Malattie Autoimmuni - Cause, sintomi e patologia
 
 
Salute
Benessere
Sintomi
Disturbi
Menù
HOME PAGE
LA ZONA
CHAKRA
DERMATOLOGIA
RIFLESSOLOGIA
PRONTO SOCCORSO NATURALE
Sintomi e Disturbi
APP. LOCOMOTORE
APP. RESPIRATORIO
APP. CIRCOLATORIO
APP. DIGERENTE
APP. URO-GENITALE
SISTEMA NERVOSO
SISTEMA ENDOCRINO
SISTEMA IMMUNITARIO
VISTA E OCCHIO
UDITO E ORECCHIO
DISTURBI DELLA PELLE
PSICHICI E UMORE
DISTURBI ALIMENTARI
Malattie Autoimmuni
Descrizione e cause della patologia: le malattie autoimmuni hanno la caratteristica di produrre anticorpi che reagiscono contro i tessuti di chi ne è affetto, oppure cellule T effettrici che reagiscono alle proteine proprie del soggetto; questo accade per un'alterata funzione di controllo delle cellule T sul sistema stesso. Il risultato alla fine sarà la comparsa di cloni di cellule T e B ad attività autolesiva.
Le malattie autoimmuni possono essere: organo-specifiche, come le tiroiditi, la Malattia di Addison e l'anemia perniciosa; in questo caso la patologia ha origine da un danno immunologico prodotto su un bersaglio inappropriato, come un organo o un sistema.
Possono anche essere sistemiche, in questo caso la patologia dipende da un'interruzione episodica di tolleranza verso molecole self, per cui sono colpiti tutti o molti organi con il quadro classico dell'infiammazione.
Le malattie autoimmuni si classificano in base al tipo di meccanismo patogenetico:
- anticorpi anti-recettore: stimolanti, come nella Malattia di Basedow o inibenti, come nella miastenia grave e nell'anemia perniciosa;
- anticorpi anti-antigeni di membrana: nell'anemia emolitica autoimmune e nella piastrinopenia autoimmune; gli antigeni possono essere presenti in più di un organo, come nella Sindrome di Goodpasture, che determina danni agli alveoli polmonari e ai glomeruli renali;
- autoimmunità cellule-mediata: per contatto diretto (citotossicità, come la tiroidite di Hashimoto) o/e per attivazione cellulare con produzione di citochine, che reclutano B cellule e producono autoanticorpi, come nell'epatite cronica attiva e persistente;
- formazione di immunocomplessi: questi sono elaborati nella normalità ed eliminati dal sistema macrofagico; se ce ne sono in eccesso rimangono in circolo e si depositano nel microcircolo, in modo particolare nel rene, inducendo una risposta infiammatoria, come nel lupus nell'artrite reumatoide e nelle vasculiti.
Le malattie autoimmuni sono probabilmente causate da uno stimolo che rompe il meccanismo di tolleranza immunologica.
In queste patologie vi è un potenziale ruolo di fattori genetici; è probabile sia che influenzino le cellule B e T (nel senso di un'iperattività di risposta a stimoli self o non self) sia che alterino i meccanismi di controllo della risposta immunitaria.
Vi sono infine forme causate da farmaci, come nel lupus (idralazina e procainamide, isoniazide, clorpromazina, metildopa, estroprogestinici e altri).
Sintomi: come detto, vi sono forme organo-specifiche (tiroidi, poliendocrinopatie autoimmuni) e forme sistemiche (artrite reumatoide, lupus, sclerodermia, vasculiti). Nel primo caso i sintomi portano a una forma infiammatoria che determina, in ultima analisi, l'ipofunzione dell'organo. Nel secondo caso i danni toccano molti distretti con una componente flogistica che, a volte, è fibrotica (come nella sclerodermia, che provoca danni endoteliali fino al deficit vascolare diffuso).
I quadri clinici che ne possono derivare sono i seguenti:
- reni: nel 90% si trovano lesioni microscopiche renali; si hanno anomalie urinarie isolate, glomerulonefriti che possono esitare in glomerulosclerosi, insufficienza renale grave; nella sclerodermia le lesioni renali compaiono entro tre anni dall'esordio e sono la causa di morte nel 50% dei casi per ipertensione maligna;
- sistema nervoso centrale e autonomo: psicosi, ansia, convulsioni (encefalite lupica), cefalea, emorragie subaracnoidee, meningite asettica, neuropatia sensitivo-motoria; cute: eritema a farfalla nel lupus, alopecia, fotosensibilità; nella sclerodermia ispessimento con perdita di elasticità cutanea; nell'artrite reumatoide i noduli sottocutanei, che sono una manifestazione tardiva che appare nel 30% dei casi; ulcere degli arti inferiori nelle vasculiti; sangue: anemia, leucopenia, piastrinopenia, tendenza alla trombosi, emorragie;
- occhi: neurite ottica, vasculite retinica con infarti che conducono rapidamente alla cecità, congiuntivite, episclerite, secchezza congiuntivale;
- vasi: vasculiti con trombosi artero-venose, Morbo di Raynaud, coronaropatia nei giovani;
- articolazioni: poliartrite simmetrica, in genere delle piccole articolazioni, con deformazioni ossee nell'artrite reumatoide, oppure senza nel lupus; rigidità mattutina; muscoli: miosite acuta polimiosite, contratture in flessione nell'artrite reumatoide; polmoni: pleuriti, polmoniti interstiziali, polmoniti batteriche o virali sovrapposte, emorragie intralveolari massive (Sindrome di Goodpasture) e, nelle forme fibrotiche, ipertensione polmonare;
- cuore: pericarditi, miocarditi, endocarditi, coronaropatie, ipertofia ventricolare destra da ipertensione polmonare; nella sclerodermia per fibrosi si hanno danni del sistema di conduzione con blocchi e aritmie;
- apparato gastroenterico: vasculiti intestinali con mortalità nel 50% per perforazione e peritonite, pseudo-ostruzioni dell'intestino tenue per edema, pancreatiti acute (da lupus o per corticosteroidi); nel 50% dei casi di sclerodermia si ha atonia del cardias, con esofagite peptica e scomparsa della peristalsi dell'esofago terminale e dello stomaco, malassorbimento intestinole, stipsi; si associa cirrosi biliare primitiva;
- mucose: ulcere orali o faringee, secchezza delle fauci.
Decorso: le malattie autoimmuni hanno la massima incidenza tra i venticinque e i cinquant’anni, anche se possono colpire a qualsiasi età e hanno una preponderanza del sesso femminile (90% nel lupus, 60% nell'artrite reumatoide).
Il decorso è molto vario, dipende dalla malattia e dalla terapia adottata, ma caratterizzato spesso da riacutizzazioni. Nel 10% nel lupus si ottiene una remissione duratura. Nell'artrite reumatoide il 75% dei soggetti sottoposti a terapia medica migliora nel primo anno, ma il 10% va incontro comunque a gravi disabilità nonostante la terapia a pieno regime. L'aumentato rischio di morte, che raggiunge il 50% nell'artrite reumatoide, dipende dalle sovrainfezioni, dalle complicanze gastrointestinali, dagli effetti ischemici delle vasculiti, dal coinvolgimento polmonare; dipende anche dalla sublussazione della colonna cervicale, dall'amiloidosi. La forma cutanea limitata della sclerodermia ha prognosi in genere migliore.
La lettura energetica
Analizzando le malattie autoimmuni nel loro insieme vediamo che, pur avendo diversa natura e manifestandosi con una sintomatologia e un decorso molto vario, hanno tutte una costante; infatti, si altera il meccanismo immunologico, provocando danno a un organo specifico o all'intero sistema.
Sappiamo che, da un punto di vista energetico, il sistema immunitario è presieduto dal Quarto Chakra, il Chakra del Cuore; infatti, il timo, la ghiandola a esso associata, si collega a questo sistema. Il Quarto Chakra riguarda la relazione con le persone che ci sono più vicine in senso affettivo e, quindi, riguarda un compagno, i genitori, i figli, i fratelli e le sorelle. Indica anche le nostre percezioni dell'amore, in pratica se ci sentiamo amati. Mostra anche la capacità di dare amore agli altri e a noi stessi.
Va detto che la qualità dell'energia del cuore è peculiare: si tratta dell'amore incondizionato.
Che cosa significa? Vuole dire che, una volta superato l'aspetto della critica e del giudizio, siamo in grado di vedere le persone per ciò che sono, di accettarle e amarle senza per questo volerle cambiare. Questo, ovviamente, vale anche per noi stessi.
Potremo quindi dire che, in senso generale, chi è colpito da una forma autoimmune ha una percezione dell'amore bloccata, non si sente degno d'amore, né si considera capace di darlo; la conseguenza di questo blocco è un auto aggressione. Il risultato di queste patologie è che il sistema deputato alla protezione dell'organismo diventa autolesivo, colpendo un organo specifico con un'infiammazione diffusa, oppure l'intero sistema, sempre con una forma infiammatoria.
Si ritiene scientificamente che le patologie autoimmuni abbiano una base genetica; dal nostro punto di vista significa che la persona ammalata ha assimilato il modo di relazionarsi dei propri genitori: questo, ovviamente, mostra un blocco che il soggetto ha riprodotto nella sua vita.
Alcune patologie, sia organo-specifiche, sia sistemiche (tiroiditi, Malattia di Addison, Malattia di Basedow, lupus, artrite reumatoide, miastenia grave) sono trattate specificatamente nei capitoli relativi agli organi funzioni colpite. Rimandiamo pertanto la lettura energetica più specifica di tali malattie ai relativi capitoli.
In generale, tuttavia, vediamo i distretti che possono essere colpiti dalle malattie autoimmuni e il loro significato energetico.
- Reni: le lesioni causate dalle malattie autoimmuni possono avere gravita ed effetti diversi, fino ad arrivare all'insufficienza renale grave; in questo caso la mancanza d'amore percepita dal soggetto colpito (Quarto Chakra) gli causa anche un senso di insicurezza in se stesso, come indica la tensione nel Primo Chakra (reni). Se non risolta, questa tensione può fargli decidere che non vale la pena vivere, come per l'insufficienza renale grave.
- Articolazioni: di solito sono colpite le piccole articolazioni (mani e piedi) con deformazioni ossee e rigidità. Anche in questo caso, la localizzazione della patologia indica una tensione nel Primo Chakra (le articolazioni) e, nel caso delle mani, al Quinto. Potremo quindi sostenere che, se la persona manifesta la patologia ai piedi, vuoi dire che il non sentirsi amata la rende insicura; quando la localizzazione è alle mani, diremo che il non sentirsi amata e l'insicurezza che ne deriva le impediscono di raggiungere e prendere ciò che si è prefissa (rigidità nelle mani).
- Apparato gastro-enterico: le patologie autoimmuni che possono colpire questo sistema indicano una tensione anche al Secondo e Terzo Chakra, secondo la localizzazione del sintomo. Il non sentirsi degna d'amore porta la persona a vivere la sua sessualità (Secondo Chakra) in modo parziale o nulla, oppure non si permette liberamente di essere se stessa (Terzo Chakra).
- Cute: indica che la tensione nel Quarto Chakra influenza anche la libertà di essere se stessa (Terzo Chakra, poiché tocca la cute); chi non si sente amato spesso cerca di essere diverso da quello che è realmente per paura di essere rifiutato. In questo modo abdica al potere di essere se stesso e la tensione si manifesta nelle diverse localizzazioni, a seconda dell'area che la persona reprime.
- Occhi: anche le patologie che toccano questi organi indicano una tensione nel Terzo Chakra, poiché gli occhi sono collegati a questo centro energetico; la persona che manifesta questo blocco non vuole vedere il conflitto con cui vive l'area delle relazioni e della percezione dell'amore, oppure nega il controllo eccessivo che utilizza per sopperire all'amore. Nel caso della neurite ottica, poiché i nervi ottici sono coinvolti, potremmo pensare anche ad una componente di Settimo Chakra: la persona non vuol vedere il papà (o l'autorità), perché non si sente amata.
- Muscoli: anche in questo caso la tensione aggiuntiva è al Terzo Chakra; vale la pena vedere l'effetto della singola patologia per comprendere meglio il messaggio.
- Sangue, vasi, polmoni e cuore: tutte le patologie che toccano questi organi ci riportano alla tensione originaria al Quarto Chakra, nella capacità di relazionarsi con le persone che ci sono più care, nel dare e darsi amore. Poiché gli effetti e la gravita delle varie malattie sono molto diversi, possiamo dire che esse evidenziano una tensione e un disagio temporaneo, fino ad arrivare a situazioni disperate.
- Sistema nervoso: anche in questo caso le manifestazioni possono avere diverse forme; la cefalea emorragica e l'emorragia subaracnoidea indicano che la persona sperimenta un senso di totale chiusura e isolamento (tensione nel Settimo Chakra) che, a sua volta, le fa perdere l'amore (emorragie: il sangue è sinonimo d'amore). Altre situazioni patologiche che denotano una chiusura del Settimo Chakra sono le meningiti asettiche e le neuropatie sensitivo-motorie.
Queste patologie, come abbiamo potuto vedere, possono colpire ogni distretto dell'organismo e - dal nostro punto di vista - indicano che il disagio di non sentirsi amati rappresenta, per chi lo prova, qualcosa di molto profondo e importante.
Consiglio energetico: chi è colpito da una forma autoimmune ha una percezione dell'amore bloccata, non si sente degno d'amore, né si considera capace di darlo; la conseguenza di questo modo di essere teso, che tanto colpisce la vita del soggetto, diventa un autoaggressione. Queste patologie indicano una tensione nel Chakra del Cuore. La persona deve quindi aprire il cuore, riconnettersi con questa energia che, per lei, è vitale. Questo significherà accettare gli altri e se stessa, permettendosi relazioni « nutrienti » e vivificanti.
Nella Meditazione dei Colori, pertanto, dovrà porre particolare attenzione al Colore Verde e ai colori degli altri chakra in cui, eventualmente, si manifesta il sintomo.

Benvenuti nel portale della Salute e del Benessere - TFR-TFM - Traslochi