Canali energetici plantari
 
 
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Canali energetici plantari
Sotto la pianta del piede si trovano piccole aree in cui si riflettono tutti gli organi interni del nostro corpo: dalla punta delle dita fino alla loro base, abbiamo i riflessi di tutta la testa fino al collo. Scendendo sotto le dita dei piedi troviamo la parte corrispondente al torace; all’area dell’arco plantare corrisponde il centro dell’addome; ed infine alla parte bassa del tallone corrisponde il bacino. Gli organi doppi come i reni sono collocati su entrambi i piedi, mentre gli organi singoli e laterali, come il fegato e la milza, si trovano sulla stessa linea: il fegato sotto la pianta destra e la milza sotto quella sinistra.
Alla parte interna del piede corrisponde la colonna vertebrale, ma questa teoria è ancora più credibile se si pensa che chi soffre di artrosi all’alluce - alluce valgo - facilmente avrà anche artrosi alle vertebre cervicali, che sul piano riflessologico corrispondono appunto alla base dell’alluce.
Se invece l’artrosi è a livello lombare, alla pressione dei pollici la zona dell’arco plantare potrà risultare dolorante; d’altro canto una buona pressione esercitata sulle stesse zone e su entrambi i piedi, porterà ad alleggerire tutta la schiena e ad alleviarne le tensioni muscolari e il dolore.
Oltre alle zone riflesse nei piedi ci sono anche canali energetici che si possono trattare in modi differenti:
1) Con l’agopuntura, tecnica messa a punto dai cinesi e integrata poi anche nella medicina ayurvedica, dove vengono impiegati speciali e sottilissimi aghi che creano in precisi punti del corpo un piccolo foro di scarico e che, mossi dal medico agopuntore, “esercitano un avvolgimento e la conseguente trazione dei filamenti che compongono il canale stesso”; così come la tecnica di grattare la parte alta dell’ago che è avvolta da una sottile spirale metallica, “crea un movimento energetico che si svolge in tutta la lunghezza del canale stimolato” e viene proprio percepita dal paziente come una lieve corrente che scorre sotto la pelle.
2) Con l’agopressione, micromassaggio cinese anch’esso integrato nelle pratiche ayurvediche, conseguente all’agopuntura, ma più largamente diffuso perché può essere facilmente eseguito da tutti, dove i pollici vengono impiegati come fossero aghi che penetrano e ruotano in corrispondenza degli stessi particolari punti usati in agopuntura.
3) Con la moxibustione, riscaldamento delle zone riflesse e/o dei punti dislocati lungo tutti i canali energetici, con sigari fatti in prevalenza di erba artemisia vulgaris; è un’antica pratica appartenente alla tradizione della medicina popolare, diffusa in molte parti del mondo. La moxibustione venne raffinata dai cinesi che la abbinarono all’agopuntura, mettendo un poco di artemisia essiccata ed impastata direttamente infilata sulla testa dell’ago, che fungeva da conduttore di calore aumentando così l’azione energetica dell’ago stesso.
Lasciando necessariamente solo ai medici specialisti la pratica dell’agopuntura, di seguito tratteremo del micromassaggio e della moxibustione che, con la dovuta attenzione e la pratica, tutti possono eseguire senza timore di arrecare danni.
Praticamente, solo verso i quattordici anni di età l’impronta del nostro piede coinvolge in maniera decisiva “la testa”, come a confermare il grande passaggio dall’età della fanciullezza all’adolescenza: dall’età della totale “incoscienza” a quella della “coscienza” primaria, che andrà comunque successivamente ampliata e completata.
Ed è molto interessante rimarcare come i giovani camminino spostando il peso del corpo in avanti, premendo verso le punte delle dita, rappresentando simbolicamente perciò che vogliono “entrare nella vita di punta”, con prepotenza, prendendola di testa e di petto, mentre gli anziani spingono maggiormente il peso sui talloni alleggerendo le dita, come a “volersi ritrarre”. E ancora possiamo interpretare questo linguaggio simbolico: i giovani guardano avanti, la vita che vogliono percorrere velocemente, mentre gli anziani guardano indietro alla vita che hanno percorso, quasi ritraendosi per allungarla ancora un poco.
Vedremo anche più avanti come alla zona alta del piede, dalle punte delle dita alla loro base, è legata la testa, cioè la parte più “aerea e mentale”, mentre ai talloni si associa la base del tronco, il bacino, la parte più “terrena e fisica”.

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