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L'idrosi è un normale processo di produzione
ed eliminazione di sudore e determina una pelle
sana con un aspetto sodo, compatto ed elastico.
L'idrosi è legata in buona parte al normale
funzionamento delle ghiandole sudoripare, ma,
come si è visto nella parte dedicata alla
fisiologia della pelle, dipende anche dalla capacità
dello strato corneo di mantenersi idratato entro
i valori critici del 10%, situazione che dipende
dalla pellicola idrolipidica e dai NMF. In ogni
caso un anormale funzionamento delle ghiandole
sudoripare da luogo ad alterazioni di diverso
tipo: iperidrosi, anidrosi ed oligoidrosi, bromidrosi,
sudamina e cromidrosi.
Iperidrosi
L'iperidrosi è una eccessiva secrezione
delle ghiandole sudoripare che può essere
dovuta sia a motivi fisiologici temporanei, sia
a motivi patologici; si riconosce in ogni caso
una forma generalizzata ed una forma circoscritta.
L'iperidrosi è fisiologica in tutte quelle
condizioni in cui la temperatura ambientale è
elevata o viceversa quando, per sforzo fisico,
si eleva la temperatura dell'organismo; in entrambi
i casi la pelle esplica la sua funzione termoregolatrice.
Con il meccanismo della sudorazione, infatti tende
a mantenere costante la temperatura interna. Iperidrosi
si può avere anche per stati emozionali,
durante digestioni difficoltose per eccessiva
introduzione di cibi grassi ed alcolici. L'iperidrosi
patologica si associa a tutte quelle forme morbose
che inducono un rialzo termico, come le malattie
febbrili di natura infettiva acute o croniche
(polmonite, bronchite, influenza, TBC), le malattie
debilitanti ad andamento cronico (tumori, anemia,
leucemia), le malattie nervose e dopo l'uso di
alcuni farmaci (Aspirina, Novalgina). L'iperidrosi
localizzata o circoscritta interessa le ascelle
e le regioni palmo-plantari ed è più
frequente negli stati emozionali. Per fatica,
invece si suda prevalentemente in regione frontale,
occipitale e dorsale. Nelle regioni dove è
impedita la libera evaporazione del sudore, l'iperidrosi
può essere complicata da infiammazione
della cute, bruciore ed arrossamento, fattori
che provocano rammollimento e macerazione e facilitano
la sovrapposizione di agenti batterici o micotici
(ciò avviene specie alle ascelle, alle
pieghe inguinali, negli spazi interdigitali, ecc.).
Terapia: l'iperidrosi patologica regredisce con
il trattamento della forma morbo sa che la sostiene;
negli altri casi l'estetista potrà consigliare
una severa pulizia ed igiene del corpo, precauzioni
che impediscono le conseguenze dell'iperidrosi.
L'uso di deodoranti sotto le varie forme (sapone,
stick, lozione), soprattutto quelli ad azione
batteriostatica, contribuiscono a minimizzare
gli effetti sgradevoli d queste forme. Nei casi
estremi si possono usare gli antitraspiranti che
hanno la funzione di fermare temporaneamente la
sudorazione quando vengono applicati sulla pelle;
trattamento che non bisogna applicare frequentemente.
Anidrosi e Oligoidrosi
Per anidrosi si intende l'assenza completa della
sudorazione, mentre l'oligoidrosi indica una sua
diminuzione.
L'anidrosi congenita, per totale mancanza delle
ghiandole sudoripare, è rarissima, mentre
più frequente è l'oligoidrosi, per
parziale insufficienza funzionale delle ghiandole
sudoripare, come si è visto nell'ittiosi
volgare, dove si associa ad una diminuzione della
secrezione sebacea. Nelle atrofie della cute,
si ha un'atrofia degli annessi cutanei comprese
le ghiandole sudoripare con conseguente oligoidrosi.
Questi fenomeni spiegano il progressivo invecchiamento
della cute con l'avanzare dell'età. Nelle
dermatosi eczematose si ha invece una temporanea
oligoidrosi.
Tutte queste forme sono di competenza medico-specialistica
e, come si può ben capire, non sono di
facile risoluzione in quanto è deficitaria
e insostituibile la fonte naturale della idratazione
cutanea: la secrezione sudoripara.
Bromidrosi
È un'alterazione della sudorazione relativamente
frequente: in essa il sudore è maleodorante,
più frequentemente in corrispondenza delle
pieghe ascellari e dei piedi. La bromidrosi si
associa spesso alla iperidrosi ed è dovuta
in genere a fermentazioni secondarie o all'azione
dei germi della superficie cutanea sul sudore
e sulla cheratina, con formazione di acidi grassi
maleodoranti.
La terapia è di esclusiva competenza medico-specialistica;
l'estetista potrà consigliare l'uso di
deodoranti a potere batteriostatico e in caso
di associata iperidrosi, polveri astringenti e
lozioni speciali. Senza dubbio è indispensabile
una severa pulizia ed igiene del corpo.
Sudamina
È un'alterazione piuttosto frequente, specie
nei bambini, che si manifesta con piccole vescicole,
a contenuto sieroso, separate da tratti di cute
normale, localizzate per lo più al tronco,
alla fronte, ed alle estremità (senza mai
interessare le superfici palmo-plantari). La sudamina
si origina per la formazione di vescicole a livello
dello sbocco del dotto sudoriparo, a causa della
sudorazione prolungata e della occlusione del
poro sudoriparo con materiale cheratinico dovuto
alla macerazione dell'epidermide: in tali casi,
il sudore si accumula e rompe il canale escretore
della ghiandola sudoripara formando le vescicole.
La terapia si basa sulla riduzione della sudorazione
(vestiti leggeri, soggiorno in luoghi freschi,
ecc.), sulla effettuazione di bagni decongestionanti
e sulla applicazione di polveri assorbenti (talco
borato), specie nelle pieghe cutanee.
Cromidrosi
La cromidrosi è la colorazione anomala
del sudore. Si distingue una forma dovuta all'attività
di particolari germi cromogeni, caratterizzata
da un particolare colorito rosso-bruno della sudorazione
ascellare. Un'altra forma di cromidrosi, con colorito
azzurro-verdastro della sudorazione ascellare,
è data dall'intossicazione da rame. Pigmentazione
blu e rossa si possono anche avere nell'assunzione
massima di preparati a base di ferro (blu) e potassio
(rosso). Non vi è cura specifica se non
l'uso di deodoranti a base di sostanze astringenti
e batteriostatiche nel caso di cromidrosi da germi
cromogeni; e nel caso di intossicazioni da minerali
una adeguata cura disintossicante.
Disidratazione cutanea
La disidratazione cutanea porta ad un caratteristico
tipo di pelle: la pelle secca.
Già si è parlato nel capitolo della
fisiologia dell'importanza del film idrolipidico
e degli NMF per una normale idratazione cutanea.
Uno dei problemi che angosciano maggiormente le
donne, perché vedono seriamente minacciata
la loro bellezza, è quello della disidratazione
cutanea. Comunemente una pelle secca o ruvida
è sinonimo di disidratazione, in realtà
la disidratazione, pur manifestandosi anche a
livello cutaneo, è un fenomeno ben più
complesso che coinvolge l'intero organismo. Non
parliamo, qui, della disidratazione legata a malattie
debilitanti croniche o a stati febbrili conseguenti
a processi infettivi che si manifesta a livello
cutaneo e non richiede una cura locale, bensì
mirata verso il fattore causale della malattia
di base. Ci occupiamo invece della pelle disidratata
in quanto priva di un sufficiente film idro-lipidico
e quindi scarsamente impregnata nella sua parte
cornea. Si possono distinguere tre tipi di pelle
disidratata e per questo secca: la pelle secca
vera e propria o costituzionale, che è
presente fin dall'adolescenza: è fragile,
sottile, precocemente coperta di rughe; c'è
la pelle secca acquisita, in genere tipica delle
donne in menopausa dove per cambiamenti ormonali
si è modificato in senso peggiorativo anche
il film idrolipidico; e infine la falsa pelle
secca, quella pelle cioè, normale o al
limite grassa che per incongrui e malaccorti trattamenti
diventa secca. A parte questa schematica e didattica
divisione non bisogna dimenticare che il film
idrolipidico può subire in ogni momento
e su qualsiasi pelle delle modificazioni peggiorative
in base ad altri fattori: l'atmosfera secca degli
ambienti surriscaldati, il vento, l'esposizione
eccessiva al sole, l'uso di saponi alcalini e
dei detersivi, cause frequenti della secchezza
dello strato corneo e del suo invecchiamento.
Vi sono anche cause endogene, legate all'invecchiamento
cutaneo, responsabili della disidratazione. L'atrofia
cutanea, infatti, porta ad una atrofia anche degli
annessi comprese le ghiandole sudoripare e sebacee,
si ha così oltre ad una disidratazione
per oligoidrosi anche alipia, cioè scarsità
di sebo. Con l’età però si
modificano anche le caratteristiche del tessuto
collagene, presente nel derma e nell'ipoderma,
che perde in parte l'acqua di cui è normalmente
imbibito; si ha così una perdita di acqua
anche negli strati profondi della pelle, disidratazione
di grado, ormai, irreversibile.
I cosmetici hanno lo scopo di favorire la ricostruzione
delle riserve d'acqua nello strato corneo. Poiché
la pelle secca è carente di sebo naturale
è necessario ripristinare la componente
lipidica che tramite il suo effetto occlusivo
impedisce la perdita eccessiva d'acqua. Come già
si è detto, recentemente sono stati identificati
i fattori N.M.F. (fattori idratanti naturali)
che sono una miscela di aminoacidi, urea, sali
e acidi deboli, contenuti nella parte acquosa
del film idrolipidico, deputati a mantenere l'idratazione
cutanea. Sono stati posti in commercio dei prodotti
a base di N.M.F. abbastanza simili a quelli naturali.
Disidrosi
È una dermatite vescicolare recidivante,
molto comune, che si manifesta soprattutto in
regione palmo-plantare con produzione di vescicole
voluminose, dure, localizzate simmetricamente.
Dopo una o due settimane le vescicole si rompono,
lasciando uscire un liquido sieroso; infine si
essiccano e desquamano lasciando un orletto caratteristico.
È caratteristica la recidiva stagionale
(primavera e autunno). Questa malattia rientra
nel gruppo delle dermatiti allergiche e viene
trattata allo stesso modo (vedi eczemi).
La disidrosi non ha nulla a che fare con le malattie
delle ghiandole sudoripare ed è stata posta
in questo capitolo esclusivamente per comodità
didattica.
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