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Il piede è
formato da tre regioni: anteriore, intermedia
e posteriore.
La regione anteriore, che nella riflessologia
plantare vedremo corrispondere alla testa, è
composta da 14 ossa sottili che comprendono dalla
punta le falangette, le falangine e falangi delle
dita.
La regione intermedia, che corrisponde al torace
ed è quella che permette l’adattamento
al suolo, porta 5 ossa chiamate metatarsali.
La regione posteriore, il tarso, composta da 7
ossa di cui 2 grandi sovrapposte in altezza -
l’astragalo e il calcagno - e 5 più
piccole - 4 poste sopra i metatarsi, di cui 3
sono chiamate cuneiformi e una cuboide - e lo
scafoide posto di traverso tra una cuneiforme
e 1’astragalo.
Preso lateralmente, il piede, nella parte interna,
con la sua volta plantare esplica le funzioni
di sostegno, mentre l’esterna ha funzioni
propulsive.
In totale le ossa del piede sono 26. Le articolazioni
sono 31 e i muscoli 20.
Le articolazioni ossee sono trattenute dai legamenti,
i quali impediscono durante il movimento, un eccessivo
stiramento della capsula articolare. La capsula
articolare, come indica in effetti il suo nome,
è una robustissima membrana protettiva
che avvolge ogni articolazione. Essa aderisce
perfettamente alle due ossa che devono articolarsi,
impedendo di compiere eccessivi spostamenti. Contiene
due strati distinguibili, uno superficiale esterno
e l’altro più profondo, sottile e
interno che costituisce la membrana sinoviale
e racchiude un liquido giallo oleoso, deputato
a lubrificare l’articolazione rendendone
i movimenti più facili.
Ad ogni movimento articolare, automaticamente
la membrana sinoviale secerne una quantità
di liquido sufficiente alla lubrificazione. (Se
il piede si gonfia, perché la membrana
sinoviale si infiamma, è possibile “spegnere
il fuoco” con l’applicazione di cataplasmi
di argilla, come spiegato più avanti.)
I legamenti sono cordoni fibrosi, con una struttura
simile ai tendini muscolari, dotati di una eccezionale
resistenza e di una notevole elasticità,
che scorrono lungo tutta la capsula articolare
inserendosi sulle due ossa dell’articolazione.
La cartilagine articolare, che con il tempo e
l’usura naturalmente si logora, ha però
una straordinaria capacità di produrre
nuove cellule in sostituzione di quelle logorate.
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