Apparato circolatorio della pelle - Circolazione sanguigna e linfatica
 
 
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Apparato circolatorio della pelle
Circolazione sanguigna
L'apparato tegumentario possiede un dispositivo vascolare che ha essenziali peculiarità rispetto alla ramificazione vascolare di altri organi corporei; esso deve risolvere due problemi: quello della normale nutrizione della pelle e quello dei meccanismi di termodispersione. Nella cute i vasi sanguigni sono situati esclusivamente nell'ipoderma e nel derma, mentre l'epidermide non è vascolarizzata. Si possono distinguere tre reti vascolari arteriose che dal basso verso l'alto sono: Rete Ipoderma-Fasciale
Rete Ipoderma-Dermica
Rete Subpapillare
Le arterie che provengono dal plesso ipodermo-fasciale si suddividono e si assottigliano in corrispondenza del limite tra ipoderma e derma, dando luogo alla rete ipodermo-dermica. Questa è formata da arterie che si portano ad irrorare i glomeruli ghiandolari, la papilla del pelo ed i lobuli adiposi. Da questa rete disposta orizzontalmente rispetto al limite ipodermo-dermico, si dipartono dei rami con decorso perpendicolare (rami a candelabro) che attraversano il derma radialmente, assottigliandosi e ramificandosi, dando luogo, nella regione sotto papillare, ad un'altra rete a decorso orizzontale: la rete subpapillare. Schematicamente si può dire che l'irrorazione della cute avviene per mezzo di due reti vascolari arteriose orizzontali che formano due piani, l'uno profondo (rete ipodermo-dermica) e l'altro superficiale (rete subpapillare).
Dalla rete vasale subpapillare prendono origine le arteriole terminali che si portano verso la cresta delle papille dermiche, con direzione perpendicolare rispetto alla rete stessa. Arrivate alla sommità si sfioccano in capillari.
I capillari che si formano in ogni papilla sono in numero variabile, in relazione alla dimensione della papilla, hanno un andamento ad ansa: con un versante arterioso (quello che ha fatto immediato seguito alla arteriola e che cede ossigeno e sostanze di nutrimento), ed un versante venoso (quello che si continua direttamente nella venula di ritorno e che raccoglie le sostanze di rifiuto raccoltesi nello spazio pericapillare). Dal capillare venoso, come si è detto, segue la venula che si dirige verso il basso formando tre reti vascolari che si ramificano parallelamente alla rete arteriosa.
Il passaggio da arteriola a venula previa l'interposizione di capillari disposti ad ansa e non a reticolo, come accade nella maggior parte dei casi, da a questo dispositivo intrapapillare il nome di conocircuito vascolare: il passaggio infatti è immediato.
In linea generale si deve osservare che i tessuti dell'apparato tegumentario sono nutriti dal dispositivo capillare profondo che provvede anche al derma, mentre l'epidermide è nutrita per diffusione osmotica dal dispositivo papillare del derma.
Circolazione linfatica
I vasi linfatici mancano completamente nell'epidermide e nella porzione più superficiale del derma, dove sono sostituiti da lacune intercellulari nella parte epiteliale (strato basale e spinoso) e da altre lacune, tra i fasci connettivali, nella parte dermica.
I vasi linfatici veri e propri compaiono nella metà del terzo superiore delle papille dermiche. I loro collettori seguono la disposizione dei vasi arteriosi e venosi dando luogo ad un plesso sottopapillare e sottodermico molto simili ai plessi vascolari sanguigni. La linfa ha una sola direzione, centripeta, cioè dalla periferia verso il centro, di ritorno verso il cuore e svolge una duplice funzione sia di drenaggio ed eliminazione delle scorie, sia di difesa. La linfa si raccoglie negli spazi intercellulari dopo essere stata eliminata dalle cellule come sostanza di rifiuto del metabolismo cellulare, quindi entra nel capillare linfatico per diffusione osmotica, e da qui viene convogliata ai gangli linfatici (stazioni linfonodali) regionali, situati nel sottocutaneo. Qui subisce una sterilizzazione ad opera delle cellule bianche del sangue ed, eventualmente, evoca una risposta immunitaria anticorpale; entra infine nei grossi vasi linfatici che convergono, prevalentemente, nel dotto toracico che dopo un lungo percorso nell'addome e nel torace imbocca, alla base del collo, la vena succlavia di sinistra, diluendosi nel sangue.

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