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Posizione:
il Settimo Chakra, o Chakra della Corona si trova,
come dice il nome, sulla sommità del capo.
Colore: viola, il colore dell'ametista.
Plesso nervoso: contrariamente ai precedenti,
questo chakra è collegato all'intero sistema
nervoso e al cervello.
Ghiandola endocrina: ghiandola pineale.
Parti del corpo/sistemi: il Settimo Chakra sovrintende
tutto il sistema nervoso, la testa e il cervello.
Senso: l'empatia, che è l'essere una cosa
sola con un'altra persona, fare l'esperienza di
ciò che prova come se fossimo dentro di
lei.
Elemento: Luce Interiore, una vibrazione spirituale
sottile che sperimentiamo quando siamo nella parte
più profonda del nostro essere, un punto
di coscienza che brilla d'intelligenza.
Corpo sottile: causale.
Stato di coscienza
II Settimo Chakra, o Chakra della Corona, rappresenta
la parte più intima, il vero nucleo di
ciò che siamo: l'Anima. È la parte
di noi che sempre è stata e sempre sarà,
l'essenza che trascende il corpo fisico ed esiste
comunque, vita dopo vita.
Il Chakra della Corona è collegato alle
parti della nostra coscienza che riguardano la
percezione dell'unità o della separazione.
Nel momento in cui facciamo esperienza di questo
livello, sappiamo di essere tutti Uno: non c'è
più dicotomia, opposizione, ma unità.
E se siamo tutti Uno, questo chakra rappresenta
la parte divina di ciascuno di noi.
Così come il Chakra della Radice ci mostra
la connessione con la Madre Terra, il Chakra della
Corona ci mostra la nostra relazione con il «
Padre Nostro che sei nei cicli ».
Questo centro energetico mostra, per prima cosa,
il rapporto con il padre biologico. Se abbiamo
deciso che questa relazione era positiva, ci sentiremo
connessi con nostro padre e amati da lui, la direzione
che egli ci indica sarà avvertita come
una guida che ci sostiene e ci aiuta nel nostro
cammino. Nel caso invece avessimo avuto la percezione
di un rapporto disarmonico, perché nostro
padre è stato troppo autoritario, perché
era assente o per qualunque altro motivo, il risultato
è sempre lo stesso: chiudiamo il Chakra
della Corona. Tale blocco determina un senso di
separazione, di solitudine, come se fossimo in
un guscio e fosse difficile sentire il contatto
con le persone che stanno fuori.
Il rapporto con il padre biologico diventa poi
il modello della nostra relazione con l'autorità
in generale; se è stato negativo ci sarà
difficile credere che essa « lavora »
anche per noi, che ci da indicazioni per il nostro
bene. La subiremo o ci ribelleremo, non avremo
comunque un atteggiamento equilibrato nei suoi
confronti. L'autorità in senso lato, a
sua volta, diventa il modello della nostra relazione
con Dio (o con qualsivoglia forza che riconosciamo
come « esterna » a noi).
Il senso di separazione dal padre biologico, dunque,
ha nella coscienza l'effetto di separarci da Lui.
Ci sentiamo come se non fossimo degni del Suo
amore, come se ci stessimo nascondendo da Dio,
o da noi stessi, e non vediamo ciò che
è vero nella parte più profonda
della nostra anima, vale a dire che siamo tutti
luce. Il processo di pensiero che ci fa sentire
isolati, diversi, si autoalimenta e tende a giustificare
e a mantenere vivo il nostro senso di solitudine.
Quando il Settimo Chakra è equilibrato
avremo un profondo senso di connessione con il
tutto, un ottimo rapporto con nostro padre e con
l'autorità, riconoscendo che la direzione
che ci viene indicata è data per il nostro
bene, e non è un sopruso.
Per contro, le persone che manifestano patologie
che indicano una tensione al Settimo Chakra dovranno
indagare le aree del loro rapporto con il padre
o con un'altra figura autorevole, qualora la direzione
fosse data da quest'ultima. In Occidente nella
famiglia tradizionale, come abbiamo già
avuto modo di dire, normalmente la madre provvede
al nutrimento e fornisce un « porto sicuro
»; il padre ha invece la funzione di dare
la direzione, di indicare ciò che bisogna
fare. Dopo la rivoluzione sessuale, tuttavia,
questi ruoli non sono più così netti
o facilmente identificabili. È importante
pertanto verificare quale fosse realmente l'autorità
nella vita della persona e, nel caso non fosse
il padre, dovrà essere preso in considerazione
il rapporto con la madre. Altrimenti, va considerato
come la persona vive la relazione con l'autorità
e infine con Dio.
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