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Le malattie della pelle dovute a virus sono molto
numerose. Un virus, per indurre uno stato di malattia,
deve entrare all'interno di una cellula ed ivi
moltiplicarsi. Il punto di attacco dei virus è
principalmente l'epidermide, la quale è
composta essenzialmente di cellule, a differenza
del derma, dove la componente cellulare è
largamente soverchiata dalle strutture fibrillari.
Tra le dermatosi da virus più note abbiamo
l'herpes simplex, l'herpes zoster, il mollusco
contagioso, le verruche piane giovanili, le verruche
volgari, le verruche plantari e i condilomi acuminati.
Herpes simplex
È la più diffusa di tutte le infezioni
virali dell'uomo. A seconda del punto di entrata
del virus, la prima infezione erpetica può
manifestarsi con gengivostomatite (infiammazione
delle gengive e del cavo orale), vulvovaginite,
cheratocongiuntivite o con una eruzione generalizzata.
Consiste nella comparsa di un circoscritto eritema
ed edema accompagnato spesso da prurito o da lieve
bruciore sul quale rapidamente insorgono vescicole,
riunite a grappoli, contenenti un liquido chiaro.
Dopo qualche giorno le vescicole si rompono spontaneamente
e si essiccano dando luogo a piccole croste bruno-giallastre
che poi cadono senza cicatrici residue. Come si
è visto, le lesioni erpetiche che si localizzano
preferenzialmente in prossimità degli orifizi
e nelle zone di passaggio cute-mucosa (labbra
e genitali soprattutto). L'herpes simplex si ripete
abbastanza frequentemente nelle stesse regioni
cutanee ed a intervalli di tempo più o
meno ravvicinati.
Cause svariate (traumi fisici e psichici, malattie
infettive, stati tossici, esposizione alla luce
solare, stimoli ormonali, ecc.) possono agire
occasionalmente o periodicamente, come fattori
attivanti il virus: nei soggetti di sesso femminile,
ad esempio, può avere luogo e recidivare
in coincidenza del ciclo mestruale.
Terapia: localmente si applicheranno preparati
ad azione antisettica ed antibiotica allo scopo
di evitare super-infezioni batteriche. Nella fase
iniziale si possono associare agli antibiotici
corticosterpidi topici; impacchi di alcool canforato
e di acido borico. A volte l'estetista può
incorrere nell'errore di voler mascherare queste
lesioni con l'uso di creme cosmetiche favorendo,
così, la sovrapposizione di fenomeni infettivi
ad opera dei batteri piogeni. È bene quindi
imparare ad individuare l'herpes simplex per potersi
astenere da qualsiasi pratica estetica.
Herpes zoster
Dello volgarmente Fuoco di S. Antonio, insorge
senza cause apparenti, oppure nel corso di malattie
infettive acute e croniche, di intossicazioni,
di tumori maligni, ecc.
L’eruzione cutanea di solito preceduta da
malessere generale, da rialzo termico transitorio
e da bruciore ed è caratterizzata da chiazze
eritematose sulle quali compaiono rapidamente
numerose vescicole isolate, grandi quanto un seme
di canapa, trasparenti e con le stesse caratteristiche
di quelle dell'herpes simplex.
Queste lesioni cutanee seguono, in genere, il
decorso di fasci nervosi. La maggior parte dei
casi presenta lesioni a carico della regione toracica
(nervi intercostali); quando si manifesta, invece
nel territorio del nervo trigemino (viso, fronte
e regione palpebrale) temibili sono i danni oculari.
In pochi giorni le vescicole si essicano spontaneamente,
trasformandosi in croste brunastre. La guarigione
avviene in 2-3 settimane, in genere, senza cicatrici
a meno che la forma morbosa non abbia assunto
un carattere ulcere-necrotico (zoster emorragico
o gangrenoso). Non di rado residuano pigmentazioni.
Terapia: localmente polveri inerti da sole o associate
ad anestetici. Pomate antisettiche nel caso di
sovrapposizione batterica e pomate antivirali.
Per via generale preparati ad azione antinfiammatoria,
antinevralgica, antineuritica (vitamine del gruppo
B). Di recente introduzione sono i farmaci immuno-modulatori,
che potenziano le difese immunitarie dell'organismo
e per forza di cose aiutano a risolvere più
in fretta il quadro morboso.
Mollusco contagioso
Si presenta sotto forma di un tumoretto, grande
ora come una capocchia di spillo, ora come un
pisello, emisferico, di colorito biancastro, lucente,
che mostra al centro una piccola ombelicatura
a bordi nettamente delimitati. Da quest'ultima,
alla pressione, fuoriesce una sostanza bianchiccia,
pastosa, tipica. È una virosi più
frequente nei bambini che localizza più
sovente al viso, specialmente alle palpebre, ed
ai genitali. Le lesioni non provocano dolore,
né prurito, né bruciore.
Terapia: il rimedio più semplice è
rappresentato dal "currettage" dei singoli
elementi mediante cucchiaio a bordi taglienti;
dopo aver praticato lo svuotamento delle lesioni
per compressione si può procedere a toccature
con tintura di iodio o, in modo definitivo, con
la diatermocoagulazione.
Verruche piane o giovanili
Tipiche dei bambini, sono costituite da piccole
papule piane, poco rilevate sulla cute circostante,
con superficie liscia, tondeggianti quando sono
isolate, poligonali quando sono raggruppate. Non
sempre sono distinguibili, per colore, dalla cute
circostante, ma possono assumere tonalità
giallo-rossastra o addirittura color camoscio.
Compaiono in gran numero, frequentemente al volto
ed al dorso delle mani ed in genere sulle superfici
scoperte. Caratteristica delle verruche piane
è l'assenza di ogni sintomatologia e di
colpire con maggior frequenza il sesso femminile.
Verruche volgari
Sono papule più grandi, rilevate con superficie
rugosa, di colorito grigiastro o brunastro e di
consistenza dura e alla sommità presentano
una superficie ipercheratosica, tipica, di diametro
variabile da una capocchia di fiammifero a una
lenticchia. Queste lesioni si manifestano nei
bambini e negli adulti indifferentemente e sono
di solito asintomatiche. Le sedi tipiche sono
il dorso delle mani e delle dita, ed inoltre,
nei bambini, le ginocchia. Inizia, solitamente
con una singola lesione che può persistere
isolata ma, più spesso, a causa della facile
diffusione del virus, le verruche si moltiplicano.
Verruche plantari
Dovendo sopportare il peso corporeo si sviluppano
in profondità, anziché in superficie
e sono causa di un vivo dolore alla pressione.
Si presentano come formazioni leggermente rilevate
e cheratosiche, rotondeggianti, con una parete
centrale grigiastra, ruvida, disseminata di piccoli
puntini nerastri corrispondenti alle papille ipertrofiche
ed emorragiche e circondate da un caratteristico
orletto biancastro. Queste lesioni vengono talvolta
scambiate per callosità e come tali curate
a lungo; è bene quindi saperle individuare
e rinviare la cliente dal medico.
Terapia: vanno evitate tutte le manovre che, volte
ad estirpare empiricamente gli elementi verrucosi,
facilitano la disseminazione del virus e quindi
la comparsa di nuove verruche. Nella maggior parte
dei casi e specialmente quando le verruche sono
in scarso numero, è sufficiente provvedere
alla loro asportazione mediante diatermocoagulazione,
previa anestesia locale. Si possono asportare
anche mediante cucchiaio tagliente e successiva
applicazione di nitrato d'argento; quest'ultimo
può essere usato da solo, quando la lesione
sia singola ed in fase iniziale. Quando le verruche
sono, come spesso accade, numerosissime e disseminate
si rende talvolta necessario operare in anestesia
generale, specialmente se si tratta di bambini.
In tali casi è opportuno segnalare la possibilità
di recidive. Quando è possibile, si raccomanda
l'uso dell'azoto liquido per toccature. L'uso
dell'azoto liquido, che si trova in commercio
alla temperatura di 190°C., è raccomandabile
in quanto consente di ottenere la congelazione
della verruca e la formazione, al suo posto, di
una bolla, la quale, con il riassorbimento del
liquido in essa contenuto, porta alla guarigione.
Condilomi acuminati
Sono chiamati comunemente "creste di gallo"
e sono proliferazioni dovute ad un virus. Possono
colpire il pene, gli organi genitali femminili
e la regione ano-perianale. Si presentano come
vegetazioni germoglianti, isolate o a grappoli,
spesso friabili, rosee o grigiastre talvolta macerate.
Possono essere numerose. Come tutte le micosi
virali sono altamente contagiose.
La loro di struzione è indispensabile e
viene praticata solo con l'elettrocoagulazione
(talvolta in anestesia generale, nelle forme diffuse).
Da evitare nelle forme diffuse, le pomate alla
podofillina in quanto, macerando le vegetazioni,
ne favoriscono le recidive locali.
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