Malattie delle ghiandole sebacee - Seborrea, Acne giovanile o volgare, Acne senile, Eczema seborroico, Ittiosi volgare
 
 
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Malattie delle ghiandole sebacee
Seborrea
È una condizione cutanea nella quale la pelle appare untuosa per un aumento dei lipidi di superficie, dovuto ad una eccessiva produzione di grasso da parte delle ghiandole sebacee.
Questa forma si localizza in modo particolare nelle zone ricche di ghiandole sebacee (cuio capelluto, parte centrale del viso, regione medio-toracica, ecc.) e riconosce diversi fattori seborroici quali:
- squilibri endocrini: ormoni androgeni provenienti dall'ovaio sarebbero immagazzinati dalla ghiandola dove essi scatenerebbero il processo seborroico;
- squilibri dietetici e digestivi nonché metabolici: l'ipersecrezione sebacea non è che la manifestazione di un rigetto di lipidi sanguigni in eccedenza o che si presentano in forma non assimilabile;
- squilibri neurovegetativi: le ghiandole sebacee reagirebbero con una ipersecrezione in presenza di stimoli simpatici in relazione a fattori emozionali, eccitatori o psicodepressivi.
Dal punto di vista estetico-pratico si distinguono due forme principali di seborrea: oleosa e secca.
a) Seborrea oleosa: la pelle si presenta con uno strato lucido ed untuoso e con ostii follicolari dilatati. Il sebo incorpora le cellule cornee di sfaldamento e trattiene le impurità e i batteri con conseguente formazione di comedoni. È bene evidente quando si localizza sul cuoio capelluto dove i capelli si presentano grassi e lucenti, tendono a raggrupparsi in ciuffi e sul cuoio cappelluto è spesso possibile osservare piccole gocce di secrezione oleosa che affiorano dagli sbocchi follicolari anche dopo poche ore dal lavaggio. La seborrea oleosa può anche essere la conseguenza di incongrue pratiche igienico-cosmetologiche (eccesso di shampoing o uso di prodotti eccessivamente sgrassanti con conseguente sollecitazione dell'effetto tampone della cute).
b) Seborrea secca: in questa forma la secrezione sebacea è più densa e il sebo forma con le cellule cornee e sfaldate uno strato asciutto e squamoso che impedisce alla pelle di respirare e le da quasi un aspetto secco. Anche in questi casi si formano i comedoni che ostruiscono gli ostii follicolari. La pelle presenta squame secche e biancastre, specie al cuoio capelluto (forfora).
Le due varietà di seborrea hanno in comune un elemento: il comedone.
II comedone è il risultato della eccessiva produzione di sebo, da parte delle ghiandole sebacee, ed inoltre di una esagerata formazione di cheratina a livello della parete della porzione superiore del follicolo pilo-sebaceo (ipercheratosi follicolare). I due fenomeni concorrono a formare una specie di «tappo» che occlude il dotto escretore delle ghiandole sebacee, costituito da sebo, cellule morte, microrganismi (staffilococchi e acnebacilli). L'ossidazione e l'essicazione della cheratina nella parte esterna del comedone gli conferisce un aspetto nerastro da cui deriva la denominazione di 'punto nero'.
Come vedremo il comedone costituisce il punto di partenza, la vera lesione iniziale dell'acne giovanile.
Terapia: non esiste una terapia in grado di risolvere radicalmente l'affezione; lo specialista potrà prescrivere una dieta adeguata, integrata con vitamina H (contenuta in abbondante quantità nel lievito di birra) e vitamina A, l'elioterapia e le cure climatiche.
L'estetista potrà procedere ad una accurata pulizia della pelle in modo da evitare l'infiammazione dei follicoli. Consiglierà di evitare però l'uso del sapone in quanto asporta drasticamente lo strato lipidico cutaneo ma nello stesso tempo eccita la secrezione delle ghiandole sebacee; sono anche da evitare le lozioni troppe sgrassanti, a base di etere o cloroformio. La cute deve essere detersa con preparazioni che solubilizzino ed asportino l'eccesso di secrezione (latti detergenti, creme fluide medicate specie con sostanze sebolitiche), consigliabili sono i saponi allo zolfo. La seborrea oleosa può essere trattata con zolfo in polvere, quella secca con pomata al 2-3% di zolfo; utile è pure la pulizia della parte togliendo con l'apposito strumento i comedoni, praticando prima vaporizzazioni con sostanze emollienti (malva e camomilla), che facilitano la fuoriuscita dei comedoni. Per il cuio capelluto vengono largamente utilizzati gli shampoings a base di zolfo, catrame, olio di cade, e, come antiforfora, a base di solfuro di selenio.
Anomalie collegate con la seborrea
II comedone, tipica espressione di una pelle seborroica, è il punto di partenza per l'insorgenza dell'acne che è costituita dall'infiammazione che esso provoca più o meno profondamente.
L'acne si divide in una forma giovanile o volgare, ed in una forma senile.
Con la parola «acne» (che significa «ciò che affiora»), si intende un'anomalia determinata dall'infiammazione del follicolo pilosebaceo.
Acne giovanile o volgare
È una dermatosi molto comune caratterizzata da tre ordini di fattori
1) insorgenza in età ben definita, e cioè in periodo puberale;
2) insorgenza su terreno seborroico ed in zone seborroiche: al viso, alla regione mediotoracica anteriore ed al dorso;
3) polimorfismo delle manifestazioni cutanee, con coesistenza di comedoni, papule, noduli, ascessi, eventualmente cicatrici, in diverso stadio evolutivo.
L'intervento di fattori endocrini è dimostrato dal fatto che la malattia compare nell'età puberale (in concomitanza con lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari) e si attenua con il raggiungimento della maturità sessuale. L'aumento degli ormoni androgeni nell'uomo e l'alterazione del rapporto androgeni-progesterone-estrogeni nella donna, portano ad una iperproduzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee. Si verifica, inoltre, una esagerata formazione di cheratina a livello della parete della porzione superiore del follicolo pilo-sebaceo (ipercheratosi follicolare). I due fenomeni concorrono a formare i comedoni, che, come si è detto, costituiscono la vera lesione iniziale dell'acne giovanile. Nell'acne comedonica, infatti, l'obiettività cutanea è praticamente costituita solo da comedoni blandamente infiammati, il cui destino è vario: possono persistere senza complicazioni e dopo una permanenza più o meno lunga essiccarsi o venire eliminati; più frequentemente vanno incontro ad infiammazione perifollicolare con la formazione di rilievi papulosi.
Si ha così l'acne papillosa, che può a sua volta regredire spontaneamente o complicarsi con fenomeni suppurativi. L'infezione da parte di germi (Coryne bacterium acnes e stafilococchi) e la necrosi che porta alla distruzione del follicolo, danno l'acne pustolosa. Le pustole, dopo l'eliminazione del pus, regrediscono senza lasciare alcun esito permanente cutaneo nella maggior parte dei casi. La contemporanea presenza di comedoni, papule e pustole caratterizza la forma più comune di acne detta polimorfa.
Quando il processo infiammatorio, determinato dalla distruzione del follicolo pilo-sebaceo con conseguente fuoriuscita di batteri e di sebo, si approfonda nel derma, da luogo ad una reazione a carico del connettivo con formazione di elementi nodulari, duri e dolenti, a lenta evoluzione che caratterizzano l'acne tuberosa o indurativa. Quest'ultima è spesso seguita da formazioni cistiche determinate dall'accumulo di sebo nel contesto della ghiandola sebacea (acne cistica) e da esiti cicatriziali con caratteri notevolmente inestetici. La presenza contemporanea di elementi nodulari o cistici sormontati da elementi pustolosi determina un altro tipo di acne chiamato acne conglobata.
Nella maggioranza dei casi l'acne giovanile dopo i 20 anni di età decresce gradualmente; nei soggetti di sesso femminile si può avere accentuazione della dermatosi in corrispondenza dei cicli mestruali o dei periodi premestruali.
Oltre ai già citati fattori endocrini, possono concorrere nella determinazione dell'affezione squilibri dietetici, squilibri della sfera emotivo-istintiva e disturbi gastroenterici. Le crisi eruttive possono comparire, infatti, dopo l'assunzione di cibi particolari (cioccolato, fritture, salumi, ecc.) o in occasione di periodi particolarmente difficili in individui labili dal punto di vista emotivo.
Terapia: la terapia specifica dell'acne giovanile è di competenza prettamente medica; è bene precisare che non esiste una cura dell'acne valida per ogni tipo clinico, esistono dei mezzi terapeutici che, se bene utilizzati, caso per caso possono ridurre entro limiti accettabili le manifestazioni cutanee e comunque limitare le loro conseguenze. La spremitura sconsiderata delle lesioni acneiche, eseguita con le unghie o con altri mezzi non idonei ed antigienici, è fonte di frequenti infezioni secondarie. La terapia consiste in alcuni capisaldi importanti:
a) dieta: orientata verso una riduzione degli alimenti piccanti, zuccheri, farinacei, frattaglie ed insaccati, abbondando invece in frutta e verdura;
b) trattamento delle alterazioni gastrointestinali e psichiche a base di enzimi digestivi, vitamine del gruppo A e farmaci ansiolitici;
c) terapia antimicrobica: basata sull'uso di antibiotici e sulfamidici anche localmente (sottocute); di vaccini polivalenti o stafilococici in cicli singoli o più spesso ripetuti;
d) correzione di eventuali squilibri ormonali, secondo indicazioni cliniche e dati di laboratorio, con estro-progestinici (pillola) e con gonadotropine;
e) elioterapia o lampade a raggi ultravioletti (preferibilmente U.V.A.) se usati in maniera appropriata esercitano una duplice azione: un debole effetto antibatterico ed uno più marcato cheratoplastico ed esfoliativo;
f) l'eliminazione di cicatrici inestetiche si può ottenere mediante la dermobrasione che consiste nella abrasione della cute per mezzo di sistemi meccanici (frese rotanti di tipo odontoiatrico) o chimici (a base di sostanza ad azione distruttiva sui tessuti come l'acqua ossigenata a 130 volumi, formalina al 3%, nitrato d'argento, ecc.);
Il trattamento estetico ha lo scopo di combattere, con i mezzi a disposizione, i danni delle lesioni acneiche e consiste nella pulizia della cute e nel massaggio. Pulizia della cute: le cure locali consistono nello sgrassare la pelle affetta da acne con acqua tiepida o, meglio ancora, con la vaporizzazione, che, oltre a completare la detersione, agisce come emolliente sulla cheratina e favorisce la dilatazione degli ostii follicolari. È controindicato l'uso di saponette normali, che sono a reazione alcalina. Qui necessita l'acidificazione della cute perché agisce sulla ipercheratosi, limita la secrezione sebacea e crea un ambiente sfavorevole allo sviluppo della flora batterica. Il più classico trattamento per la seborrea e l'acne, come si è già detto, consiste nell'uso di prodotti contenenti zolfo. Lo zolfo agisce come una lima asportando l'eccesso di cheratina con conseguente diminuzione di comedoni. Nei casi di forme leggere e superficiali si può riccorrere a lozioni a base di fermenti proteolitici o emulsioni cheratolitiche che, agendo sull'ipercheratosi. favoriscono l'emulsione del comedone e del sebo. Con la pelle affetta da acne sono da evitare in modo assoluto i fondotinta ed i trucchi pesanti che non la lascerebbero respirare.
Acne senile
Si manifesta soprattutto nella donna durante il periodo della menopausa ed è determinata, oltre che da turbe ormonali, anche da cause psichiche. Il quadro clinico è sovrapponibile a quello dell'acne volgare; ne consegue che il trattamento è lo stesso.
Quadri particolari di acne
- Acne chimica: l'uso di creme di bellezza contenenti oli minerali impuri causa spesso una forma di acne prevalentemente comedonica.
- Acne bromica e iodica: compare dopo trattamento più o meno prolungato con bromo e iodio, ha andamento più acuto rispetto all'acne volgare e si localizza anche alle estremità.
- Acne escoriata: è caratterizzata dal sovrapporsi, a lesioni comedoniche e microcistiche, di escoriazioni emorragiche secondarie allo schiacciamento o al grattamento delle lesioni caratteristiche e dalle cicatrici e macchie pigmentarie ad esse conseguenti.
Eczema seborroico
Le sedi di elezioni dell'eczema seborroico sono le zone ricche di ghiandole sebacee: oltre al cuoio capelluto interessa anche le regioni sovraorbitarie, le palpebre, gli zigomi, le orecchie, la regione presternale, la regione interscapolare e le ascelle.
In pratica, sono interessate le stesse regioni che vanno soggette a seborrea. La prima lesione è costituita da una piccola chiazza puntiforme, rosea, coperta da una squama giallastra, che si estende eccentricamente per formare chiazzette rotonde, a bordi rossi; le chiazzette sono superficiali e sono sempre riconoscibili le squame gialle e grasse, che si sfaldano in un fine pulviscolo. Le singole chiazzette confluiscono a formare chiazze più grandi. Se esaminiamo attentamente tutta la zona ammalata vediamo che la sede delle lesioni è a livello del follicolo del pelo, proprio là dove sbocca la ghiandola sebacea. Sul cuoio capelluto la dermatite da squame secche e grassose, deborda sulla fronte realizzando la cosiddetta «corona seborroica» e condiziona spesso la calvizie seborroica. La dermatite seborroica, tende a regredire in estate ed ad accentuarsi nei mesi invernali.
Per l'eczema seborroico si possono riconoscere tutti quei fattori causali e concausali già visti per la seborrea e per l'acne. Grande efficacia nella cura dell'eczema seborroico ha lo zolfo, usato sotto forma di lozione o tintura o shampoo. Molto utile è l'associazione dello zolfo con pomate cortisoniche ed antisettiche. La cura generale a base di antistaminici e cortisonici, risolve con molta rapidità le forme particolarmente infiammatorie.
Ittiosi volgare
La ittiosi (dal greco ikhtys = pesce) è una malattia della pelle caratterizzata da un disordine della cheratinizzazione, che si manifesta con secchezza della cute e particolarmente con desquamazione per la diminuzione della secrezione sebacea e sudorale (su base ereditaria). Non è presente alla nascita e compare tra i tre mesi ed i tre anni di età, perdurando per tutta la vita.
Le squame cutanee sono bianco-grigiastre, tra di loro si possono disegnare fenditure ed a un certo punto cadono per poi riformarsi. Le squame sono sottili nella forma meno grave (che è la più comune) e si polverizzano come farina; sono invece di spessore maggiore nella forma di media gravita e più larghe, con rilievi cornei, nella forma grave. I peli sono spesso poco sviluppati, il prurito in genere è assente. Si manifesta di solito su quasi tutta la superficie corporea prediligendo le superfici estensorie degli arti, i gomiti, le ginocchia, il tronco ed il cuoio capelluto (alopecia spesso associata) e risparmia le regioni palmo-plantari, le pieghe del corpo ed i genitali (regioni ricche di ghiandole sudoripare).
Terapia: di competenza esclusivamente medica, è esclusivamente sintomatica essendo una malattia ereditaria e difficilmente suscettibile di guarigione. Localmente si può ammorbidire la pelle con prodotti emollienti (olio di mandorle, olio di vaselina) associati a cheratolitici (acido acetilsalicilico al 5% e resorcina con cautela). Per via generale vitamina A in quanto protegge la pelle dalla secchezze (antixerodermica) e ormonoterapia (estratti di timo e di altre ghiandole endocrine) potendo dipendere, la malattia, da uno squilibrio endocrino.

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