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Le ghiandole sudoripare, le ghiandole sebacee,
la ghiandola mammaria, i peli e le unghie costituiscono
il gruppo degli annessi cutanei.
Ghiandole sudoripare
Sono ghiandole tubulo-glomerulari semplici, diffuse
praticamente su tutta la pelle; si trovano infatti
anche nelle zone non provviste di peli e pochissimi
distretti ne sono privi come ad esempio l'orlo
roseo delle labbra. Le zone più ricche
di ghiandole sudoripare sono la zona palmo-plantare,
la regione ascellare, fronte-occipitale e dorsale
dove è più rilevante la secrezione
del sudore in caso di caldo, fatica, emozioni,
ecc. Queste ghiandole sono provviste di una parte
secernente e di una parte escretrice; la prima
formata da un unico tubulo avvolto su se stesso
e costituente un glomerulo, la seconda formata
dalla continuazione dello stesso tubulo in un
dotto escretore, che forma appunto l'unità
escretrice della ghiandola. La cute possiede circa
2-3 milioni di queste ghiandole: in particolari
condizioni di stress, queste ghiandole sono in
grado di secernere anche 2-3 litri di liquido
in un'ora. Sulla base di accurate misurazioni
è stato accertato che il volume occupato
dalla porzione secretoria di tutte le ghiandole
sudoripare non supera i 20 cc.: svolgono quindi
un'attività notevolissima. Le ghiandole
sudoripare vengono distinte in eccrine ed apocrine.
Ghiandole sudoripare eccrine
Sono diffuse su tutto l'ambito cutaneo fatta eccezione
per le piccole labbra, la superficie interna del
prepuzio, il glande e la faccia interna del padiglione
auricolare; sono invece particolarmente numerose
nelle regioni palmo-plantari e nella fronte. Sono
funzionanti fin dalla nascita e prendono parte
sia al processo della termoregolazione che a quello
della escrezione delle scorie metaboliche. L'unità
secretrice di queste ghiandole (glomerulo) ha
sede nel derma profondo e nell'ipoderma superficiale,
in relazione alle dimensioni della ghiandola.
Dal glomerulo si stacca l'unità escretrice
(tubulo) che ha un decorso lievemente ondulato
dalla profondità alla superficie, attraversando
così il derma e l'epidermide. Il tubulo,
lungo tutto il tratto che decorre nel derma e
negli strati profondi dell'epidermide, ha un epitelio
e quindi una parete propria; l'ultimo tratto,
che attraversa lo strato corneo, ha invece un
decorso nettamente a spirale con graduale riduzione
del calibro, non è provvisto di parete
propria e sbocca all'esterno con una apertura
ad imbuto detta poro sudoriparo. In altre parole
nello strato corneo il canale di deflusso del
secreto è scavato in forma di spirale nello
strato stesso e non è delimitato da cellule
proprie. Il poro di queste ghiandole è
molto piccolo, difficilmente visibile anche con
una lente. Questa caratteristica, unita all'andamento
elicoidale del canale, rende difficili le lesioni
microbiche per penetrazione ed anche il nutrimento
della pelle, attraverso questa via, con cosmetici
eutrofici è poco probabile.
Ghiandole sudoripare apocrine
Sono formazioni ghiandolari fileticamente più
antiche, essendo presenti anche nei mammiferi,
nei quali mancano le ghiandole sudoripare. Nell'uomo
sono ridotte di numero rispetto agli animali,
in quanto sono presenti soltanto in determinati
distretti cutanei: palpebre, dotto uditivo esterno,
ascelle, areola mammaria, piega dell'inguine,
genitali esterni e regione perineale. Queste ghiandole
si differenziano dalle eccrine per la maggior
dimensione del gomitolo, la maggior ampiezza della
cavità tubulare, l'apertura del tubulo
escretore nel follicolo pilo-sebaceo (a livello
del colletto, appena al di sopra del punto di
sbocco della ghiandola sebacea), la porzione terminale
del tubulo escretore che non presenta andamento
a spirale ma rettilineo e la produzione di un
sudore con caratteristiche diverse, come vedremo
nel capitolo della fisiologia. A carico di queste
ghiandole sono possibili lesioni microbiche, per
penetrazione, frequenti soprattutto nella regione
ascellare e perineale. Lo sviluppo e la funzione
di queste ghiandole è influenzato dagli
ormoni sessuali e dall'età: incominciano
a funzionare a partire dalla pubertà e
tendono ad atrofizzarsi nella età senile
e, particolarmente nella donna, dove sono più
numerose, la loro atrofia comincia subito dopo
la menopausa. L'unione del sudore apocrino con
il sebo a livello subepidermico determina, soprattutto
alle ascelle ed ai genitali, il caratteristico
odore di ogni individuo anche per il contatto
con la flora batterica presente sulla superficie
cutanea. Negli animali vengono anche dette «ghiandole
dell'odore» per il loro secreto responsabile
dell'odore diverso del pelo di ogni animale. Il
glomerulo di queste ghiandole ha sede, come per
le ghiandole eccrine, nel derma profondo ed i
glomeruli più grossi nella parte più
superficiale dell'ipoderma, in mezzo ai lobuli
adiposi.
Ghiandole sebacee
Le ghiandole sebacee sono generalmente annesse
al colletto dei follicoli piliferi e situate nel
derma medio o corion, in numero variabile da 2
a 5 per pelo. Sono poste esattamente a lato del
follicolo pilifero, nell'angolo tra il follicolo
stesso ed il muscolo erettore del pelo, la cui
contrazione comporta lo svuotamento della ghiandola.
In certe zone terminano direttamente in superficie:
piccole labbra, glande, orlo roseo delle labbra,
areola mammaria. Sono pertanto presenti su tutta
la superficie cutanea ad esclusione delle sole
regioni palmo-plantari e della falange ungueale.
Queste ghiandole vengono definite a secrezione
olocrina, perché il secreto si forma per
distruzione totale delle cellule che le costituiscono:
infatti secernono se stesse. Si possono considerare
come dei diverticoli dell'epidermide, dove si
svolgono processi di trasformazione sebacea delle
cellule epiteliali. Sono ghiandole di tipo alveolare
strutturate in lobuli secernenti che sboccano
in un comune dotto escretore che si apre, come
si è detto, nel colletto del follico pilifero
o liberamente in superficie. Nell'ambito del lobulo
ghiandolare vi è una graduale trasformazione
della cellula man mano che si stacca dagli strati
più profondi. Essa, a differenza di quanto
accade nell'epidermide, anziché trasformarsi
in squama cornea si trasforma in sacca di sebo
che, arrivata in superficie, scoppia e si svuota
nel tubulo escretore, procedendo verso l'esterno.
Le ghiandole sebacee sono molto variabili per
forma e dimensioni: sono più grandi e numerose
al volto, specie nella zona centrale della fronte
ed ai solchi naso-genieni, al collo, al petto
ed al dorso (regioni seborroiche).
Mammella
Le mammelle sono organi dell'apparato tegumentario,
pari e simmetrici, siti nella regione pettorale
e nei quali sono contenute ghiandole cutanee che
nel sesso femminile sono differenziate per la
funzione dell'allattamento. La ghiandola mammaria
è quindi il principale componente della
mammella. La mammella è un corpo cutaneo
sporgente, di forma all'incirca emisferica, caratterizzato
dalla presenza di un'area cutanea a caratteri
particolari detta areola mammaria, di colorito
roseo nella nullipara e fortemente pigmentato
durante la gravidanza, al cui centro è
sita una sporgenza detta capezzolo, sporgenza
non molto rilevata nella fase di riposo ma che
può farsi sporgente oltre 1 cm. quando
avvenga la contrazione della muscolatura liscia
che esso contiene. Anche il capezzolo assume i
diversi tipi di pigmentazione con le modificazioni
fisiologiche dell'apparato genitale femminile.
La ghiandola mammaria è formata da un numero
variabile di ghiandole distinte provviste ognuna
di un dotto escretore che si porta verso l'asse
del capezzolo. Durante la gravidanza il corpo
ghiandolare aumenta progressivamente di volume
e tende ad estendersi dal centro alla periferia,
aumentando contemporaneamente di spessore. Attorno
alla ghiandola vi è abbondante tessuto
adiposo che viene in parte ridotto e sostituito
da materiale ghiandolare durante la gestazione.
I peli
Sono formazioni filiformi di derivazione epidermica
disseminate su quasi tutta la superficie del corpo.
Il numero, il colorito e la grandezza variano
in funzione del sesso, dell'età e della
razza. Prive di peli sono le regioni palmo-plantari,
l'orletto roseo delle labbra, il prepuzio, la
superficie interna delle grandi labbra, il glande
e le falangi ungueali. Il pelo consta di due segmenti,
uno libero detto scapo o fusto il quale si continua
in profondità con una parte nascosta nel
derma, detta radice. Questa è accolta in
un sottile cunicolo detto follicolo pilifero la
cui parete è costituita da una introflessione
della pelle, più o meno profonda. Al follicolo,
e precisamente al colletto, sono annesse una o
più ghiandole sebacee ed un gruppetto di
cellule muscolari lisce che formano il muscolo
erettore del pelo, elementi disposti nelle modalità
già enunciate nella parte relativa alle
ghiandole sebacee. Il follicolo pilosebaceo ha
la forma di una clava rovesciata, con parte più
ristretta in alto (collo) e parte rigonfia in
basso chiamata bulbo. Quest'ultimo è una
formazione ovale o sferoidale, costituita, come
la rimanente parte del follicolo, da epidermide,
che circoscrive come un cappuccio una grossa sporgenza
dermica che ha i caratteri di una grossa papilla;
essa contiene un'ansa vascolare del tutto simile
alle papille dermiche, e terminazioni nervose.
Il pelo (fusto e radice) è formato da tre
strati concentrici: all'esterno la cuticola, costituita
da una fila di cellule cornee parzialmente sovrapposte
tra loro; più internamente la corteccia,
composta da cellule fusiformi contenenti anch'esse
cheratina nella parte centrale; la parte midollare
formata da due o tre file di cellule incompletamente
cheratinizzate. Il pigmento, assente nella cuticola,
è contenuto prevalentemente nello strato
della corteccia in parte all'interno delle cellule
ed in parte fra le cellule; nel midollo il pigmento
lo troviamo sotto forma di piccoli granuli con
la stessa disposizione della corteccia. Nella
corteccia e nel midollo sono anche contenute piccole
bollicine d'aria: quando esse sono molto numerose
e quando il pigmento va diminuendo, particolarmente
nella tarda età, il pelo assume colorito
bianco; i due fenomeni sono dunque alla base del
processo di incanutimento. Il follicolo entro
cui è contenuta la radice è costituito
da due strati, uno connettivale esterno ed uno
epiteliale interno. Attorno alla papilla si trova
una massa di cellule epiteliali disposte in un
unico strato e molto simile allo strato germinativo,
cellule ricche di citoplasma in attiva proliferazione
mitotica: da esse prendono origine i vari strati
cellulari che formano la radice. La papilla pilifera
e lo strato epiteliale annesso alla papilla formano
la parte vitale del pelo. È noto, anche
dalla osservazione comune, che i peli delle diverse
regioni corporee presentano sensibili differenze
di lunghezza e di grossezza ed in base a queste
generali differenze i diversi peli sono definiti
in diversi modi: capelli, barba, baffi, ciglia,
sopracciglia, vibrisse (peli del naso), tragi
(peli del condotto uditivo esterno). Quasi tutti
i peli sono rettilinei ed hanno sezione rotonda,
fatta eccezione per quelli delle regioni genitali
e del cavo ascellare che sono sovente ondulati
ed hanno preferibilmente sezione ovale.
Unghie
Le unghie sono lamine di natura epiteliale, dure,
resistenti, traslucide, leggermente convesse o
piane che ricoprono in parte la superficie dorsale
delle falangi distali. Vi si distingue una parte
prossimale detta radice, un corpo ed una parte
libera. La radice è per la massima parte
nascosta, infossata nel vallo ungueale, dove è
più morbida e sottile rispetto al corpo;
ma parte della radice può comparire fuori
dal vallo, nell'asse dell'unghia sotto l'aspetto
di una figura semilunare detta lunula. Il corpo
è la parte principale ed ha il carattere
di una lamina cornea resistente; presenta due
superfici, una dorsale libera ed una profonda
fissata al letto ungueale. Lo spessore del corpo
dell'unghia varia da 1/10 di millimetro fino a
poco di più di 2/10. La lamina in sito
ha un colorito rosato perché lascia trasparire
i vasi del derma del letto ungueale. La parte
distale o libera fa seguito direttamente al corpo
staccandosi dal letto ungueale. Il solco che rimane
fra il margine libero dell'unghia ed il polpastrello
si chiama solco ungueale. Il vallo ungueale è
quella piega epidermica che dalla faccia superiore
del dito si introflette a ricoprire la radice
ed i margini laterali dell'unghia. Il letto ungueale
è costituito dal derma e da uno strato
epidermico sovrapposto (strato germinativo) sottostanti
alla radice e al corpo dell'unghia ai quali è
fortemente aderente. Nel letto ungueale vi è
una ristretta zona che provvede alla formazione
dell'unghia, posta subito al di sotto del primo
tratto della radice: la zona è detta strato
onicogeno che è costituito da un epitelio
a numerosi strati di cellule che hanno il carattere
delle cellule basali dello strato germinativo
dell'epidermide. Quando, per motivi non sempre
facilmente indentificabili, il letto ungueale
produce cheratina, l'unghia sovrastante risulterà
di colore bianco anziché roseo: è
questo il significato delle tacche bianche che
così spesso macchiano la superficie dell'unghia.
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