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Descrizione
e cause della patologia: la definizione
di depressione comprende un gruppo di malattie
eterogenee, tipicamente ricorrenti. Sono: i disturbi
depressivi monopolari e quelli bipolari (maniaco-depressivi),
caratterizzati da turbe pervasive dell'umore,
disfunzioni psicosomatiche e sintomi vegetativi.
La pratica comune pone l'accento sulla depressione
e sull'euforia come componenti fondamentali dei
disturbi affettivi. La tristezza e la gioia fanno
parte della vita quotidiana e vanno distinte dalla
depressione clinica e dall'euforia patologica.
La tristezza, o depressione normale, è
una risposta universale e congrua alle sconfitte,
alle delusioni o ad altre avversità; è
di tipo adattativo, cioè permette un ritiro
che preservi le risorse interiori.
La depressione passeggera in periodo premestruale,
o nelle prime settimane dopo il parto, o in date
significative per il soggetto è considerata
non patologica.
La depressione reattiva, che si presenta in risposta
a separazioni e perdite significative, può
presentarsi con stato d'ansia, insonnia, iperattività
del sistema nervoso autonomo, ma non causa, se
non in soggetti predisposti, depressione clinica.
Una depressione paradossa può far seguito
a eventi positivi, verosimilmente a causa delle
maggiori responsabilità personali associate.
L'euforia di solito si lega al successo, è
a volta considerata una difesa contro la depressione
o come negazione del dolore di una perdita.
La diagnosi di depressione o mania viene formulata
quando la tristezza o l'euforia sono eccessivamente
intense e permangono al di là di un evento
apparentemente causale, generando una marcata
compromissione delle funzioni fisiche, sociali
e della capacità lavorativa.
La depressione tende a perdurare o a recidivare
dopo periodi di remissione.
Le cause della depressione non sono note. Il fattore
predisponente più importante è l'ereditarietà;
non è certa la modalità precisa
e che cosa venga trasmesso, ma vi è un'ereditarietà
poligenica comune per il disturbo bipolare e per
quello monopolare ricorrente.
I disturbi dell'umore portano a un'alterazione
funzionale delle strutture limbico-diencefaliche,
delle zone sottocorticali extrapiramidali e le
loro connessioni alle zone prefrontali: vi è
un'alterazione funzionale delle vie colinergiche,
catecolaminergiche e serotoninergiche.
I bambini esposti agli effetti negativi dei disturbi
dell'umore dei loro genitori aumentano fortemente
la probabilità di una loro predisposizione
alla depressione, molto più che non la
perdita di un genitore nell'infanzia.
II viraggio dalla depressione alla mania è
in genere preceduto da una riduzione del sonno
che perdura da 1 a 3 giorni, e spesso fa seguito
a una terapia antidepressiva, all'uso di stimolanti,
alla sospensione di sedativi, a viaggi intercontinentali
o variazioni stagionali di luce.
La depressione monopolare colpisce in genere le
persone introverse e ansiose, mentre quelle con
disturbo bipolare tendono a essere estroverse
e competitive, utilizzando spesso l'attività
per combattere la depressione.
Il sesso femminile è predisposto alla depressione,
sia per fattori culturali sia per fattori biologici
(livello maggiore dell'enzima che metabolizza
i neurotrasmettitori importanti per l'umore, la
monoaminossidasi, livelli maggiori di ormoni tiroidei,
uso di contraccettivi che contengono progesterone
o derivati a effetto depressogeno, fluttuazioni
ormonali cicliche periferiche e diencefaliene).
Disturbi dell'umore possono essere secondari a
malattie generalizzate di tipo endocrinologico,
infettivo, neoplastico, neurologico, metabolico,
nutrizionale, psichiatrico, nelle collagenopatie
e per l'uso di farmaci o sostanze chimiche (steroidi,
barbiturici, metoclopramide, cocaina, alcol, antidepressivi,
levodopa, bromocriptina ecc.).
Vi sono forme miste ansioso-depressive, in cui
sono presenti sintomi lievi comuni all'ansia e
ai disturbi dell'umore a carattere cronico intermittente,
che vanno trattate per la depressione in ragione
del rischio di suicidio.
Quando i sintomi di ansia sono più importanti,
può essere difficile la diagnosi differenziale.
Quando si hanno sintomi predominanti d'ansia,
che compaiono per la prima volta dopo i quarant'anni,
facilmente sono ascrivibili a un disturbo primario
dell'umore.
Negli anziani vi è una pseudodemenza depressiva
con comparsa di ritardo psicomotorio, da differenziare
dalla demenza vera in fase precoce.
Per depressione mascherata s'intendono i casi
in cui si attivano sintomi fisici equivalenti
prevalenti (cefalea, insonnia, faticabilità)
o disturbi del comportamento con scarse o assenti
modificazioni del tono dell'umore.
Negli adolescenti e nei bambini gli equivalenti
affettivi comprendono sviluppi di condotte impulsive
a rischio, il dolore cronico, l'ipocondria, gli
stati d'ansia e i disturbi psicosomatici.
Sintomi: la depressione, secondo
la sua gravita, può manifestarsi con sintomatologie
psichiche o fisiche d'intensità diversa.
I sintomi sono: diminuzione del tono dell'umore,
tristezza fino all'apatia e alla disperazione;
perdita d'interesse per gli affetti, per le comuni
attività sociali e lavorative, per cui
il soggetto tende a ritirarsi e a isolarsi. C'è
sempre un contenuto ideativo negativo, accompagnato
da senso di colpa. La persona depressa ha perso
la fiducia in sé e nel senso della vita
ed è incapace di porsi obiettivi di qualsiasi
tipo. Ha aspettative negative, tende a credere
che non ci sia più speranza, per cui entra
in uno stato di paralisi e di impotenza che genera
spesso dipendenza dalle persone vicine; ha idee
fisse catastrofiche, a volte con deliri di colpa
o persecuzione o rovina, idee deliranti di malattie
con possibili allucinazioni uditive e visive;
questi pensieri, a lungo andare, si concretizzano
in idee di suicidio. Alcuni soggetti possono invece
apparire di buon umore e sminuire o negare l'alterazione
dell'umore, lamentando invece dolori o problemi
somatici.
Le disfunzioni psicomotorie e vegetative comportano:
ipersomnia o insonnia con risvegli precoci; modificazioni
dell'appetito, come anoressia o iperfagia, e conseguente
dimagrimento o aumento di peso spesso cospicui.
Si riscontra una riduzione o perdita del desiderio
sessuale e astenia.
La depressione, inoltre, può manifestare
sintomi legati all'ansia, come agitazione, paure
immotivate, dolori alle spalle e al torace, tachicardia,
extrasistoli e dispnea, disturbi intestinali,
vertigini; nelle donne vi possono essere alterazioni
del ciclo mestruale.
Nella mania il soggetto appare euforico, irritabile,
a volte ostile. Vi è un'autostima esagerata
con idee di grandezza persistenti. L'ideazione
è molto accelerata (fuga di idee) con idee
deliranti megalomaniche spesso sterili, e con
associazioni mentali assurde o bizzarre: il soggetto
si distrae molto facilmente. Aumenta l'interesse
per nuove attività che possono essere intraprese
in modo rischioso, senza preponderazione, e vi
possono essere spese o investimenti sconsiderati.
La sessualità è frenetica. L'accelerazione
psicomotoria e l'euforia portano a un aumentato
consumo energetico e a un'alimentazione piuttosto
irregolare, con dimagrimento e insonnia. Vi possono
essere deliri di persecuzione e di riferimento,
idee deliranti di ricchezza, di origini nobili
o altre identità megalomaniche, sovrastima
delle proprie capacità fisiche con i rischi
conseguenti, allucinazioni visive o uditive.
Decorso: i disturbi dell'umore
sono le patologie psichiatriche a più alta
prevalenza: sono colpite il 20% delle donne e
il 12% degli uomini. La depressione recidiva nell'80%
dei pazienti, che devono perciò ricevere
una terapia antidepressiva a lungo termine. Il
suicidio è la complicanza più grave,
che causa la morte nel 15-25% dei soggetti con
questi disturbi senza trattamento; infatti, la
depressione non trattata contribuisce al 50-70%
dei suicidi, specialmente nei giovani e negli
anziani. Un'alterazione del tono serotoninergico
sembra responsabile in questi casi.
La lettura energetica
La depressione, nelle sue varie forme, è
una patologia grave e spesso tremendamente invalidante.
E’ una delle maggiori patologie psichiatriche
e viene considerata ricorrente e recidivante,
il che presuppone che la persona affetta abbia
difficoltà a sciogliere la tensione che
l’ha generata. Da un punto di vista energetico
indica, primariamente, che il soggetto depresso
ha difficoltà a fare il passaggio dal Terzo
Chakra, inteso in questo caso come controllo esasperato,
critica e giudizio, al Quarto Chakra, che rappresenta
l'accettazione e l'amore incondizionato di sé
e degli altri, l'aspetto della relazione con chi
gli sta più vicino, non ultimo se stesso.
Si tratta, di fatto, di passare dall'attenzione
verso di sé, che si ha nei primi tre chakra
(sicurezza, piacere e controllo), all'attenzione
verso gli altri.
Questo passaggio non è difficile per tutti
coloro che hanno il Terzo Chakra in equilibrio,
cioè che si concedono la libertà
di essere se stessi senza giudicarsi o criticarsi;
queste persone pensano che anche gli altri possano
farlo e, quindi, passano facilmente a esplorare
la dimensione dell'accettazione - sia di sé
sia degli altri - ed entrano senza sforzo nell'energia
del cuore.
Ma per coloro che hanno ancora difficoltà
a essere ciò che sono, che hanno imparato
a tenere sotto controllo le proprie emozioni e
a manipolare gli altri (tensioni nel Terzo Chakra),
sicuramente il passaggio verso il cuore è
più arduo.
La depressione rappresenta appunto questa difficoltà.
Per un certo verso la persona è pronta
a fare il grande passo, a lasciarsi andare alla
corrente della vita, totalmente aperta, e andare
verso gli altri, senza giudicare, senza criticare,
amandoli per ciò che sono. Ma ha paura
e rimane ancorata ai vecchi schemi che le impongono
di padroneggiare le situazioni, di non fidarsi,
cercando a tutti i costi di dominare gli eventi.
Il risultato è che più la persona
cerca di esercitare il controllo su di sé
e sugli altri, più le cose le sfuggono
di mano.
Dal punto di vista energetico, quindi, la depressione
viene creata dalla parte più profonda,
il Sé Superiore, lo Spirito, che sa quello
che è giusto per la persona e la invita
- in un modo piuttosto imperativo - ad abbandonare
il modo d'essere che non funziona più per
lei, per proseguire nel suo cammino di evoluzione.
La personalità (aspetto del Terzo Chakra)
in questo caso non è allineata con lo Spirito.
La metafora del sintomo, infatti, è chiara:
quando il soggetto sperimenta la depressione,
significa che è nel pieno del passaggio.
Il risultato è che tutto sembra sfuggire
al suo controllo, nonostante il suo bisogno estremo
di esercitarlo, e allora non riesce più
a lavorare, a concentrarsi, trova tutto senza
senso e anche le cose più semplici da fare
diventano di una difficoltà enorme e lo
spaventano...
Una delle cause predisponenti sembra essere l'ereditarietà,
che dal nostro punto di vista rappresenta la ripetizione
del modello comportamentale energeticamente squilibrato
dei genitori. E’ stato riscontrato, anche
dal punto di vista fisico, che i bambini esposti
agli effetti negativi dei disturbi dell'umore
dei loro genitori saranno molto più predisposti
alla depressione rispetto a quelli che hanno subito
la perdita di un genitore. Possiamo quindi affermare
che, come per altri modi di essere, il bambino
impara a esercitare un controllo eccessivo su
tutto, cosa che gli impedirà di entrare
nell'energia del cuore.
A seconda della sua gravita, la depressione può
manifestarsi con sintomatologie psichiche o fisiche
d'intensità diversa. Vediamo che cosa indicano,
in termini energetici, i maggiori disturbi riscontrabili
nelle forme depressive.
I sintomi psichici sono:
- diminuzione del tono dell'umore, dall'apatia
alla disperazione: indica una chiusura, a vari
livelli del Settimo Chakra, che rappresenta il
sentirsi connessi, uniti al Tutto, o all'Universo,
o amati da Dio. Chi ha un blocco nel Settimo Chakra
sperimenta un senso di chiusura, d'isolamento,
di solitudine senza speranza; inoltre, poiché
questo centro rappresenta anche il senso di direzione,
determina l'incapacità totale di progettare
il futuro e di avere speranza. Un aspetto del
Settimo Chakra è anche il rapporto con
il padre biologico e, dunque, la depressione,
soprattutto nelle donne, indica che c'è
qualcosa d'irrisolto in questa relazione (padre
molto autoritario o padre assente);
- incapacità di porsi degli obiettivi e
di progettare il futuro: indicano una tensione
nel Quinto Chakra, che riguarda la capacità
di esprimere e di ottenere ciò che la persona
vuole e ciò che la rende felice;
- sensazione di perdita degli affetti, con marcata
riduzione del coinvolgimento affettivo: indicano
un blocco del Quarto Chakra che porta a non provare
amore per se stessi e per le persone più
vicine affettivamente;
- idee fisse e contenuti ideativi negativi, come
sensi di colpa e indegnità, errori compiuti,
fino a idee di morte (non ancora strutturate in
idee di suicidio): la tensione riguarda il Terzo
Chakra, perché corrisponde all'attività
mentale e all'autoimmagine; l'attività
eccessiva della mente indica il blocco energetico:
è come se l'hard disk di un computer avesse
preso un virus (le idee fisse) e non funzionasse
più. Il senso di colpa non è altro
che rabbia verso se stessi, l'inadeguatezza e
l'incapacità è impedirsi di esercitare
il potere di essere se stessi;
- agitazione, ansia, paure immotivate, senso di
persecuzione, idee di suicidio: indicano tensione
nel Primo Chakra, nell'aspetto della sicurezza
e della fiducia, fino ad arrivare all'idea del
suicidio, che indica appunto la separazione dal
corpo fisico. In effetti la persona si sente morire,
tuttavia ciò che deve « lasciare
andare » non è il corpo ma la parte
tesa della personalità.
Sintomi comportamentali e somatici:
- alterazioni del ritmo sonno/veglia con insonnia
o ipersomnia: indicano una tensione nel Terzo
Chakra perché l'attività mentale
ha perso il suo equilibrio: è eccessiva
(nell'insonnia), oppure tende a essere eccessivamente
ridotta (nell'ipersomnia o sonno anormalmente
prolungato);
- modificazioni dell'appetito con anoressia o
iperfagia: l'anoressia, con la diminuzione dello
stimolo a nutrirsi indica una tensione nel Secondo
Chakra (appetito) e nel Primo, poiché la
persona non si permette di essere nutrita. Il
soggetto anoressico spesso rifiuta anche la sessualità.
L'iperfagia denota anch'essa una tensione nel
Secondo Chakra: l'appetito smodato compensa la
chiusura nell'area sessuale. L'aumento di peso
che ne consegue va inteso come uno scudo, una
difesa che la persona erge rispetto a certi aspetti
della sua vita (e al corrispondente chakra) in
cui si sente fragile;
- perdita di interesse nell'attività sessuale
o iperattività sessuale (nella mania):
indicano tensione nel Secondo Chakra, perché
la persona non ascolta ciò che il corpo
le chiede;
- astenia, con mancanza di energia, faticabilità:
indicano tensione nel Primo Chakra, che corrisponde
all'energia vitale e al sentirsi bene nel corpo
fisico.
L'aspetto maniacale, che si manifesta con idee
di grandezza persistenti, autostima esagerata,
ideazione accelerata (che fisicamente può
tradursi in insonnia e dimagrimento), indica un
forte stress a livello mentale (il Terzo Chakra),
anche se con modalità opposte rispetto
alla forma depressiva.
Abbiamo visto, dunque, che quando la persona sperimenta
la depressione è nel pieno del «
passaggio » dal Terzo al Quarto Chakra.
È evidente che se il soggetto osserva il
mondo attraverso il filtro della personalità,
in cui ha le fortissime tensioni determinate dal
dovere « lasciare andare » il controllo,
gli sembra letteralmente di morire. E, di fatto,
è così: sta morendo quella parte
di lui che gli impedisce di progredire, mantenendolo
ancorato a un modo di essere superato per lui:
un modo di essere dominato dall'ipercontrollo
che genera autocritica, perfezionismo e così
via. Se però la persona sposta l'attenzione
verso ciò che l'attende, cioè verso
l'apertura del cuore che è accettazione
incondizionata di se stessa e degli altri, allora
si rende conto del dono che riceve facendo il
passaggio.
Consiglio energetico: la persona
che ha la depressione ha un imperativo interiore
di crescita, cioè deve passare dal controllo
all'accettazione, e ha difficoltà a cambiare
il registro energetico. In questo caso il soggetto
osserva il mondo attraverso il filtro della personalità,
invece che dello Spirito. Tale patologia indica
una tensione nel passaggio dal Terzo e al Quarto
Chakra. Per risolverla, la persona deve spostare
la sua attenzione verso quello che l'attende,
cioè verso l'apertura del cuore, che è
accettazione incondizionata di se stessa e degli
altri: allora riesce a fare il passaggio.
Nella Meditazione dei Colori presterà particolare
attenzione al Colore Giallo e al Colore Verde
e verificherà che non ci siano ostacoli
tra i due chakra corrispondenti.
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