Bulimia nervosa - Cause, sintomi e patologia
 
 
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Bulimia nervosa
Descrizione e cause della patologia: la bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate, che si verificano almeno due volte la settimana per almeno tre mesi. Questa modalità di assunzione del cibo è caratterizzata da fame insaziabile, da senso d'angoscia e colpa, seguite da comportamenti compensatori incongrui per evitare l'aumento di peso, come il vomito autoindotto, l'abuso di lassativi e diuretici, il digiuno e l'attività fisica eccessiva. A differenza delle pazienti anoressiche, però, il peso è normale.
Come per l'anoressia, a tutt'oggi, non c'è una dimostrazione scientifica di un'unica causa dei disturbi del comportamento alimentare. Nella bulimia si riscontra una preoccupazione eccessiva per il peso e per la figura corporea. Quando la persona affetta da bulimia mangia, si sente ansiosa e spaventata, colpevole o priva di controllo nei confronti del cibo. Gli eventi tendono a essere episodici e vengono compiuti in segreto, innescati da stress psicosociali, e possono verificarsi anche più volte nella stessa giornata. Generalmente, il rapporto con la madre è freddo, soffocante o negativo.
Sintomi: abbuffate con frequenza almeno bisettimanale, accompagnate da una sgradevole sensazione di non riuscire più a fermarsi una volta che si è iniziato a mangiare; comportamenti compensatori per impedire l'aumento di peso: vomito autoindotto, abuso di farmaci lassativi e diuretici, attività fisica esagerata; l'autostima e la fiducia in sé stessi sono legate soltanto all'aspetto fisico e al peso corporeo; la persona ha un'immagine di sé fortemente negativa e vive sensi di colpa e rimorsi. Rispetto alle persone che soffrono di anoressia mentale, i bulimici tendono ad avere maggiore consapevolezza e a parlare del loro problema. Inoltre, sono meno introverse e rigide.
Sono soggetti a comportamenti compulsivi, come l'abuso di sostanze e alcol, e alla depressione conclamata.
La maggior parte delle complicanze fisiche deriva dal comportamento di purificazione. Il vomito autoindotto porta all'erosione dello smalto dei denti incisivi e all'ipertrofia dolorosa delle ghiandole salivari. A volte s'instaura un ipopotassiemia grave. Una complicanza importante è la rottura dell'esofago o dello stomaco, in cui si rischiano conseguenze letali. L'uso di sciroppo di ipecacuana per indurre il vomito può causare cardiomiopatia.
Decorso: sono colpite da bulimia prevalentemente le ragazze nel pieno dell'adolescenza, ma il fenomeno sta aumentando anche in età più avanzata; non è una patologia con un'evoluzione così benigna: infatti, il 10-25% dei casi non curabili vanno in contro alla cronicità, mentre il 35% ha una ricaduta dopo 5 anni.
La lettura energetica
Da un punto di vista energetico la persona affetta da bulimia ha una tensione a livello del Primo Chakra che concerne il rapporto con la madre e il lasciarsi nutrire dal suo amore, e a livello del Terzo Chakra, come indicano i sensi di colpa (rabbia verso se stessi) e il vomito autoindotto, oltre alla paura di perdere il controllo nei confronti del cibo.
Anche in questo caso i soggetti maggiormente colpiti sono adolescenti o giovani donne; spesso è stato riscontrato che il rapporto con la madre delle persone affette da bulimia è problematico. Vale quanto detto per l'anoressia: la persona ha deciso che il rapporto con la madre non le ha dato il nutrimento di cui aveva bisogno quindi non si sente amata dalla prima fonte d'amore e decide di essere « sbagliata ».
Il risultato energetico è che decide di ritirare le radici e percepisce il mondo attraverso un filtro di paura. Dato che non si sente accettata, non si accetta. Per sedare la paura, mangia compulsivamente, ma questo alimenta la paura di non essere accettata, esasperando la tensione nel Primo Chakra, in un circolo vizioso di ansia e di angoscia. In più si innesca la paura di perdere il controllo nei confronti del cibo (Terzo Chakra), che determina il sintomo principale di questa patologia, il vomito autoindotto. La tensione nel Terzo Chakra nasce anche dalla mancanza di autostima e all'immagine di sé fortemente negativa, oltre che dalla necessità di allontanare gli altri (il vomito).
La maggior parte delle complicanze fisiche deriva dai comportamenti compensativi. L'aspetto più grave, che può portare addirittura alla morte, e la rottura dell'esofago o dello stomaco. Questo indica che la non accettazione di sé (Quarto Chakra, l'esofago) o il controllo spasmodico (Terzo Chakra, lo stomaco) rendono preferibile morire che vivere subendo una tensione così intensa.
La bulimia è una patologia che spesso si cronicizza senza arrivare a questi estremi: è importante quindi che la persona risolva la sua tensione remota, si senta nutrita e appagata interiormente e si apra all'accettazione di sé.
Consiglio energetico: la persona che soffre di bulimia ha deciso che il rapporto con la madre non le ha dato il nutrimento di cui aveva bisogno. La patologia indica una tensione nel Primo e nel Terzo Chakra. La persona deve di nuovo permettersi di essere nutrita dall'amore della madre, riconnettendosi con le sue radici; deve sentirsi libera di essere se stessa, e amata per questo.
Metta Meditazione dei Colori, pertanto, dovrà porre particolare attenzione al Colore Rosso e al Colore Giallo.

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