Epilessia - Cause, sintomi e patologia
 
 
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Epilessia
Descrizione e cause della patologia: l'epilessia è una malattia neurologica cronica, caratterizzata da crisi convulsive e/o da manifestazioni motorie, con alterazioni della sfera sensitiva e psichica; queste crisi sono recidivanti e parossistiche. Si imputa all'ipereccitabilità, o all'attività eccessiva, di un gruppo di cellule cerebrali. Quest'anomalia funzionale può essere determinata sia da lesioni organiche, o da alterazioni metaboliche, sia da cause ancora sconosciute; il risultato è paragonabile a una « scarica » elettrica, eccessiva e incontrollata.
L'epilessia ha carattere periodico e si manifesta con le cosiddette crisi epilettiche o comiziali che sono brevi, improvvise, con alterazione della coscienza e dell'attività motoria. Si deve distinguere l'epilessia idiopatica da quella sintomatica, cioè conseguente a ictus, e dalle crisi isolate, non recidivate, che si hanno per esempio a seguito di una malattia febbrile o dopo un trauma cranico. Le crisi vengono stimolate da fattori esogeni quali il rumore, la luce, il tatto.
Sintomi: dipendono dalla localizzazione e dall'entità del focolaio epilettico. Si possono avere crisi generalizzate, che si presentano con alterazioni elettroncefalografiche bilaterali, cioè che coinvolgono i due emisferi cerebrali; queste si manifestano con perdita della coscienza e fenomeni motori generalizzati. Ci sono poi le crisi parziali, che si palesano con alterazioni riferite solo a parte di un emisfero cerebrale e manifestazioni motorie limitate a uno o a pochi gruppi di muscoli in una metà del corpo. Qui l'eccesso di scarica neuronale è confinato all'interno di una regione della corteccia cerebrale.
I sintomi che accompagnano l'attacco epilettico sono piuttosto precisi.
Le crisi generalizzate provocano, già dall'insorgenza, perdita della coscienza e della funzione motoria. La sequenza di una crisi tonico-clonica generalizzata grave, anche detta Grande Male, si preannuncia con l'aura, in cui la persona percepisce delle sensazioni soggettive che costituiscono i sintomi premonitori. La crisi vera e propria inizia classicamente con un urlo e continua con perdita di coscienza e caduta a terra; lo spasmo tonico dura 10-20 secondi e poi si verificano le convulsioni cloniche per 20-30 secondi, in cui gli arti e il capo sono scossi da contrazioni violente, ritmiche e si verifica una perdita delle urine o delle feci. Alla fine dell'attacco, per alcuni minuti fino a diverse ore, vi è un periodo di sonno profondo, cefalea, confusione e ipotonia muscolare.
Esiste poi una crisi generalizzata di modeste entità, conosciuta come Piccolo Male, o crisi di assenza, più frequente nei bambini; si manifesta con perdita di coscienza per un breve periodo (10-30 secondi), durante il quale la persona interrompe il discorso e l'attività che stava facendo, e rimane con lo sguardo perso nel vuoto, e altrettanto improvvisamente la riprende, senza sintomi né consapevolezza della propria assenza. Questa forma si accompagna spesso a una deviazione degli occhi e a piccole scosse all'arto superiore o ai muscoli della testa.
Vi sono poi delle crisi parziali semplici in cui vi sono fenomeni motori sensoriali o psicomotori senza perdita di coscienza che riflettono l'area dell'encefalo colpita.
Nello stato di male epilettico, invece, le crisi si susseguono senza periodi interposti di funzionalità neurologica normale: questo stato può essere fatale e può conseguire alla sospensione troppo rapida dei farmaci anticomiziali. La confusione può essere l'unico segno clinico.
Nelle crisi parziali complesse la persona perde il contatto cosciente con l'ambiente per 1-2 minuti, con movimenti afinalistici, emettendo suoni intellegibili. La confusione può persistere per 2 minuti dopo che i movimenti sono cessati. Queste crisi originano più frequentemente dal lobo temporale, e presentano un'incidenza più elevata di alterazioni psichiatriche.
Decorso: la persona affetta da epilessia deve condurre una vita normale in tutto, compreso l'esercizio fisico, sempre sotto adeguata protezione. Le crisi comiziali possono recidivare a intervalli di anni o riproporsi dopo un periodo indefinito. Comportano, dal punto di vista fisico, un indubbio pericolo di lesioni. Esiste tuttavia una componente altrettanto importante, che riguarda l'aspetto psicologico di questa patologia: infatti, l'interruzione del rapporto con la realtà e l'impossibilità di prevedere e gestire la crisi costituiscono una grave minaccia per l'identità e la sicurezza della persona, che vive l'epilessia con senso di vergogna e di colpa e con reazioni di difesa. Inoltre, nei casi che non rispondono alla terapia, è preclusa una normale vita lavorativa e di relazione.
Un aspetto costante in alcuni tipi d'epilessia, pertanto, è che, oltre ai disturbi organici, si sovrappongono sintomi psichici, per lo più turbe caratteriali.
La lettura energetica
L'epilessia, come ogni patologia che riguarda il cervello, indica una tensione negli aspetti del Settimo Chakra: concerne quindi il rapporto con il padre o l'autorità o Dio; ha anche a che fare con il sentirsi separati, esclusi.
L'epilessia è considerata una malattia neurologica cronica, caratterizzata da crisi convulsive e alterazioni psichiche e percettive. La presunta causa fisica è data dall'eccessiva attività, o ipereccitabilità, di un gruppo di cellule cerebrali. Il risultato è paragonabile a una scarica elettrica, eccessiva e incontrollata.
Analizziamo la patologia dal punto di vista della persona che l'ha creata: vediamo la sua estrema « sensibilità » nei confronti dell'autorità, che fisicamente si traduce nell'eccessiva attività delle cellule cerebrali (Settimo Chakra); potremo dire che, piuttosto che far fronte a questo disagio, la persona con la crisi comiziale preferisce crearsi una simbolica fuga, non affrontando l'oggetto del conflitto, che può essere originariamente il padre, ma anche una madre autoritaria, e, in seguito, chiunque rappresenti l'autorità. Sappiamo che la tensione non dipende da ciò che la figura di riferimento ha fatto, ma delle decisioni che il soggetto ha preso in merito.
La malattia insorge prevalentemente in età molto giovanile e, dunque, la causa va ricercata in un blocco energetico in quest'area. Può darsi che il bambino abbia deciso di essere escluso dall'amore della persona autorevole nella sua vita, e abbia preferito « fuggire », piuttosto che affrontare questa realtà.
Considerando un attacco epilettico grave, vediamo che la persona, nonostante l'abbandono del corpo e la perdita di coscienza, che indica una grave tensione nel Primo Chakra, tenta di tenere sotto controllo il conflitto, come si vede nello svolgersi della crisi comiziale con la contrattura muscolare e le successive convulsioni; come se l'energia del Terzo Chakra, controllata in una prima fase, dovesse in qualche modo trovare sfogo. Il soggetto cerca di controllare il terrore che gli nasce dal fatto di confrontarsi con l'autorità, o dalla paura di essere escluso, ma non ce la fa e preferisce abbandonare il corpo (Primo Chakra), anche se temporaneamente.
È anche interessante vedere se la manifestazione dei sintomi avviene in modo bilaterale, o da una sola parte; in questo caso sarà chiaro se il conflitto nella persona nasce tra la percezione dell'autorità e la sua volontà, oppure tra questa e i suoi sentimenti.
La sensazione energetica che da questa malattia è che la persona che ne è affetta non solo abbia il Settimo Chakra chiuso, ma che non riceva nutrimento neanche dal Primo, come indicano i continui svenimenti; quindi, è doppiamente sola.
Il risultato di questa patologia, a parte le lesioni fisiche dovute a contusioni durante le crisi (e sarebbe interessante « leggerle » di volta in volta, secondo il vissuto della persona in quel preciso periodo della vita), porta ineluttabilmente l'individuo a sentirsi diverso, non all'altezza e, di conseguenza, non amato. In più, l'interruzione del rapporto con la realtà, l'impossibilità di prevedere e gestire la crisi costituiscono una perenne fonte d'insicurezza (tensioni nel Primo Chakra), di vergogna e di colpa (Terzo Chakra), che alimenta la tensione originaria, peggiorandola.
Questo complesso di fattori preclude al soggetto una vita normale: significa, quindi, che la persona si sente sempre più sola lontana dal mondo, inasprendo la chiusura del Settimo Chakra.
Il senso d'isolamento, ricorrente in tutte le patologie che implicano tensione nel Chakra della Corona, è qui reso più drammatico dalla manifestazione evidente nella crisi.
Consiglio energetico: la persona affetta da epilessia ha un'estrema « sensibilità » nei confronti dell'autorità e, piuttosto che affrontarla, preferisce crearsi una simbolica fuga, con la crisi comiziale. Questa malattia indica che chi la manifesta ha il Settimo Chakra chiuso e non riceve nutrimento neanche dal Primo: quindi, è doppiamente sola. È importante, dunque, che la persona riapra il Settimo Chakra, in modo da aver voglia di restare sulla Terra (Primo Chakra). Per fare ciò non basta che sia consapevole di quello che ha creato la tensione, ma bisogna che modifichi concretamente qualcosa nella realtà della sua vita in merito al rapporto con il padre (o con la madre, se è lei l'autorità).
Nella Meditazione, dei Colori presterà particolare attenzione al Colore Rosso e al Colore Viola.

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