Funzioni della pelle - Assorbimento cutaneo, Pigmentazione, Funzione immunitaria
 
 
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Funzioni della pelle
Svariate, essenziali e di importanza vitale sono le funzioni svolte dalla pelle e dagli annessi cutanei. Le esamineremo in dettaglio.
Assorbimento cutaneo
La cute è un tessuto di rivestimento, una specie di involucro protettivo che contribuisce a difenderci dai germi e, essendo a tenuta d'acqua, impedisce non solo ai liquidi interni dell'organismo di entrare in contatto con l'ambiente esterno, ma anche al corpo di gonfiarsi e di raggrinzirsi quando viene immerso in un fluido più o meno concentrato dei liquidi che scorrono nell'interno del nostro corpo. Al complesso di fenomeni che regolano la penetrazione delle sostanze, provenienti dall'esterno, attraverso gli strati cutanei nel circolo sanguigno dermico viene dato il nome di assorbimento cutaneo. Sulla superficie cutanea il sudore si sovrappone al sebo e si viene a formare un'emulsione: la pellicola idrolipidica che rappresenta uno strato complesso in grado di interferire sensibilmente nei confronti dell'assorbimento dei vari agenti penetranti. Lo strato corneo, a sua volta, per la sua struttura a lamelle sovrapposte, può comportarsi come una spugna, fungendo da deposito per agenti penetranti differenti. L'ulteriore penetrazione è resa invece particolarmente difficile a livello dello strato lucido dove si forma una zona elettrolizzata, chiamata barriera elettrofisiologica di Blank-Rain, che si oppone validamente alla penetrazione di elettroliti, respingendo con forze elettrostatiche tutti i corpi a carica elettrica negativa. Questa barriera è relativamente permeabile all'acqua e alle sostanze solide. L'attraversamento dello strato corneo da parte di varie sostanze è facilitato quando il mantello acido idrolipidico sia stato allontanato, come avviene nella pratica estetica mediante il peeling. Il poro sudoriparo rappresenta invece una difficilissima via di assorbimento, per le sue caratteristiche anatomiche già accennate. Accanto alla via di assorbimento attraverso lo strato corneo bisogna ricordare anche quella attraverso i follicoli pilo-sebacei; qui l'ostio di uscita è piuttosto ampio e le sostanze, per poter penetrare e vincere la resistenza del sebo, dovranno essere liposolubili, per raggiungere così il derma e l'ipoderma attraverso i dotti escretori delle ghiandole sebacee. Per concludere, è opportuno ricordare che l'assorbimento transcutaneo è facilitato dal massaggio e che gli elettroliti respinti dalla barriera di Blank-Rain possono essere forzati ad entrare mediante ionoforesi, cioè con l'applicazione della corrente elettrica continua.
Funzione di rinnovamento
L'epidermide è un tessuto in costante rinnovamento cellulare, lo strato germinativo infatti è in continua attività mitotica e le cellule nuove procedono verso la superficie passando attraverso le tasi maturative che le trasformano in cellule dello strato spinoso, granuloso, lucido e corneo, dove, per sfaldamento, vengono eliminate. Per questa quota eliminata, che viene subito rimpiazzata, si ha un rinnovamento continuo di cellule, affinchè l'epidermide possa mantenere intatte le proprie caratteristiche. Quando esiste un rapporto ottimale tra produzione cellulare ed involuzione delle cellule stesse, l'epidermide ha uno spessore, un disegno ed una funzionalità normali.
Funzione meccanica
La cute sopporta, oltre al peso atmosferico, anche insulti meccanici di varia natura, per la particolare resistenza delle cellule cheratinizzate, per la ricchezza di fibre elastiche e per il cuscinetto adiposo sottocutaneo. Una risposta della cute contro strofinii di varia natura (oggetti di lavoro, parti dure, ecc.) è, per esempio, l'ispessimento della superficie cutanea che viene comunemente chiamato con il nome di callosità o iperecheratosi.
Pigmentazione
Nello strato profondo della epidermide ci sono i melanociti, cellule che elaborano un pigmento bruno chiamato melanina, dotato di elevata capacità protettiva della cute nei confronti dei raggi ultravioletti. I melanociti, situati nello strato germinativo, sono dotati di prolungamenti lungo i quali i granuli di melanina si distribuiscono nell'epidermide. Oltre che nell'epidermide la melanina può trovarsi nel derma, inglobata in cellule chiamate melanofore, che non sono capaci di sintetizzarla ma esclusivamente di fagocitarla.
La melanina è anche presente nelle cellule della porzione corticale, della midollare e della matrice del pelo. Il pigmento melanico conferisce, oltre alla protezione contro i raggi solari, anche il colorito bruno alla pelle umana, soggetto a variazioni in rapporto alla razza, a fattori individuali ed alle condizioni ambientali. Bisogna qui ricordare che negli individui di razza negra il numero di melanociti è identico a quello dei soggetti di altre razze: varia solo il volume dei melanociti e la quantità di melanina prodotta, che nei negri impregna anche lo strato corneo. La formazione della melanina è una funzione complessa, stimolata da un ormone secreto dall'ipofisi, chiamato ormone melanotropo ipofisario. Altri fattori stimolano la sintesi melanica insieme ai raggi ultravioletti e sono fattori vitaminici, ormonali, alimentari, medicamentosi, ecc.; questi ultimi possono svolgere anche azione inibitoria.
Funzione sensoriale
Come abbiamo visto nel capitolo della innervazione cutanea, nel derma papillare, nell'ipoderma e, in certe regioni corporee, anche negli strati profondi dell'epidermide, esistono delle terminazioni che ci permettono di recepire le sensazioni tattili, termiche e dolorifiche. Da queste terminazioni nervose gli stimoli, attraverso fibre recettrici a direzione centripeta, raggiungono la porzione posteriore del midollo spinale e, attraverso vie nervose specifiche che connettono il midollo spinale con la corteccia cerebrale, diventano sensazioni.
Funzione delle ghiandole sudoripare
Le ghiandole sudoripare provvedono alla secrezione del sudore. Si distingue il sudore apocrino da quello eccrino per diverse caratteristiche. Il funzionamento delle ghiandole sudoripare apocrine è sotto il controllo degli ormoni sessuali: cominciano infatti a funzionare nel periodo della pubertà, hanno un incremento di attività in coincidenza del ciclo mestruale e una diminuzione durante la gravidanza, per poi cessare dopo la menopausa. Il sudore apocrino è un liquido di aspetto lattescente, contenente carboidrati, lipidi, proteine e ferro. Viene immesso nel follicolo pilo-sebaceo dove si unisce al sebo e si porta verso la superficie cutanea. La secrezione sudoripara apocrina non dipende dalla variazione di temperatura o dall'esercizio fisico, mentre è legata a stimoli psichici ed ormonali.
Il sudore eccrino è prodotto dalle ghiandole sudoripare eccrine in dipendenza di fattori termici, ambientali e corporei. Esso è un liquido incolore, contenente il 98-99% di acqua, e la rimanente parte di cloruro di sodio, urea, creatinina, acido urico, ammoniaca, glucosio e, durante lo sforzo muscolare, acido lattico. La quantità di sudore secreta nell'arco della giornata varia in funzione della temperatura ambientale e corporea, quest'ultima può dipendere da fenomeni fisiologici (sforzo fisico, ecc.) e/o patologici (tutte quelle forme morbose che comportino un rialzo termico). In soggetti che eseguono pesanti lavori manuali in climi molto caldi o sotto il sole (marinai, contadini, ecc.) si possono raggiungere valori di 10-12 litri di sudore eliminato nelle 24 ore.
Accanto alla sudorazione visibile, detta perspiratio sensibilis, esiste una continua ed impercettibile perdita d'acqua per via trans-cutanea, attraverso gli spazi intercellulari, che si aggira attorno ai 700 cc. giornalieri e che prende il nome di perspiratio insensibilis. Il sudore eccrino esplica inoltre due importanti funzioni: termoregolazione ed eliminazione delle scorie metaboliche.
Attività termoregolatrice
Si attua mediante la dispersione del calore corporeo attraverso l'evaporazione del sudore, secreto in abbondante quantità in relazione ad un rialzo termico ambientale e corporeo, in modo che la temperatura corporea si mantenga attorno ai valori di 37°. Nel corpo umano le reazioni chimiche che si svolgono per mantenere la vita producono calore; naturalmente questa produzione non può essere incontrollata e deve esserci un equilibrio tra produzione e cessione in maniera tale che la temperatura corporea si mantenga costantemente ai valori di 37°. Per questo, nel cervello e precisamente nel bulbo, esistono i centri nervosi termoregolatori che provvedono alla regolazione della temperatura corporea nella pelle. Accanto alle ghiandole sudoripare eccrine partecipano alla termoregolazione anche i vasi sanguigni, attraverso i meccanismi della vasocostrizione e della vasodilatazione. Si ha vasocostrizione quando l'ambiente esterno è freddo, in modo che la diminuita circolazione periferica favorisca una maggiore irrorazione sanguigna degli organi interni; si ha vasodilatazione, e quindi aumentata circolazione periferica, quando l'ambiente esterno è caldo. Si può concludere che la pelle reagisce al caldo con la vasodilatazione e la secrezione sudoripara, al freddo con la vasocostrizione e, come vedremo, la secrezione sebacea.
Eliminazione delle scorie metaboliche
Tale funzione è essenzialmente disintossicante: con il sudore infatti vengono eliminate diverse scorie che si accumulano nel nostro organismo durante il processo del metabolismo. Vi è quindi una notevole correlazione tra i reni, organi preposti alla eliminazione delle sostanze tossiche, e le ghiandole sudoripare, dove queste svolgono una blanda funzione vicariante. Partecipano a questa funzione anche le ghiandole apocrine.
Funzione delle ghiandole sebacee
Le ghiandole sebacee provvedono alla secrezione del sebo che è una sostanza grassa che ha un pH variabile da 3 a 4. Il sebo si espande lungo il pelo lubrificandolo, e penetra tra gli spazi dello strato corneo disgiunto. Inoltre, mescolandosi con il sudore e con le cellule di sfaldamento dello strato corneo, forma una sottile emulsione che ricopre lo strato corneo e che costituisce il mantello idrolipidico di protezione, a funzione acida, con pH variabile da 4,5 a 6,5. La secrezione sebacea è presente alla nascita, diminuisce poi rapidamente fino a scomparire, riprende definitivamente nel periodo della pubertà, in quanto il funzionamento di queste ghiandole è regolato dagli ormoni sessuali. Il testosterone e gli ormoni androgeni, in genere, stimolano l'accrescimento delle ghiandole sebacee, mentre, per quanto riguarda gli ormoni femminili, è stato accertato che gli estrogeni, in notevole quantità, inibiscono la secrezione sebacea. Non sono sufficientemente chiariti i rapporti tra sistema nervoso e funzione sebacea anche se vi è un aumento di secrezione sebacea in rapporto a stati emozionali. Come si è già accennato, dopo esposizione a basse temperature si ha incremento della secrezione sebacea. Questo fenomeno avviene per la contrazione del muscolo erettore del pelo (sempre per freddo o brivido) che «schiaccia» la ghiandola sebacea contro la parete follicolare comportandone il suo svuotamento. Questa è la tipica manifestazione della «pelle d'oca».
La pellicola idrolipidica se rimossa da luogo ad una accelerata produzione sebacea, che cessa dopo circa 3 o 4 ore, quando si è ricostituita (potere tampone della cute). Il film idrolipidico tende, inoltre, a mantenere ad un livello costante lo stato di idratazione dello strato corneo, fattore di grande importanza per il normale trofismo della cute. La pelle è complessivamente costituita per il 65% di acqua e quest'ultima rappresenta circa il 10% dell'acqua totale dell'organismo umano. Il contenuto di acqua della pelle passa dal 70% circa nel derma al 15-10% circa nello strato corneo. Lo strato corneo di una pelle giovane contiene almeno il 13% di acqua mentre la soglia critica è legata al 10%. La perdita d'acqua da parte dello strato corneo, che come si è visto ne contiene poca, è realmente la causa principale della secchezza cutanea. L'acqua è legata nello strato corneo da sostanze igroscopiche solubili in acqua «natural moisturizing factors» (NMF).
L'estrazione degli NMF della pelle diminuisce il tenore d'acqua in essa del 25% e la sua elasticità di 2/3; lo strato corneo privato di NMF diventa rigido e fragile. Diversi fattori concorrono ad uno stato di normale idratazione, tra cui: la velocità con la quale l'acqua raggiunge lo strato corneo partendo dagli strati inferiori; la velocità con la quale viene liberata per evaporazione; il potere di ritenzione dell'acqua da parte dello strato corneo, dove giocano un ruolo importante i lipidi (parte dei quali rivestono e proteggono i NMF).
Composizione media del sebo umano
Acidi grassi liberi insaturi 15%
Acidi grassi liberi saturi 15%
Trigliceridi 32,5%
Cere ed esteri del colesterolo 15%
Steroli - colesterolo libero 2,5% - altri steroli 2,5% - colesterolo combinato 2,5%
Squalene 7,5%
Paraffine 7,5%
Funzione antimicrobica ed antimicotica
Microorganismi in genere arrivano continuamente a contatto con la pelle, tuttavia, poiché questa è ricoperta da un sottile mantello acido, essi incontrano una valida barriera che può essere definita antimicrobica ed antimicotica. In conseguenza a questa caratteristica si capisce come le cuti, in cui per una ragione qualunque questo mantello acido si altera (es. uso di prodotti alcalini), vadano incontro ad infezioni batteriche e micotiche. Inoltre la cute si difende dai germi per la presenza, nei suoi strati profondi, di cellule fagocitane (istiociti e leucociti neutrofili) che oppongono una valida difesa e quindi una seconda barriera nei confronti di questi agenti patogeni.
Funzione immunitaria
Come organo di confine con il mondo esterno, la cute viene a contatto con sostanze o microorganismi aggressivi ed è predisposta allo scatenamento di reazioni allergiche. Queste possono essere di diverso tipo e rappresentano una reazione di difesa dell'organismo nei confronti di un agente sensibilizzante chiamato allergene.
Protagoniste di questi fenomeni sono le cellule del connettivo già menzionate (linfociti, plasmacellule, mast-cellule ecc.). La produzione di determinate sostanze chimiche chiamate anticorpi o la liberazione di altre sostanze infiammatorie come l'istamina o la bradichina sono alla base della risposta difensiva di tipo immunitario che si attua nella pelle nei confronti dei già menzionati allergeni più specificamente chiamati antigeni.
Questi fenomeni sono tipici di certe forme allergiche come l'eczema e l'orticaria che studieremo più avanti.
Funzione di attivazione della vitamina D
Si realizza attraverso l'assorbimento di quote di raggi ultravioletti che attivano la formazione della vitamina D definita antirachitica.
Funzione respiratoria
La pelle è in grado di assorbire l'ossigeno dell'aria atmosferica come pure di assorbire ed eliminare anidride carbonica. Mentre per l'anidride carbonica tale passaggio può avvenire nei due sensi, per l'ossigeno, che rappresenta solo l'l% rispetto alla quota inspirata, il fenomeno di diffusione è a senso unico, dall'aria alla pelle.
Fisiologia dei peli
La crescita dei peli è determinata dalla attività riproduttiva delle cellule della matrice del pelo, cioè della zona più profonda del bulbo, situata a diretto contatto con la papilla, dalla quale trae le sostanze metaboliche necessarie.
Di particolare interesse nello studio dei peli è la conoscenza del processo evolutivo dei capelli, che si allungano di 0,2-0,4 mm al giorno, quindi 1 cm al mese ed hanno un ciclo riproduttivo, non contemporaneo per ogni pelo, di 2-5 anni, secondo i soggetti; in alcuni individui il rinnovo dei capelli è molto lento, addirittura ogni 8-10 anni.
Se ammettiamo in tre anni la media di avvicendamento e consideriamo la presenza in totale di 130.000 capelli, dobbiamo riconoscere normale la caduta spontanea attorno a 120 capelli al giorno.
Nell'uomo ogni capello ha un suo ciclo vitale che comprende essenzialmente tre fasi:
1) Anagen (ana= dal basso verso l'alto): fase di normale crescita e vitalità del capello (di circa mille giorni);
2) Catagen (cata= indietro): fase di transizione, della durata di tre settimane, caratterizzata dall'assottigliamento del bulbo cheratinizzato e arrotondato e non più a contatto della papilla nutritiva;
3) Telogen (telos= fine): fase finale di riposo, della durata di 100 giorni, che mostra il bulbo atrofizzato e notevolmente distanziato dalla papilla, la quale è pronta a preparare un nuovo pelo (nuova fase anagen) che, crescendo, farà cadere il vecchio pelo. La nuova fase anagen si dovrebbe ripetere, durante la vita, circa 20-30 volte.
Il tricogramma normale fa rilevare: 84% fase anagen, 0,15 fase catagen, 14-15% fase telogen.
Il ciclo di rinnovamento dei peli nelle altre sedi del corpo umano è molto più breve di quanto si possa constatare al capillizio: i peli del sopracciglio, per esempio, hanno una fase anagen di appena 30 giorni. Maggiore stimolo alla crescita si ha nella seconda e terza decade di vita, d'estate e nelle ore del giorno. Sulla crescita del pelo esercitano una influenza diretta alcuni ormoni.
Gli androgeni posseggono un'azione di stimolo sui peli che costituiscono un carattere sessuale secondario (pube, ascelle, barba, baffi e peli del torace); di inibizione sui capelli, specie su quelli delle regioni frontali e del vertice del cuoio capelluto.
Gli ormoni estrogeni e progestinici non influenzano direttamente l'attività del follicolo pilifero, se non attraverso un'azione di blocco dell'attività androgena.
Per concludere questo capitolo di fisiologia con un quadro di insieme si può dire che la pelle svolge le seguenti funzioni:
- assorbimento
- rinnovamento
- protezione meccanica
- pigmentazione
- sensoriale
- termoregolatrice
- escretiva
- eliminazione delle scorie metaboliche
- antimicrobica ed antimicotica
- immunitaria
- attivazione vit. D
- respirazione

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