Dermatosi allergiche - Eczema, Orticaria
 
 
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Dermatosi allergiche
Per dermatosi allergiche si intendono quelle affezioni cutanee che hanno luogo per una sensibilizzazione verso sostanze di per sé solitamente innocue. Il contatto con queste sostanze può essere esterno, per ingestione, per inalazione o per iniezione. Il quadro della malattia varia a seconda del livello al quale avviene, nella cute, la reazione. Se questa ha luogo nell'epidermide allora insorge un eczema, se ha luogo nell'apparato vascolare del derma si sviluppa una orticaria.
Eczema
L'eczema è essenzialmente un'affezione dell'epidermide; il derma vi partecipa piuttosto secondariamente. È una dermatosi infiammatoria pruriginosa con manifestazioni cliniche varie per estensione, sede e decorso. L'elemento istologico fondamentale è la dilatazione degli spazi intercellulari dello strato spinoso (spongiosi) per edema provocato dalla fuoriuscita di siero dai capillari dermici e conseguenti vescicole. A seconda dell'entità di questa infiammazione varia il quadro clinico. La caratteristica clinica principale dell'eczema è il polimorfismo delle manifestazioni, tanto che si possono distinguere vari aspetti cronologicamente successivi. Nella sua forma classica l'eczema ha inizio con una chiazza di arrossamento vivo, a limiti sfumati: è questa la fase eritematosa dell'eczema (eczema rubrum) che si accompagna di solito ad uno stato di edema e prurito. Alla fase eritematosa segue, dopo qualche ora o giorno, la fase vescicolare o papulo-vescicolare (eczema vescicoloso): sulle chiazze eritematose compaiono le vescicole a contenuto sieroso che rapidamente si rompono (eczema essudativo) mentre si formano altre vescicole. Per essicamento e concrezione delle sierosità si formano le croste (eczema crostoso). Segue un accelerato processo di cheratinizzazione con formazione di squame e conseguente ispessimento della pelle (eczema squamoso). L'infiammazione diviene cronica e contribuisce, per l'infiltrazione delle cellule del derma, allo ispessimento della cute. Lo stato infiammatorio cronico che ne deriva viene anche chiamato lichenificazione. La pelle è dunque ispessita, il disegno è reso più grossolano; profonde linee disposte a scacchiera solcano la superficie cutanea. Queste fasi possono nella stessa sede intrecciarsi tra loro; si avranno così contemporaneamente papule, vescicole, zone umide, zone lichenificate, desquamanti o ricoperte da croste (quadro polimorfo). L'eczema è accompagnato di solito da violento prurito; possono complicare il quadro le lesioni da grattamento, le infezioni secondarie con formazioni di pustole. Una forma particolare è il cosiddetto eczema disidrosico: in passato si credeva si trattasse di formazioni vescicolari conseguenti ad occlusione dei dotti escretori delle ghiandole sudoripare; è invece un eczema comune con tipica spongiosi. Le varie fasi sopra descritte sono il quadro comune delle due forme più comuni di eczema: quello da cause interne o atopico e quello da cause esterne o topico.
Eczema atopico o costituzionale
È una malattia cutanea molto frequente nell'infanzia, compare in individui predisposti e si differenzia dalla forma tipica per l'età di insorgenza, per le sedi di localizzazione e l'impossibilità di individuare un antigene causale. Di solito la malattia fa il suo esordio nei primi sei mesi di vita e sempre dopo il secondo mese. La localizzazione più tipica è il volto, le superfici flessorie degli arti (regione poplitea e incavo del gomito). Nella maggior parte dei casi si osserva un miglioramento con il passare degli anni e spesso la guarigione alla pubertà. Nel 20% dei casi può persistere fino oltre i 30 anni. Buona parte (40% dei casi) dei soggetti affetti da eczema atopico presentano anche altre manifestazioni cliniche allergiche come asma e rinite allergica. Per la terapia locale ci si avvale dei presidi indicati nel trattamento della forma topica. Da un punto di vista generale non pare che il tipo di allattamento usato possa influire sulla malattia. Si sta facendo oggi strada l'interpretazione patogenetica autoimmunitaria verso alcuni componenti della pelle; il paziente produrrebbe cioè degli anticorpi contro se stesso. Non esiste così una terapia valida.
Eczema topico o da contatto
Insorge per contatto della pelle precedentemente sensibilizzata con sostanze dell'ambiente che ci circonda dotate di potere allergizzante. Nelle condizioni più frequenti la sensibilizzazione avviene in due tempi: 1) fase preparante in cui la pelle viene per la prima volta a contatto con la sostanza allergizzante; 2) fase di sensibilizzazione in cui il paziente mantiene lo stato di ipereattività per molti anni o, al limite, per tutta la vita e, ogni qualvolta verrà a contatto con la sostanza specifica (antigene), le sue cellule immunocompetenti (linfociti, plasmacellule ecc.) daranno luogo, nella sede del contatto, ad una serie di fenomeni immunopatologici. L'unione dell'antigene con la cellula immunocompetente provoca la liberazione di sostanze chimiche infiammatorie in grado di provocare vasodilatazione e aumento della permeabilità dei vasi dermici superficiali e di stimolare le terminazioni sensoriali dando luogo al prurito. Si innesca così il quadro tipico dell'eczema già descritto. Le cause degli eczemi da contatto possono essere chiarite mediante la prova epicutanea. Le sostanze per le prove vengono portate a contatto con la pelle nella diluizione appropriata, fissate e lasciate sulla pelle per 24 ore. In caso di risultato positivo (la prova si fa in genere sulla schiena) dopo tale periodo come reazione compare un'area eritemato-vescicolosa. Le forme più frequenti sono:
- eczemi medicamentosi: da disinfettanti, pomate antibiotiche e sulfamidiche, anestetici locali;
- eczemi da sostanze vegetali: da piante, fiori, bucce delle arance e dei limoni, resina dei pini, ecc.
- eczemi da vestiti: le fibbie di nichel delle giarrettiere e il contenuto in nichel degli oggetti da ornamento (anelli, braccialetti, collane, orecchini ecc.); la gomma sintetica e naturale può essere causa di eczemi (giarrettiere, guanti di gomma); la sostanza colorante nera per pelli e tessuti (pelle nera, biancheria intima nera);
- eczemi da composti chimici di ordine professionale;
- eczema da contatto con cemento che colpisce i muratori;
- eczema dei lavoratori addetti alla pulizia (cere per pavimenti, essenze contenute nei saponi, ecc.); è da tenere presente inoltre che i vari detersivi oggi utilizzati largamente determinano una continua azione sgrassante e disidratante che facilita grandemente la sensibilizzazione della pelle;
- eczemi professionali nei parrucchieri e nelle estetiste: le sostanze sensibilizzanti sono specialmente quelle impiegate per le tinture dei capelli e per la permanente a freddo. Nelle estetiste si possono osservare dermatiti da essenze profumate, da coloranti quali l'eosina, il rosa bengala, ecc.;
- gli eczemi da cosmetici: essi hanno sede più frequentemente al volto, di solito nelle sedi di applicazione del cosmetico, ma anche a distanza. L'aspetto clinico varia dalle forme più lievi alle forme vescicolobollose con arrossamento e intenso prurito. Oltre alle tinture per capelli possono provocare eczemi le lacche, le ciprie, le creme, i rossi per guance soprattutto per azione dei profumi e dei coloranti in essi contenuti. All'azione sensibilizzatrice dei derivati dell'anilina sono dovute le dermatiti da ombretto, da matite per sopracciglia, da creme colorate per palpebre. Gli smalti per unghie possono causare una dermatite caratteristica che si manifesta a distanza dal punto di applicazione e consiste in chiazze eritematosquamose pruriginose localizzate al collo ed al volto: gli smalti contengono sostanze facilmente allergizzanti (resine, solventi, plastificanti, profumi). I profumi, le acque di colonia, le essenze profumate incorporate in quasi tutti i preparati cosmetici sono i maggiori responsabili di eczemi topici. Eczemi topici si possono anche verificare in seguito all'uso di lozioni antirughe di sali di alluminio o di tannino; di preparati antiperspiranti a base di Al, formalina e acido tannico; di deodoranti per l'azione del solfato di zinco, dell'esaclorofene, di antibiotici ecc.; di depilatori a base di mercaptano o di tioglicolato di calcio. Gli shampoo colorati e gli antiforfora contenenti selenio possono a loro volta esercitare un'azione sensibilizzante. In base a quanto detto si comprende come sia importante la scelta di sostanze attive e di eccipienti che siano il più possibile anallergici nella preparazione dei prodotti cosmetici. A tale proposito occorre tuttavia osservare che le normative e le disposizioni contenute nella Direttiva N. 768 della Comunità Economica Europea (C.E.E.) del 27 luglio 1976, con le successive modificazioni ed ampliamenti, recano precisi divieti e prescrizioni relativamente alle sostanze che possono provocare allergie ed eczemi: i fenomeni di reattività sono fortemente diminuiti soprattutto in riferimento a quei prodotti cosmetici che sono fabbricati e confezionati in conformità alla Direttiva C.E.E. N. 768. Purtroppo tale normativa, a tanti anni dalla sua emanazione, non è stata ancora recepita dall'ordinamento giuridico italiano e non è fatto obbligo a tutte le case cosmetiche di attenervisi. Terapia: negli eczemi da contatto la terapia generale deve provvedere innanzi tutto ad allontanare definitivamente le sostanze allergizzanti, la cui individuazione (non sempre facile e possibile) viene effettuata attraverso speciali prove epicutanee. Quindi si tenta una desensibilizzazione aspecifica che si avvale di preparati antistaminici o a base di calcio tiosolfato. Il prurito di solito si tratta con sedativi. La terapia locale tende a ridurre ed eliminare l'infiammazione, a sterilizzare le eventuali infezioni cutanee, a calmare il bruciore ed il prurito. A questo proposito si usano creme corticosteroidee con eventuali antibiotici ed antimicrobici. L'estetista dovrà astenersi dal trattare queste forme, rinviando dallo specialista la cliente.
Orticaria
È una malattia allergica assai comune, caratterizzata dall'eruzione di pomfi pruriginosi e di numero e grandezza variabili, di consistenza solida, di colorito roseo o bianco al centro, che insorgono rapidamente ed in poche ore scompaiono senza lasciare tracce. I pomfi possono essere localizzati, ma, più spesso, sono diffusi a tutta la superficie cutanea. Tra le numerosissime cause capaci di provocare l'orticaria ricordiamo: quelle alimentari (farinacei, crostacei, frutti di mare, fragole, latte, ecc.); medicamentose (antibiotici, sulfamidici, aspirina, piramidone, ecc.); fisiche (caldo, freddo, luce solare); le parassitosi intestinali (tenie e ossiuri); le malattie dell'apparato digerente; il contatto con sostanze varie (primule, anemoni, lana, calze di nylon, pelli di animali, ecc.). Talora è molto difficile riconoscere la causa (o le cause) della malattia. In assenza di indicazioni precise può essere utile uno studio allergologico del paziente volto ad individuare la sostanza o le sostanze responsabili della malattia.
Terapia: è di esclusiva competenza medica, e si basa sull'uso di prodotti ad azione antistaminica, cioè capaci di interrompere il meccanismo biochimico responsabile dell'eruzione. Se la causa non è individuabile è consigliabile osservare un'alimentazione leggera, escludendo i cibi che più facilmente sono causa di orticaria. In genere sono sufficienti 4-5 giorni di trattamento dietetico rigoroso a base di riso, verdura e frutta per vedere guarire la maggior parte di casi di orticaria acuta. Non bisogna mai trattare topicamente questa affezione.

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