Prurito
 
 
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Prurito
Il prurito è un'alterazione della sensibilità cutanea che richiama il riflesso del grattamento. Vi è chi definisce il prurito un insieme di sensazioni, includendo fra queste e forse a torto anche il solletico, mentre il formicolio, la sensazione di bruciore, il senso di camminamento di insetti, sarebbero di stretta pertinenza del prurito. Il prurito, che può insorgere su tutte le superfici cutanee e anche sulle mucose (specialmente la regione anale), inteso come sintomo clinico, è stato oggetto di indagini sperimentali molto accurate. Tutti conoscono le "polveri pruriginose" protagoniste di tanti scherzi goliardici. Ebbene, in queste polveri, costituite dai peli della "Mucuna pruriensis", leguminosa delle Antille, l'azione pruriginosa è stata attribuita a una sostanza di natura enzimatica che viene inattivata dal calore. Accurate ricerche non hanno dimostrato l'esistenza di recettori nervosi cutanei specifici per la sensazione del prurito: sembra tuttavia accertato che essi siano da ricercare tra le terminazioni nervose libere che si portano nel contesto dell'epidermide. Si pensa che queste fibre agiscano come recettori e come vie di trasmissione della sensazione del prurito, il quale per giungere alla coscienza seguirebbe la stessa via del dolore. Fattori ambientali quali il calore o l'umidità possono causare la comparsa e la percezione del prurito. Inoltre, è importante tenere presente che le differenti ore della giornata e il grado di attività di una persona hanno una notevole importanza nel determinare l'intensità del sintomo. Infine, si può affermare che un prurito notturno è quasi sempre di origine organica. Fra le sostanze chimiche, l'istamina è stata considerata la più importante quale mediatore chimico del prurito. La sua presenza è stata dimostrata nelle mastcellule e nei leucociti basofili circolanti, ma la si può rintracciare anche nei tessuti privi di mastcellule. La sua azione si esplica mediante vasodilatazione e comparsa di edema. Il prurito viene attribuito ad una azione diretta sulle terminazioni nervose intraepidermiche, indotta da enzimi proteolitici liberati ed attivati da fattori svariati. Il prurito può essere distinto in localizzato o generalizzato; tranne alcune forme eccezionali, la forma localizzata in una determinata area di cute non è segno di malattia sistemica; la forma generalizzata invece deve far sorgere sempre il sospetto di una possibile causa sistemica. Il prurito può ancora essere distinto in essenziale (o senza malattia apparente) oppure sintomatico (se si associa ad altre manifestazioni cutanee oppure a malattie di altri organi); da causa esterna (parassiti, errori di igiene, ecc.) o da causa interna (intossicazioni alimentari o da farmaci, insufficienza epatica e renale, diabete, gravidanza, linfomi). A questo punto conviene domandarsi quale importanza ha il prurito. Se è un sintomo utile come per esempio il dolore, la cui presenza indirizza il medico e gli consente una diagnosi, anche al prurito si deve dare una sua importanza perché può essere la spia di un disturbo sistemico o dismetabolico o può essere segno di infestazione parassitaria. Il prurito notturno, che insorge nei primi minuti allorché il paziente si corica, e dura alcune ore per poi placarsi e consentire finalmente un po' di riposo, deve far sospettare l'esistenza di una scabbia. Questa malattia, che sembrava quasi scomparsa, è tornata di attualità da alcuni anni e non accenna a diminuire. Un'altra malattia parassitaria pruriginosa è la pediculosi del pube e del capo, dove il prurito è il sintomo che fa sospettare la diagnosi. La conseguenza prima del prurito è il grattamento, che determina spesso la produzione di escoriazioni sulle quali si possono insediare fenomeni micotici o microbici. Di fronte ad una sintomatologia pruriginosa il medico deve anzitutto, per quanto possibile, ricercare la causa prima. La larga disponibilità di farmaci sintomatici induce spesso il medico ed ancor più il paziente a trascurare tale norma: la crisi pruriginosa si ripete puntuale, i tentativi terapeutici si moltiplicano con le inevitabili complicanze microbiche, micotiche ed eczematose già ricordate. Il farmaco sintomatico antipruriginoso di primo impiego è l'antistaminico. L'estetista di fronte ad una cliente che lamenti questo sintomo localizzato o sistemico, deve astenersi da qualsiasi pratica locale, inviando la cliente dal medico onde accertare la causa di questo non sempre diagnosticabile sintomo.

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