano.
Quella più frequente è la rettorragia, cioè un'emorragia rettale. In questo caso la paura è essenzialmente paura di amare. Varrebbe la pena, dunque, analizzare il rapporto del soggetto con la madre, prima fonte d'amore e di sicurezza. La persona può risentire del blocco in tutti gli aspetti della vita che rappresentano sicurezza, come il lavoro, la casa e il denaro, se la sua relazione con la madre è irrisolta.
È interessante notare come anche segni della colite ulcerosa che non toccano l'intestino indichino una tensione a livello del Primo Chakra: la spondilite anchilosante, che, come la sacroileite, tocca lei articolazioni sacroiliache, e l'eritema nodoso, che colpisce specialmente la parte anteriore delle gambe.
Nel caso del megacolon tossico, in cui si crea una situazione di peritonite localizzata per dilatazione e perdita di tono muscolare del colon, la paura di sentire la sessualità o le proprie emozioni (aspetti del Secondo Chakra) porta la persona a esercitare il controllo fino a paralizzarsi (perdita del tono muscolare, Terzo Chakra).
Consiglio energetico: la persona che manifesta la colite ulcerosa ha tensioni nell'area della sicurezza; la paura non si risolve, anzi riemerge e disturba e «corrode» il suo equilibrio. Quindi c'è un blocco energetico nel Primo Chakra. Per scioglierlo la persona deve riconnettersi con le sue radici, che rappresentano la fonte della sicurezza.
Nella Meditazione dei Colori, pertanto, porrà particolare attenzione al Colore Rosso ed, eventualmente, al colore del chakra corrispondente al punto in cui si manifesta il disagio.

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