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Descrizione
e cause della patologia: con il termine
cefalea si indicano tutte le sensazioni dolorose
circoscritte al capo; possono avere diversa intensità
e localizzazione, essere a carattere continuo,
intermittente oppure occasionale. La cefalea viene
considerata secondaria quando rappresenta il sintomo
di altre patologie o è conseguente a traumi
cranici; può essere anche conseguente alla
depressione.
È considerata primaria quando è
essa stessa una malattia.
La cefalea primaria si divide in emicrania, cefalea
muscolo-tensiva, cefalea a grappolo, cefalea mista
(quadro con caratteristiche delle prime due),
cefalea psicogena pura, cefalea post-traumatica
tardiva.
Le sequenze di eventi che provocano questa patologia
non sono ancora ben chiare; il dolore è
causato, in ultima analisi, dalla dilatazione
o dalla costrizione delle pareti dei vasi, con
conseguenti anomalie del flusso ematico cerebrale,
che porta a un'infiammazione neurogena e alla
stimolazione delle terminazioni nervose intracraniche.
Le ultime ricerche hanno individuato dei meccanismi
automatici, comandati dal cervello, responsabili
dell'insorgenza del dolore. La cefalea, quindi,
sarebbe un segnale di origine nervosa, una specie
di attività neuronale anomala: è
come se scattasse a vuoto un « antifurto
», lo stesso riflesso automatico che s'innesca
in caso di pericolo.
Anche se i meccanismi causali non sono ben definiti,
sono identificati molti fattori scatenanti. Gli
estrogeni sono connessi all'insorgenza della cefalea
che compare nelle donne in età fertile
nel periodo perimestruale o periovulare, nelle
terapie ormonali, e, a volte, scompare con la
menopausa. Altri fattori sono: l'insonnia, la
fame, i cambiamenti barometrici.
Nella cefalea muscolo-tensiva la causa si ravvede
in una continua e involontaria contrazione dei
muscoli del capo e del collo, dovuta a stress.
Sintomi: in generale, la sintomatologia
è rappresentata da dolore alla testa, a
volte accompagnato da disturbi visivi e vomito;
nella cefalea muscolo-tensiva si manifesta tensione
ai muscoli del capo e del collo.
Più precisamente, vediamo i sintomi delle
maggiori categorie di cefalea.
Nella cefalea muscolo-tensiva il dolore è
continuo, non pulsante, opprime la testa come
un casco stretto e si irradia ai muscoli del collo;
il sintomo è bilaterale, sordo e penetrante,
ma non tale da compromettere le attività.
Si associa a tensione psicofisica cronica e problemi
posturali. In questo tipo di cefalea vi è
uno stato di iperalgesia cranica con amplificazione
del dolore stesso: si associa a emicrania concomitante,
alterazioni dell'umore, disturbi del sonno e stati
d'ansia con continua e involontaria contrazione
dei muscoli del capo e del collo.
Nell'emicrania il dolore è pulsante e dura
da 4 a 72 ore, ha intensità moderata o
grave, è unilaterale e colpisce la fronte,
la tempia e l'occhio; si possono manifestare anche
insofferenza alla luce, agli odori e ai rumori,
nausea e vomito. Peggiora con l'attività
fisica. Nel 10-20% l'emicrania è preceduta
dall' « aura » (lampi di luce, scotomi
scintillanti ecc.). Vi possono essere sintomi
prodromici: depressione, irritabilità,
anoressia.
Nella cefalea a grappolo gli attacchi compaiono
raggruppati. Questa forma è caratterizzata
dal dolore molto intenso, grave, unilaterale,
quasi sempre localizzato nello stesso lato del
capo. Di solito è in sede periorbitaria,
sovraorbitaria e/o temporale ed è associato
almeno a uno dei seguenti sintomi: lacrimazione,
arrossamento dell'occhio, naso chiuso, sudorazione
cospicua del viso, caduta e/o edema della palpebra
e miosi, ed è centrato attorno a un occhio.
L'attacco varia da 15 minuti a 3 ore e si presenta
a cicli, può ripetersi fino a otto volte
al giorno. Gli attacchi sono raggruppati in periodi
di settimane o mesi (grappoli), separati da periodi
di remissione della durata di mesi o anni. Nella
cefalea a grappolo i fattori scatenanti sono l'alcol,
il sonno e i cambiamenti barometrici.
Decorso: secondo della tipologia
della cefalea, il suo evolversi può essere
da facilmente risolvibile a realmente invalidante.
La lettura energetica
La sintomatologia della cefalea riguarda un dolore
alla testa e, quindi, la principale indicazione
sarà una tensione a livello del Settimo
Chakra, negli aspetti del rapporto con l'autorità
o con il padre. Per avere più dettagli,
tuttavia, dobbiamo analizzare precisamente la
localizzazione del sintomo e quello che impedisce
di fare alla persona, oltre che esaminare il momento
della sua insorgenza.
Nella cefalea muscolo-tensiva la persona manifesta
un dolore continuo, che opprime la testa come
un casco stretto e si irradia ai muscoli del collo;
questo significa che esercita un eccessivo controllo
(Terzo Chakra, i muscoli) e si impedisce di esprimere
quello che è vero per lei (Quinto Chakra,
il collo) quando si trova a dover fronteggiare
l'autorità. Questo può nascere da
una relazione non risolta con il padre, o da un
senso di esclusione (Settimo Chakra, dolore al
capo).
Nelle emicranie il dolore colpisce la fronte,
la terapia e l'occhio: in questo caso la tensione
è più rivolta agli aspetti del Sesto
Chakra, lo Spirito; potremmo affermare che la
persona sta facendo qualcosa « contro »
il suo Spirito, qualcosa che non vuole vedere.
Può essere che la persona si consideri
soltanto corpo fisico, oppure si identifichi con
il ruolo che ha nella vita, piuttosto che per
ciò che è realmente. Quando il soggetto
manifesta anche insofferenza alla luce, nausea
o vomito, significa che c'è anche una tensione
a livello del Terzo Chakra, con un probabile conflitto
tra l'aspetto dello Spirito e della Personalità.
Nelle cefalee a grappolo la tensione si manifesta
prevalentemente da un solo lato ed è molto
più invalidante; se la persona manifesta
il dolore nella sua parte yang, maschile, il conflitto
sarà tra l'autorità (il padre o
Dio) e ciò che lei vuole; se il sintomo
si manifesta nella sua parte yin, femminile, il
conflitto sarà tra l'autorità e
i suoi sentimenti.
Consiglio energetico: la persona
che manifesta una cefalea vive in modo conflittuale
tutto ciò che rappresenta l'autorità.
Questo denota una tensione a livello del Settimo
Chakra. Per risolvere il conflitto dovrà
aprire questo centro energetico, riconnettersi
con l'amore del padre e rendersi conto che l'autorità
agisce anche a suo favore, per il suo bene.
Nella Meditazione dei Colori presterà particolare
attenzione al Colore Viola.
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