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La cellulite, meglio chiamata panniculopatia edemato-degenerativa-sclerotica,
è la conseguenza di un processo patologico
che colpisce il tessuto connettivo sottocutaneo.
A quest'ultimo tessuto, costituito da formazioni
fibrillari, elementi cellulari e, in massima parte,
di sostanza fondamentale molto ricca di acqua,
spetta, tra gli altri, anche il compito di prendere
parte attiva ai processi di ricambio dei prodotti
del metabolismo tra cellule e vasi sanguigni.
La velocità con cui avvengono gli scambi
metabolici tra vasi e cellule dipende dal minore
o maggiore grado di polimerizzazione dei mucopolisaccaridi
(costituenti della sostanza fondamentale del connettivo);
quando infatti, per fenomeni di depolimerizzazione,
la sostanza fondamentale diviene fluida, il metabolismo
tra tessuti e sangue è notevolmente facilitato.
Nella cosiddetta cellulite, i mucopolisaccaridi
subiscono un abnorme processo di polimerizzazione
e si uniscono chimicamente tra di loro, formando
catene complesse, con aumento della ritenzione
di acqua al livello del derma. In seguito a ciò
la sostanza fondamentale tende progressivamente
ad assumere le caratteristiche di un corpo estraneo
che si incunea tra le fibre del connettivo, le
dissocia ed ostacola la circolazione sanguigna,
con conseguente rallentamento degli scambi nutritivi
tra capillari e cute. Il notevole aumento di fibroblasti
provoca infine la formazione di una abnorme rete
fibrosa di natura collagena, e i fasci sclerotici
del connettivo, retraendosi, stirano verso il
basso l'epidermide; la pelle perde la sua naturale
morbidezza e tonicità ed assume il caratteristico
aspetto a buccia d'arancia: si formano noduli
e avvallamenti e, se pizzicata, da sensazione
di dolore a volte anche notevole. Tre forme di
cellulite si presentano all'osservazione: compatta,
molle, edematosa.
Queste forme possono coesistere e la differenziazione
di impianto è spesso regionale.
La cellulite compatta è dura, tende l'epidermide
al massimo e si presenta granulosa sotto le dita,
aderente ai piani profondi; non si modifica con
le variazioni di posizione.
La sede più frequente è situata
nella metà inferiore del corpo in un aspetto
ginoide e in particolare nelle natiche, faccia
postero-laterale delle cosce, faccia mediale dei
ginocchi.
La cellulite molle è un tessuto spongioso
e «flottant», ruota sotto le dita,
è mobile in senso gravitazionale, modificandosi
dalla posizione in piedi a sdraiata. Interessa
prevalentemente la faccia antero-mediale delle
cosce e delle braccia; coesiste con una muscolatura
atrofica e con smagliature, espressione di un
disagio delle fibre elastiche del connettivo.
Può considerarsi una evoluzione della compatta.
La cellulite edematosa si presenta di consistenza
pastosa con nodosità e succulenza declive;
è molto dolorosa al tatto o anche spontaneamente.
Sono presenti segni obiettivi e soggettivi di
insufficienza della circolazione venosa e/o linfatica
degli arti inferiori (edemi, varici, varicosità,
teleangectasie); possono essere interessate le
cosce e i ginocchi; soprattutto le gambe però
sono largamente invase e, in particolare, il tratto
polpaccio-caviglie, in un aspetto di «gamba
a colonna». Le cause della panniculopatia
edemato-degenerativa-sclerotica non sono del tutto
note: un ruolo importante è però
certamente giocato dai fattori costituzionali.
Più recentemente è stata individuata
negli ormoni sessuali femminili (estrogeni) la
causa fondamentale della malattia nelle donne
(la c.d. cellulite colpisce con molto maggiore
frequenza il sesso femminile: circa l'86% dei
casi). Gli estrogeni, infatti, determinano un
aumento della produzione di mucopolisaccaridi
e un aumento della ritenzione di acqua a livello
del derma.
Una dieta incongrua, specie se ricca di farinacei
e zuccheri, la vita eccessivamente sedentaria,
turbe vascolari venose o linfatiche, indumenti
intimi e jeans troppo stretti che ostacolano la
circolazione sanguigna e linfatica, possono costituire
concause favorenti l'insorgenza della cellulite.
L'alcool e il fumo non sembrano, al contrario,
avere particolare importanza nell'insorgere della
malattia, che si può manifestare sin dalla
pubertà e che, quindi, si può cercare
di prevenire, piuttosto che di curare, evitando
le concause in precedenza elencate. Quando le
alterazioni caratteristiche della c.d. cellulite
si sono instaurate, è infatti assai arduo
ottenere una loro completa eliminazione, mentre
è tutt'al più possibile tenerle
sotto controllo, evitando una diffusione ed un
peggioramento.
Terapia: di notevole significato sono le metodiche
fisiochinesiterapiche termali: massoterapia prudente
(con lo scopo di migliorare la circolazione emo-linfatica
e quindi di rendere più agevoli gli scambi
tra vasi sanguigni e cellule), idroterapia sotto
forma di docce, massaggio subacqueo e idromassaggio,
bagni medicamentosi. Un posto di primo piano spetta
alla mesoterapia che consiste nella iniezione
intralesionale di sostanze medicamentose, grazie
ai diversi modelli di iniettori, a piccole dosi,
in una ripartizione omogenea. Queste sostanze
hanno lo scopo di determinare la depolimerizzazione
dei mucopolisaccaridi, la lipolisi, il riassorbimento
dell'edema e infine di esercitare attività
vasoattiva e capillare-protettiva.
E’ logico che per ottenere un risultato
ottimale bisogna associare alla mesoterapia altri
presidi terapeutici oltre ai precedenti, quali
la ionoforesi, il massaggio ultrasonico, il laser,
l'onda quadra, la frigorterapia, l'elettroterapia,
la pressoterapia e, non ultima, l'attività
fisica.
Nei casi più severi di panniculopatia edemato-degenerativa-sclerotica
si può, inoltre, a volte, fare ricorso
ad interventi di chirurgia plastica e alla liposuzione.
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