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Descrizione
e cause della patologia: la frattura
è l'interruzione di continuità di
un osso. Può essere traumatica, patologica
o chirurgica. Le fratture possono essere chiuse
o esposte, per trauma diretto o indiretto (per
flessione, torsione, compressione o strappamento),
uniche o multifocali, articolari o extra-articolari,
complete o incomplete, scomposte e non scomposte.
Nelle fratture traumatiche l'intensità
della sollecitazione esterna supera i limiti di
una normale resistenza ossea, come in un trauma
violento o in una caduta; in quelle patologiche
o spontanee la causa è la diminuita resistenza
dell'osso (cisti, osteoporosi, Morbo di Paget,
mieloma, osteopetrosi, osteodistrofìa renale
o metastasi); nel terzo caso, l'interruzione viene
provocata a scopo terapeutico, per esempio nelle
deformità scheletriche. Talvolta le fratture
possono verificarsi per sollecitazioni meccaniche
ripetute molto a lungo, come nel caso dei marciatori.
Sintomi: sono la mobilità
abnorme e la crepitazione per attrito delle superfìci
di frattura. Vi è dolore spontaneo, accentuato
dalla palpazione e dal minimo movimento; si notano
deformazione, ecchimosi, tumefazione e atteggiamento
di difesa antalgica o di riposo. Si arriva all'impotenza
funzionale totale. Per le vertebre il dolore a
volte può essere subdolo ed è aggravato
da pesi; è accompagnato da spasmo muscolare.
Le complicanze delle fratture possono essere quelle
infettive, molto preoccupanti, delle fratture
esposte, si può avere la lussazione di
uno dei due frammenti o delle lesioni viscerali,
con pleurite o pneumotorace nelle fratture costali,
o lesioni della vescica e dell'uretra nelle fratture
del bacino. Infine, ci possono essere lesioni
nervose, midollari e radicolari nelle fratture
midollari, e dei nervi degli arti. Una complicanza
temibile della dislocazione ossea è il
traumatismo arterioso: la più colpita è
l'arteria poplitea, ma frequentemente anche la
femorale, brachiale e ascellare; anche se rara,
questa complicanza può portare a emorragia,
anche grave e, se non riconosciuta, alla gangrena
per trombosi conseguente. Tra le complicanze tardive
vi sono i disturbi e i vizi della consolidazione,
l'artrosi post-traumatica, la necrosi asettica,
le rigidità articolari.
Decorso: le fratture tendono
a consolidarsi naturalmente (tra i 15 giorni e
i 5-6 mesi), pertanto è fondamentale una
riduzione del movimento e una contenzione corretta.
Le variabili di guarigione sono la sede, il tipo
di frattura e l'età del paziente.
La lettura energetica
Abbiamo già visto che le fratture, poiché
toccano le ossa, indicano una tensione al Primo
Chakra, negli aspetti della sicurezza, della fiducia
e del rapporto con la madre. In questa sede prendiamo
in considerazione soltanto quelle fratture che
riguardano gli arti e, quindi, vedremo quale altro
centro energetico coinvolgono.
Genericamente possiamo dire che la frattura, sia
per l'intensità dolorosa che l'accompagna
sia per la terapia generalmente adottata che prevede
l'immobilizzazione della parte colpita, ha l'effetto
di portare all'impotenza funzionale. Dal punto
di vista energetico possiamo quindi affermare
che la persona ha deciso d'immobilizzarsi, in
modo repentino e molto doloroso, pur di non agire
nelle aree relative al chakra associato all'osso
fratturato.
Analizziamo alcuni casi più in dettaglio.
- Frattura della spalla, del braccio e della mano:
significa che la persona ha una tensione nel Quinto
e nel Primo Chakra. In altre parole, per paura,
si impedisce di ricevere o immobilizza la sua
capacità di esprimere ciò che è
vero per lei (spalla), oppure si trattiene dal
perseguire ciò che vuole (braccio yang)
o ciò che sente (braccio yin) o, ancora,
si impedisce di prendere ciò che vuole
(mano yang) o che la rende felice (mano yin).
- Frattura dell'anca, della gamba, della caviglia
e del piede: in questo caso la tensione che manifesta
la persona riguarda soltanto il Primo Chakra.
Potremo affermare che, dato che si sente insicura,
non si permette di stare in piedi sulle sue gambe;
oppure che si sta immobilizzando a causa della
paura; o, ancora, che l'insicurezza nella sua
volontà (gamba yang) o nei suoi sentimenti
(gamba yin) la sta immobilizzando e così
via.
Ricordiamoci sempre di considerare che cosa succedeva
nella vita della persona quanto ha subito l'evento
traumatico. Le considerazioni esposte sopra valgono
per tutte le parti della gamba. Ovviamente il
risultato del sintomo sarà lievemente differente
e, quindi, esso ci dirà in che senso interpretarlo.
Inoltre, se la persona subisce effetti invalidanti
in seguito a una frattura, significa che la tensione
che l'ha generata persiste, e continua ad agire
negativamente.
Consiglio energetico: anche in
questo caso la persona ha paura e ha deciso d'immobilizzarsi
pur di non agire nelle aree della coscienza connesse
all'arto interessato dalla frattura. Pertanto,
dovrà imparare ad affidarsi maggiormente
alla vita, riequilibrando il Primo Chakra e, se
la frattura si manifesta agli arti superiori il
Quinto.
Nella meditazione dei colori, pertanto, porrà
particolare attenzione al colore Rosso e al colore
Blu.
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