Dermatosi da miceti o micosi cutanee - Epidermofisia, Onicomicosi, Candidosi, Mucose
 
 
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Dermatosi da miceti o micosi cutanee
Si tratta di un gruppo di malattie provocate da parassiti vegetali, patogeni per l'uomo, che possono parassitare la superficie cutanea, il pelo, oppure, ma più raramente, il derma medio e profondo. I parassiti che sono responsabili delle micosi superficiali e di quelle che interessano il pelo possiedono la proprietà di localizzarsi nelle cheratine (particolari proteine che, come sappiamo, sono costituenti sia delle cellule cornee che dei peli e delle unghie) nelle quali svolgono la loro azione dannosa cheratinolitica. A seconda che la localizzazione dei parassiti si abbia nell'epidermide e nei suoi annessi, o nel derma, distinguiamo, dal punto di vista clinico, dermatosi da miceti superficiali o epidermomicosi e dermatosi da miceti profondi o dermatomicosi.
Le micosi possono diffondersi per contagio interumano, mediante squame o capelli parassitati, per trasmissione dagli animali (cani, gatti, bovini) o attraverso il terreno. Svariati fattori presentano inoltre importanza nel favorire o nell'impedire l'attecchimento dei miceti: ricordiamo tra i primi la macerazione dello strato corneo e le modificazioni della pellicola idrolipidica e del suo pH (soprattutto dovute all'azione di saponi e detergenti); tra i secondi le variazioni della qualità e l'aumento della quantità della secrezione sebacea che si verificano alla pubertà (determinanti la regressione di alcune forme di tigne).
Epidermomicosi o micosi superficiali
Tigne del cuoio capelluto. Sono malattie contagiose che colpiscono i bambini nella prima e seconda infanzia e che possono dare luogo, nelle comunità ove essi vivono, a vere e proprie epidemie: per questi motivi le tigne hanno importanza anche quali malattie sociali. Il loro riscontro comporta l'obbligo dell'isolamento di chi ne è affetto. Sono note tre varietà di tigne.
- Tigna microsporica: si manifesta con la comparsa sul cuoio capelluto di chiazze eritemato-squamose, rotondeggianti, di dimensioni piuttosto estese (fino a 3-6 cm. di diametro), disposte senza alcuna preferenza su tutto il capillizio. In corrispondenza delle chiazze i capelli appaiono spezzati 4-5 mm. al di sopra dello sbocco follicolare, colorito grigiastro, e di aspetto polveroso: ciò è determinato dalla penetrazione dei miceti all'interno dei follicoli piliferi e all'interno dei peli stessi, dove a mezzo di enzimi, ne disgregano la cheratina. Il tempo di incubazione è di circa 2 settimane. Questa forma di tigna guarisce sempre spontaneamente alla pubertà ed i capelli ricrescono normalmente. Ciò si verifica probabilmente perché alla pubertà il sebo diviene più ricco di acidi grassi insaturi, dotati di fisiologica azione antimicotica.
- Tigna tricofitica: è la tigna più frequente in Italia. Si presenta con la comparsa sul cuoio capelluto di chiazze eritemato-squamose, rotondeggianti, di piccole dimensioni (generalmente fino a 2 cm. di diametro), disseminate in genere in gran numero su tutto il capillizio. In corrispondenza delle chiazze i capelli appaiono spezzati a livello dello sbocco follicolare. Alla pubertà le chiazze regrediscono spontaneamente. La tigna tricofitica può complicarsi per fatti infiammatori sovrapposti.
- Tigna favosa o scutulare: è attualmente rara nel nostro paese. La lesione tipica della tigna favosa è costituita dallo scutulo: quest'ultimo è una formazione di dimensioni varie da pochi mm. di diametro fino a qualche centrimetro, di colore giallo-zolfo, rotondeggiante, aderente alla cute. Lo scutulo è formato da cellule cornee, da frammenti di peli e da fitto intreccio del micete responsabile di questo tipo di tigna. Gli scutuli confluiscono tra di loro dando luogo a formazioni pseudo-crostose talora estese; i capelli si presentano diradati e grigiastri. La tigna favosa non guarisce alla pubertà e, se non curata, determina la comparsa di fatti cicatriziali al cuoio capelluto con atrofia dei follicoli piliferi (alopecia cicatriziale definitiva).
Epidermofisia inguinale
È dovuta, come tutte le epidermofisie, a miceti che parassitano elettivamente lo strato corneo dell'epidermide. L'affezione è generalmente contagiosa attraverso gli indumenti, oggetti di toeletta o rapporti sessuali; grande importanza nel facilitare l'insorgenza di questa epidermomicosi hanno lo sfregamento delle superfici cutanee e la macerazione dovuta al sudore. La malattia è caratterizzata dalla comparsa, alle superfici interne delle cosce e dalle pieghe inguinali, di chiazze eritemato-squamose, nettamente delimitate, con margini di solito policiclici, con tendenza alla risoluzione centrale. Generalmente è presente il prurito.
Epidermofisia dei piedi o piede d'atleta
È un'affezione molto diffusa, che si localizza, in genere simmetricamente, negli spazi interdigitali dei piedi, ove la cute appare macerata e desquamata e, eliminandosi, lascia una erosione circondata da un piccolo lembo di cute biancastra. Nel fondo degli spazi interdigitali colpiti si può formare una fessura ragadiforme dolente. Meno frequentemente l'epidermofisia dei piedi può assumere un aspetto vescilo-pustoloso o ipercheratosico.
Cause favorenti l'insorgenza della malattia sono la disinfezione delle acque delle piscine con sostanze che ne rendono il pH più alcalino e l'aumento della sudorazione locale. Le calze e le scarpe di persone infette sono tra le più frequenti cause di contagio, oltre alla cattiva e diffusa abitudine di camminare a piedi scalzi in posti affollati.
Onicomicosi
Anche le unghie possono essere colpite da miceti; di solito sono interessate solo alcune unghie, in maniera asimmetrica. La malattia inizia ai bordi liberi o laterali dell'unghia con la comparsa di piccole chiazze di colore giallastro o bianco-giallastro che si estendono lentamente; in seguito si determina il distacco della parte terminale dell'unghia e l'ispessimento e la deformazione della lamina ungueale, mentre il margine libero diviene eroso. Successivamente la micosi interessa la matrice dell'unghia e quindi l'unghia stessa viene spesso ridotta ad un moncone. Di solito le onicomicosi non provocano alcun disturbo, ma esse sono notevolmente auto ed etero contagiose.
Pityriasis versicolor
È una epidermomicosi molto diffusa che si manifesta con chiazze di colore vario (versicolor), roseo rosso-giallastro o camoscio, di forma e grandezza variabili, tendenti lentamente ad ingrandire e a confluire. In genere la pityriasis versicolor è disposta nella parte alta del tronco, ma può anche estendersi al collo, ai fianchi ed alle braccia, mentre il volto non è quasi mai interessato. La dermatosi non è pruriginosa e può passare facilmente inosservata. In occasione di esposizione alla luce del sole, mentre la cute indenne si pigmenta, i tratti colpiti dalla pityriasis rimangono inalterati; ciò sembra dovuto ad una interferenza sulla sintesi della melanina dei prodotti del metabolismo del micete che provoca la dermatosi.
La pityriasis versicolor tende a recidivare se il paziente, oltre alle adatte cure locali, non provvede a sterilizzare, mediante ebollizione, la biancheria intima e gli indumenti di lana che vengono a contatto della cute.
Dermatomicosi
Sono dermatosi da miceti di meno frequente riscontro rispetto alle epidermomicosi. Tra esse ricordiamo la sicosi tricofitica che consiste nella formazione di lesioni pustolose a sede follicolare nella regione della barba; tali lesioni danno in seguito luogo a noduli infiltrati, di colorito rosso, mentre dagli orifizi dei follicoli fuoriesce materiale purulento ricco di frammenti di peli e di miceti.
Candidosi
Tra le dermatosi da miceti rientrano anche quelle affezioni della cute o delle mucose provocate da pseudo lieviti del genere Candida attualmente in fase di aumento. Ricordiamo:
- Intertrigine da Candida: può colpire tutte le grandi pieghe, con chiazze arrossate, lucenti, delimitate da bordi scollati, desquamanti.
Nella piega si notano lesioni a tipo di ragade, mentre perifericamente alla chiazza vi possono essere formazioni papulo-eritematose ed eritemato-vescicolose.
- Candidosi interdigitale delle mani: si osserva generalmente nelle casalinghe che vengono continuamente a contatto con acqua e sostanze alcalinizzanti contenute nei saponi. È più frequentemente colpito lo spazio interdigitale tra medio e anulare, nel quale è presente una chiazza eritematosa a superficie erosa, umida per la fuoriuscita di siero: i margini della chiazza sono sempre circondati da una zona macerata di colore bianco. Spesso, al fianco della piega, si nota uno spacco ragadiforme.
- Boccariola da Candida: l'aspetto delle lesioni è simile a quello descritto nella candidosi interdigitale delle mani, ma esse si localizzano alle connessure labiali.
- Perionissi da Candida: è una affezione molto frequente nelle casalinghe e nelle lavandaie; i tessuti circostanti all'unghia divengono arrossati, tumefatti e dolenti; con la pressione del solco periungueale si può far uscire materiale simile a pus. Solo in un secondo tempo può essere interessata la lamina ungueale, ma le alterazioni dell'unghia non iniziano mai dal suo bordo libero.
Candidosi delle mucose
Tra queste ricordiamo:
- Stomatite da Candida: prende comunemente il nome di mughetto. È caratterizzata dalla comparsa, sui vari tratti della mucosa orale, di formazioni di colore bianco simili a grumi di latte, che si asportano con relativa difficoltà, lasciando una superficie mucosa arrossata. La malattia è più frequente nei bambini, mentre negli adulti può essere spesso provocata da prolungati trattamenti con antibiotici.
- Candidosi delle mucose genitali: è più comune nei diabetici e nelle donne in avanzato stato di gravidanza. Le mucose sono fortemente arrossate, lucenti, con piccoli spazi ragadiformi; talora vi sono piccole chiazze biancastre. Sono presenti prurito intenso e senzazione di bruciore. La malattia può insorgere dopo rapporti sessuali con soggetti affetti da candidosi genitale.
La terapia delle micosi cutanee è di esclusiva competenza medica.

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