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L'esame dermatologico deve avvenire in condizioni
di ottima illuminazione (possibilmente a luce
naturale) e a paziente completamente svestito.
Dapprima vengono esaminate le unghie, quindi le
superfici anteriori e posteriori delle braccia
e poi, in sequenza, il cuoio capelluto, la faccia,
il tronco, le estremità inferiori e la
cute fra le dita dei piedi, nonché il cavo
orale e le mucose delle regioni anogenitali. Oltre
alle lesioni specifiche della pelle, un problema
che si presenta molto frequentemente al medico
è quello del prurito, sintomo di numerose
situazioni patologiche. È un'osservazione
comune che le persone ansiose o in uno stato di
tensione sono particolarmente suscettibili a sensazioni
di prurito generalizzato senza alcuna causa rilevabile
che lo possa spiegare; allo stesso modo, persone
del tutto normali, in particolari situazioni di
ansia, di irritazione, di sensi di colpa, avvertono
sensazioni di prurito.
L'esame della pelle non può dirsi completo
se non comprende anche il rilievo del colorito,
del turgore e dello stato di secchezza; eventuali
alterazioni possono costituire manifestazioni
di particolare rilevanza diagnostica di molte
malattie. Il colorito della cute è molto
variabile da soggetto a soggetto e dipende dallo
stato di irrorazione dei capillari cutanei, dal
contenuto in globuli rossi e in emoglobina del
sangue, dai pigmenti in essa contenuti. Le principali
manifestazioni patologiche del colorito della
pelle sono: il colore pallido, il rosso, il bluastro
(cianotico) e il giallo. Il colorito pallido è
caratteristico di tutte le forme morbose in cui
vi sia un diminuito numero di globuli rossi circolanti
e/o una diminuzione del loro contenuto di emoglobina.
Il colorito rosso può essere dovuto a un
aumento dei globuli rossi circolanti e dell'emoglobina
o a dilatazione dei vasi cutanei come può
avvenire negli ipertesi, nei bevitori, oppure,
in via transitoria, per applicazioni di caldo,
per pudore e così via. La colorazione bluastra
della cute caratterizza gli stati in cui vi è
un difetto di ossigenazione del sangue, come avviene
nei cardiopatici con grave insufficienza di circolo
e in tutte le condizioni in cui vi è una
ridotta funzione respiratoria. La colorazione
gialla (ittero) è prodotta da un'abnorme
concentrazione di bilirubina nel sangue per varie
condizioni patologiche le più frequenti
delle quali comprendono gli itteri meccanici,
nei quali si ha impedimento al transito della
bile per le vie biliari, e gli itteri pleiocromici,
nei quali si ha, per cause infettive, tossiche,
ecc., una eccessiva produzione di pigmenti per
aumentata distruzione di globuli rossi. Un eccesso
o una carenza dei pigmenti della cute, come la
melanina, modifica il colorito della pelle, generalmente
in forma localizzata. Un esempio di eccessivo
accumulo localizzato di pigmento sono le ipercromie
gravidiche, le lentiggini, le efelidi ecc.; esempio
di assenza di pigmento è l'albinismo, generale
o locale, e la vitiligine, caratterizzata da chiazze
acromiche.
Lo stato di lieve secchezza della pelle dell'individuo
normale può essere alterato nel caso di
una ipoidrosi per insufficiente assunzione di
acqua o negli stati febbrili prolungati; mentre
un aumento dell'umidità della pelle, dovuta
a una più abbondante sudorazione rispetto
al normale, può trovare la sua causa in
un aumento della temperatura o per meccanismi
neurovegetativi che entrano in funzione negli
stati di stress, per forti emozioni ecc., nonché
nelle defervescenze per crisi di stati febbrili
elevati.
Infine, il rilievo dello stato della pelle viene
convenientemente completato dalla verifica dello
spessore e del turgore, difficilmente scindibili
da quelli del tessuto sottocutaneo con il quale
la pelle e in intimo rapporto. In condizioni normali,
la pelle è difficilmente sollevabile in
pliche, mentre se turgore ed elasticità
sono diminuiti, la si può con facilità
sollevare fra due dita.
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