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In diverse condizioni fisiologiche (pubertà,
gravidanza, senilità) e in numerose forme
patologiche la pelle può andare incontro
ad uno stato, più o meno marcato, di atrofia.
Questa consiste in una riduzione numerica e volumetrica
delle strutture cellulari che costituiscono la
pelle. La cute atrofica si presenta sottile, anelastica,
di consistenza diminuita, scarsamente aderente
ai piani profondi e facilmente sollevatale in
pliche. L'atrofia degli annessi pilosebacei e
sudoripari rende inoltre la cute arida e glabra.
Strie atrofiche - Le smagliature
Sono delle atrofie cutanee lineari, molto comuni,
che compaiono con relativa frequenza nel corso
della pubertà e, specialmente nel sesso
femminile, durante la gravidanza (strie gravidiche).
Strie gravidiche vistose possono inoltre formarsi
dopo cure cortisoniche generali e prolungate.
Le linee di atrofia si presentano inizialmente
con un colore rosso-violaceo, dovuto ad iniziale
trasparenza attraverso i tessuti epidermici soprastanti;
successivamente divengono di colorito porcellanaceo
mentre, col passare del tempo, si rendono lentamente
e progressivamente meno visibili. In corrispondenza
delle strie la cute è depressa e può
dare alla palpazione una particolare sensazione
di vuoto. Sedi di elezione sono, per le strie
gravidiche, i fianchi, l'addome, la parte esterna
delle regioni glutee, la superficie interna delle
cosce e le regioni mammarie. Nel corso della pubertà
invece si localizzano prevalentemente alle cosce
e alle regioni inguinali. Le cause che provocano
la comparsa delle strie atrofiche non sono ancora
del tutto chiarite; si ritiene responsabile una
aumentata produzione di ormoni corticosteroidi
che può essere fisiologica, come nel caso
della gravidanza e della pubertà, o l'assunzione
di cortisonici a scopo terapeutico. La terapia
è inefficace e si basa principalmente sulle
vit. A ed E e sui massaggi con creme a base di
estratti tissutali. Anche cure locali con ionoforesi
di sostanze varie, possono essere tentate.
Atrofia presenile degenerativa
La cute delle parti scoperte di individui anche
giovani, esposte per lungo tempo agli agenti atmosferici
o al calore per motivi di ambiente o di lavoro
(contadini, marinai, sportivi) va comunemente
incontro ad un insieme di alterazioni che si traducono
clinicamente in aumento di consistenza, perdita
di elasticità, comparsa di colorazione
bruno-giallastra, sviluppo di rughe profonde e
definitive, alterazioni molto vicine a quelle
della cute senile. Sulla cute di questi soggetti
possono comparire frequentemente formazioni cheratosiche
che si comportano come precancerosi. Oltre che
per ragioni di lavoro anche le esposizioni troppo
intense e prolungate alla luce solare, ripetute
per molte stagioni allo scopo di ottenere e conservare
l'abbronzatura, espongono logicamente a lungo
andare alle alterazioni appena descritte. È
indispensabile quindi in quest'ultimo caso, e
chiaramente anche negli altri, l'uso degli appositi
mezzi protettivi.
Terapia: tra le terapie generali di stretta competenza
medica ricordiamo quelle ormonali, vitaminiche
e dietetiche. Tra quelle locali, le creme emollienti
contenenti vitamine ed estratti placentari. Evitare
i saponi alcalini e usare quelli neutri o acidi.
Per il trattamento delle rughe: massaggio ed uso
di sostanze idratanti; largo impiego trovano i
lifting e i procedimenti simili di chirurgia plastica.
Le pigmentazioni senili si trattano con apposite
preparazioni depigmentanti o con la dermoabrasione.
Atrofia senile
Col passare del tempo la cute umana subisce delle
alterazioni che variano da soggetto a soggetto
in funzione dello stato di salute, della predisposizione
ereditaria e delle condizioni ambientali. Generalmente
la degenerazione senile della cute inizia dopo
i 40 anni, anche se esistono casi abnormemente
precoci. La pelle perde lentamente elasticità
e morbidezza, finché lentamente si instaura
l'atrofia senile, sempre più precoce e
spiccata nelle zone scoperte, per l'azione delle
radiazioni solari e di altri agenti atmosferici.
La pelle diventa di una tonalità avorio,
secca, sottile e flaccida a causa della perdita
dell'elasticità e della scomparsa del pannicolo
adiposo. Le pliche cutanee diventano rughe che
appaiono più evidenti al volto, al collo
e al dorso delle mani. Col tempo le ghiandole
sudoripare e sebacee vanno incontro ad atrofia;
le mucose visibili (specie quelle del cavo orale
e dei genitali) divengono pallide e sottili. Le
unghie perdono lucentezza, si fanno secche e fragili,
la loro superficie presenta dei solchi canaliformi
e la loro crescita avviene molto lentamente. La
cute atrofica senile costituisce infine un terreno
favorevole alla comparsa di lesioni francamente
patologiche, quali le cheratosi senili, che, potendo
evolvere verso gli epiteliomi basocellulari e
spinocellulari, sono considerate precancerosi
cutanee.
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