Tumori della pelle - Leucoplasia, Cheratosi senile, Cheloide, Cisti sebacee, Lipomi, Fibroni, Xantomi, Verruche, Morbo di Paget, Melanosi di Dubreuilh
 
 
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Tumori della pelle
Prima di parlare dei tumori cutanei mi sembra utile elencare quelle forme che possono essere il punto di partenza per la degenerazione in cancro e per questo vengono chiamate precancerosi cutanee. Tra le precancerosi più frequenti ricordiamo: la leucoplasia, la cheratosi senile, la melanosi di Dubreuilh o lentigo maligna.
Leucoplasia
Consiste in un'abnorme cheratinizzazione di una mucosa (specie orale) che si manifesta con placche bianco-grigiastre ben delimitate, che possono esser uniche o multiple. Quando si localizza alla mucosa orale, nella maggior parte dei casi interessa di solito la parte anteriore della mucosa geniena (cioè della guancia) e superficie dorsale della lingua che assume un aspetto come di zucchero glassato. Degenera nel 10% dei casi in epiteliomi spinocellulari, e si deve temere questa degenerazione maligna quando compaiono erosioni e ragadi con base infiltrata. Interessa specialmente soggetti di sesso maschile al di sopra dei 40 anni. Questa precancerosi si realizza per irritazioni locali ad opera del fumo, asperità dentarie o protesi malfatte. La terapia consiste soprattutto nella igiene del cavo orale e nell'allontanamento delle cause irritanti. In fase di degenerazione si impone il trattamento chirurgico radicale.
Cheratosi senile
Detta anche cheratoma senile o cheratosi solare, colpisce soggetti anziani, specie se sono stati esposti alle radiazioni solari per lungo tempo. Si localizza alle regioni fotoesposte (volto, mani e avambracci) e si manifesta con chiazze rotondeggianti ricoperte da formazioni cheratosiche secche, aderenti, spesso circondate da un piccolo alone eritematoso. Ha un'evoluzione lenta e tende a trasformarsi nel 25% dei casi in epitelioma spinocellulare, più raramente in quello basocellulare. Questa malattia viene anche denominata «cute da marinaio» o «cute da contadino».
La terapia consiste nell'asportazione chirurgica e nell'elettrocoagulazione.
Melanosi di Dubreuilh
È una precancerosi piuttosto rara, caratteristica dell'età senile, che si manifesta come una chiazza isolata, a contorni irregolari, di colore scuro sul marrone, in alcuni tratti bruno e nero, con superficie in alcuni punti piatta, in altri mammellonata. Sedi di predilezione sono il volto ed il collo, ma qualsiasi parte della superficie cutanea può essere interessata. La trasformazione maligna della melanosi di Dubreuilh avviene, in circa il 30-50% dei casi verso il melanoma. La degenerazione è annunciata da aumento di consistenza della lesione, che diviene nodulare oppure si allarga rapidamente o presenta un incremento della pigmentazione oppure si ulcera. La trasformazione in melanoma maligno, ad alta invasività, si verifica in circa un terzo dei casi. È pertanto indicata, a scopo terapeutico, un'ampia e profonda escissione chirurgica in modo da asportare buona parte del tessuto sottocutaneo; in seguito o nella stessa seduta operatoria, si potrà praticare un autotrapianto. Si può ovviare al trattamento chirurgico, secondo alcuni, usufruendo dei raggi Roetgen.
Tumori benigni della cute
Tra queste forme ricordiamo: gli angiomi, i nevi, le verruche, i condilomi acuminati, il mollusco contagioso, l'epitelioma basocellulare, il milium, il cheloide, le cisti sebacee, i fibromi, gli xantomi e xantelasmi, i lipomi, le verruche seborroiche. Di angiomi, nevi, verruche, condilomi acuminati e mollusco contagioso si è già detto.
Epitelioma basocellulare o basalioma
L'epitelioma basocellulare è un tumore caratterizzato dalla proliferazione di cellule epiteliali simili a quelle dello strato basale dell'epidermide. Si manifesta nelle persone anziane, spesso su una cheratosi senile oppure su cute sana, per lo più sotto forma di un nodulo unico grigiastro duro non dolente, che tende lentamente ad aumentare di volume. Sulla sua sommità si nota una squamo-crosta bruna o nerastra aderente che una volta asportata si riforma.
Al di sotto di essa vi è un'erosione dal fondo lucido e piuttosto asciutto. La forma nodulare, appena descritta, è la più frequente; vi è anche una forma piano-cicatriziale che inizia con una abrasione che si estende irregolarmente in senso centripeto, con un orletto caratteristico rilevato, mentre nel centro della lesione si ha una riepitelizzazione che ricopre parzialmente l'abrasione. Questo tumore ha un decorso cronico, non da in genere metastasi (riproduzioni a distanza), tuttavia, se mal curato, può assumere carattere grave a causa della sua azione distruttiva locale sui tessuti profondi: per questo motivo è più corretto parlare di tumore a malignità locale. Si localizza ai due terzi superiori del viso (fronte, padiglioni auricolari, ali del naso, labbro superiore e solchi naso-labiali).
Terapia: la prognosi di questo tumore è sostanzialmente buona; si è visto, infatti, che non da metastasi a distanza nell'organismo, però se non trattato precocemente può svolgere azione destruente locale. Lesioni piccole, ben circoscritte, di cui è possibile apprezzare la superficialità, possono essere distrutte mediante diatermocoagulazione o con la chirurgia del freddo (criochirurgia). Nelle forme di maggior dimensione sarà necessario provvedere all'asportazione chirurgica di tutta la lesione, in anestesia generale, comprendendo parte di cute sana, per radicalità e per prevenire le recidive locali. Altra modalità terapeutica opportuna, da usarsi nei casi in cui dopo più asportazioni si hanno frequenti recidive, è la terapia radiante.
Milium o grano di miglio
II milium è una forma cistica, rotondeggiante, della grandezza di pochi millimetri, più o meno rilevata sulla superficie cutanea, di colorito biancastro e di consistenza dura. Questa lesione è molto comune e compare spontaneamente nei bambini e negli adulti, più spesso di sesso femminile, in uno o più elementi disposti nella parte superiore del volto, specie alle palpebre ed alle regioni periorbitarie e zigomatiche. Il milium può inoltre insorgere secondariamente a traumi. Le forme sia spontanee che secondarie a traumi, hanno sempre evoluzione benigna e possono andare incontro all'eliminazione spontanea. Mentre il milium spontaneo sembra costituire un tumore benigno ad evoluzione cheratinizzante, quello secondario viene ritenuto una cisti da ritenzione determinata dall'occlusione di un follicolo pilosebaceo.
Terapia: il milium si evacua facilmente con la semplice puntura di un ago, ma nelle cisti da ritenzione sebacea di una certa dimensione si impone il trattamento chirurgico classico, di asportazione in anestesia locale.
Cheloide
II cheloide è una cicatrice esuberante costituita da tessuto connettivo, circoscritto, di forma irregolare, caratteristica per la presenza di espansioni periferiche. È caratterizzato da una risposta del connettivo non proporzionata all'entità del danno ed alle esigenze riparative in soggetti costituzionalmente prediposti. Traumi minimi, lesioni banali, punture di insetti o minuscoli fenomeni infiammatori possono, infatti, determinare l'insorgenza di questo tipo di lesione. Essa si presenta come un rilievo di varia grandezza, di colorito inizialmente rosso vivo, poi rosa ed infine bianco perlaceo, di consistenza duro-fibrosa. Esistono tuttavia anche cheloidi che insorgono spontaneamente, senza alcuna causa apparente: in tali casi si parla di cheloidi spontanei.
Terapia: i cheloidi richiedono lo stesso trattamento terapeutico delle altre cicatrici, l'asportazione; di regola, però il cheloide tende a recidivare, cioè a riformarsi lungo la nuova linea di sutura. La terapia è dunque chirurgica ma associata ad una adeguata radioterapia post-operatoria.
Cisti sebacee
Si manifestano come tumefazioni arrotondate di consistenza molliccia, abbastanza ben delimitate, con sede su una regione seborroica. Alla sommità vi è un orifizio ombelicato, con punto nero, dal quale può uscire una sostanza sebacea di odore nauseabondo. L'unica complicazione di queste cisti è l'infezione e quindi la suppurazione che viene evitata con l'antisepsi locale e l'asportazione chirurgica preventiva della cisti. Queste formazioni nel cuio capelluto vengono comunemente chiamate natte.
Fibromi
Esistono fibromi duri che compaiono come noduli arrossati della grandezza di un nocciolo di ciliegia, e fibromi molli sotto forma di tumori peduncolati.
Si manifestano molto spesso sugli arti inferiori, costituiti da istiociti e fibroblasti in proporzione variabile; questi tumori non degenerano mai.
Per ragione di estetica spesso viene richiesta la loro asportazione chirurgica, sconsigliabile in quanto spesso le cicatrici residue sono antiestetiche e possono evolvere verso il cheloide dato il loro ricco contenuto in fibroblasti.
Xantomi e xantelasmi
Sono tumori dermici costituiti da grosse cellule squamose ricche di lipidi, che possono denunciare la presenza di una malattia da alterazione del metabolismo dei lipidi (ipercolesterolemia ed ipertrigliceridemia). Si distinguono due forme:
a) xantomi piani: chiazze gialle, omogenee, ben delimitate, lievemente sopraelevate, diffuse sul tronco e sugli arti o localizzate sulle palpebre (xantelasmi)
b) xantomi tuberosi: rigonfiamenti di misura variabile, giallastri, consistenti e prominenti.
In ogni caso si deve dosare il tasso di lipidi nel sangue che non sempre è alterato.
La terapia locale consiste nella asportazione chirurgica. Possono facilmente recidivare.
Lipomi
Sono neoformazioni benigne sottocutanee, globoidi, lisce e regolari, di diametro variabile, ben delimitabili e spesso dolenti alla palpazione. Sono costituite da cellule adipose e possono localizzarsi un pò dappertutto. La terapia consiste nella loro asportazione chirurgica.
Verruche seborroiche
Estremamente frequenti dopo i 40-50 anni. Si tratta di neoformazioni sempre benigne.
Si sviluppano principalmente sulle regioni normalmente seborroiche come il viso, la parte superiore del corpo, la parte anteriore del torace. Si tratta di elementi ben delimitabili come posati sulla pelle; il colore varia dal giallo grigiastro al nero più cupo con tutte le sfumature intermedie possibili. La superficie è verrucosa, vellutata al tatto. Il trattamento è semplice: elettrocoagulazione, curretage oppure crioterapia quando gli elementi sono numerosi e diffusi.
Tumori maligni della cute
Si considerano le tre forme più importanti: epitelioma spinocellulare, melanoma maligno, morbo di Paget.
Epitelioma spinocellulare
Si tratta di un tumore maligno, capace di diffusione metastatica e pertanto altamente pericoloso per la vita del paziente. È caratterizzato dalla proliferazione di cellule epiteliali simili a quelle dello strato spinoso dell'epidermide. Meno frequente rispetto all'epitelioma basocellulare, è un tumore infiltrante e rapidamente destruente, con evoluzione grave per la sua potenziale diffusione nell'organismo attraverso le vie linfatiche. Lo spinalioma è spesso preceduto da una cheratosi senile o dalle altre precancerosi. Sede preferenziale di localizzazione è il capo, ma può insorgere su tutta la superficie corporea, comprese le mucose e le pseudo-mucose. Dal punto di vista clinico lo spinalioma inizia con una lesione nodulare, dura, infiltrante, che si ulcera al centro. L'ulcera è caratterizzata per la irregolarità dei bordi duri mentre il fondo è sanguinante ed irregolare per la presenza di piccole rilevatezze. In certi casi la lesione nodulare non si ulcera, ma si ricopre di vegetazioni irregolari, che assumono un aspetto «a cavolfiore»; in taluni casi lo strato corneo può aumentare di spessore fino a costituire una prominenza anche di più centimetri (corno cutaneo). Terapia: la terapia dell'epitelioma spinocellulare deve essere fondata su tre differenti direttive, spesso complementari l'uno dell'altra. Queste sono la distruzione locale, mediante diatermocoagulazione, l'asportazione chirurgica, la radioterapia. La diatermocoagulazione sarà decisa in casi di carcinomi spinocellulari di recente insorgenza, ben delimitati, scarsamente o nulla infiltrati e, soprattutto in assenza di metastasi. In casi di tumori ampi, con sospetta o accertata metastasi, la terapia di scelta deve essere quella chirugica. La terapia fisica mediante radiazioni ionizzanti è indicata nei soggetti anziani che mal sopporterebbero un intervento chirurgico.
Melanoma maligno
È il tumore più maligno della cute ed è uno dei più maligni, in senso assoluto, di tutti i tumori conosciuti. Possono trasformarsi in melanoma maligno soprattutto i nevi giunzionali e le melanosi di Dubreuilh, favoriti in ciò da traumatismi di qualsiasi tipo. Il melanoma compare di solito dopo i venti anni di età e può colpire qualsiasi distretto cutaneo; esistono tuttavia sedi preferenziali, quali gli arti inferiori, le braccia ed i genitali. Quando un nevo va incontro alla degenerazione in melanoma maligno aumenta rapidamente di volume, si infiltra alla base, assume un colorito più scuro ed un alone periferico rosso e diviene dolente. Il melanoma maligno in fase di stato appare come una neoformazione di forma variabile, di colorito caratteristicamente bruno-nerastro o nero intenso, a volte circondata da una zona eritematosa. Esistono tuttavia anche melanomi maligni scarsamente pigmentali o del tutto privi di pigmento. Di solito il tumore ha evoluzione rapida: la lesione si estende e si ulcera, mentre per via linfatica ed ematica le cellule melanomatose si diffondono in tutto l'organismo, portando il soggetto a morte in un periodo di tempo variabile, se nel frattempo non vengono eseguite idonee cure.
Terapia: la condotta terapeutica, in caso di sospetto melanoma maligno, consiste nella asportazione chirurgica radicale e ampia della lesione e nell'accurato esame istologico. In caso di melanoma maligno conclamato è indicata l'ampia escissione chirurgica del tumore e l'asportazione di tutti i linfonodi tributari della regione interessata. La radioterapia non è da tutti consigliata anche se, sicuramente, può rallentare la diffusione del tumore. La terapia del melanoma è da affidare ad una équipe di medici e chirurgici in grado di riunire diverse esperienze. In via profilattica, come già si è detto nel capitolo riguardante i nevi, si dovrà provvedere ad asportare chirurgicamente i nevi situati in zone sottoposte a traumatismi continuati.
Morbo di Paget
Considerato in passato come una semplice discheratosi pre-cancerosa, si tratta invece di un epitelioma che nasce all'interno dei dotti galattofori, da considerare come un vero e proprio cancro del seno. Il sospetto di morbo di Paget deve essere sistematicamente avanzato ogni qualvolta vi sia una lesione unilaterale di un capezzolo, che si presenta come un eczema cronico di apparenza banale e una fessura o crosticina isolata. Il sospetto si aggrava specialmente quando la lesione non regredisce dopo trattamento adeguato di 10-15 giorni. La persistenza dell'affezione richiede sempre la biopsia. La conferma istologica di questa forma tumorale richiede il trattamento chirurgico della lesione mediante asportazione del seno e svuotamento del cavo ascellare. Bisogna tenere presente che il morbo di Paget può localizzarsi anche al di fuori del seno: alla vulva, all'ano, allo scroto.

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