|
Descrizione
e cause della patologia: l'ictus cerebrale
è un deficit neurologico molto grave che
si verifica improvvisamente in seguito a un disturbo
circolatorio nel cervello. L'insorgenza acuta
di questa patologia determina una brusca esclusione
di un distretto cerebrale dal flusso sanguigno,
con la conseguente sofferenza delle cellule nervose,
che non ricevono più ossigeno e perdono
la loro funzionalità.
L'ictus rappresenta statisticamente la terza causa
di morte, la seconda causa di invalidità
e la seconda causa di demenza. Come per la maggior
parte delle malattie cerebrovascolari, l'ictus
è secondario all'aterosclerosi e all'ipertensione
arteriosa. L'età (oltre i 65 anni) è
il principale fattore di rischio per l'ictus cerebrale,
mentre l'ipertensione arteriosa è il più
importante fattore di rischio modificabile, seguito
dalle malattie del cuore; vanno poi considerati
il diabete, le malattie della coagulazione, l'iperviscosità
ematica, le malformazioni dei vasi e le droghe.
Vi sono poi fattori comportamentali che favoriscono
l'ictus, quali: il fumo di sigarette, l'abuso
di alcol, la mancanza di esercizio fisico, il
sovrappeso. Vi è anche una familiarità
per queste patologie. L'ictus può essere
di due tipi:
- ictus ischemico, che rappresenta circa l'85%
dei casi; è determinato da un blocco del
flusso sanguigno per l'ostruzione acuta di un'arteria
intra o extracranica, come in una trombosi o un'embolia,
oppure da un'arterite causata da malattie del
collagene o, più raramente, da meningiti
e dalla luce. È stato messo anche in relazione
con l'uso di contraccettivi orali, di cocaina
e anfetamine. Nel caso in cui l'apporto ematico
venga ristabilito prontamente, il danno e i sintomi
scompaiono rapidamente (attacco ischemico transitorio
o TIA); se l'ischemia dura più di un'ora,
il danno tissutale diventa permanente e si ha
infarto e danni neurologici permanenti;
- ictus emorragico, che è circa il 15%
dei casi, deriva di solito dalla rottura di un
vaso aterosclerotico, esposto per lungo tempo
all'insulto dell'ipertensione arteriosa o reso
ischemico da un trombo locale. Questo può
essere causato dalla presenza di una malformazione
artero-venosa o di un aneurisma, che provoca il
sanguinamelo di un vaso all'interno del tessuto
cerebrale o tra le meningi, o da entrambe le cose.
Cause occasionali dell'ictus emorragico sono l'infarto
cerebrale, le alterazioni del sangue, le vasculiti,
l'abuso di cocaina o altre droghe. L'emorragia
intercerebrale da ipertensione è di solito
unica, gravissima, estesa e, nella maggioranza
dei casi, può essere fatale. Un ematoma
disseca, comprime e sposta le strutture cerebrali
adiacenti e, se esteso, aumenta la pressione endocranica:
questo può causare gravissime conseguenze,
che possono arrivare fino al coma e alla morte.
Sintomi: sono molto variabili
e, quindi, la prognosi è molto diversa
secondo i casi. La sintomatologia dipende dalla
sede del danno cerebrale e dalla sua estensione,
non necessariamente dall'arteria colpita.
L'ictus emorragico presenta un'insorgenza più
catastrofica o acuta rispetto all'ischemico, anche
se entrambi tendono a verificarsi improvvisamente.
La cefalea, che può precedere l'ictus,
il coma, lo stupore, l'ipertensione e le crisi
convulsive sono più frequenti nell'emorragia.
Nell'ictus ischemico in evoluzione, che di solito
è conseguente a trombosi, l'alterazione
neurologica è unilaterale con la paralisi
che inizia in un braccio e si estende progressivamente
nello stesso lato alla gamba e al volto; peggiora
senza manifestare sintomatologia dolorosa, cefalea
né febbre, a volte con periodi di stabilizzazione
della sintomatologia.
Nell'ictus acuto completo, in genere conseguente
a embolia, che è anche la forma più
frequente, i sintomi si sviluppano rapidamente
e raggiungono il massimo entro alcuni minuti.
L'ictus ischemico può esitare in quello
emorragico. I sintomi si possono aggravare, con
perdita di coscienza per l'edema cerebrale; se
peggiora, può portare all'ernia cerebrale
transtentoriale (spostamento fatale delle strutture
intracraniche).
Quando il fenomeno non è esteso, le funzioni
colpite di solito migliorano precocemente e progressivamente
nei giorni e mesi successivi.
Si hanno quadri specifici secondo l'arteria colpita.
Vediamoli. Quando l'ictus compromette l'arteria
cerebrale media si hanno: paralisi (emiplegia)
grave controlaterale, perdita di sensibilità
in metà del corpo (emianestesia) e perdita
di una regione del campo visivo (emianopsia omonima),
disturbo nell'impiego delle parole (afasia) se
colpisce l'emisfero dominante, incapacità
di effettuare un movimento organizzato a un fine
(aprassia) e/o incapacità di percepire
stimoli sensitivi (agnosia spaziale unilaterale),
se colpisce l'emisfero non dominante.
Nel caso sia colpita l'arteria carotide interna
i sintomi sono uguali, salvo segni oculari nello
stesso lato colpito.
Per l'arteria cerebrale anteriore, che è
un'evenienza rara, vi possono essere sintomi di
incontinenza urinaria; se l'occlusione è
bilaterale si ha paresi spastica e disturbi psichici
come apatia, confusione, mutismo.
Quando l'ictus tocca l'arteria cerebrale posteriore
i sintomi sono visivi (emianopsia controlaterale
omonima), emianestesia, dolore talamico spontaneo
e, se colpisce l'emisfero dominante, può
causare l'incapacità di comprendere il
linguaggio scritto (alessia).
Per il sistema vertebro-basilare si avranno segni
cerebellari (equilibrio), corticospinali, sensitivi
e di danno dei nervi cranici; se si occlude l'arteria
basilare si hanno: paralisi dei muscoli oculomotori
(oftalmoplegia), anomalie pupillari, paralisi
ai quattro arti e del tronco (tetraplegia) e modificazioni
dello stato di coscienza, segni pseudobulbari,
come il disturbo dell'articolazione della parola
(disartria), difficoltà di deglutazione
(disfagia) e instabilità emozionale. In
questo caso spesso si verifica la morte del soggetto.
Nell'emorragia, come si diceva sopra, i sintomi
sono improvvisi con cefalea, deficit neurologici
rapidamente ingravescenti; se l'emorragia è
diffusa produce emiparesi, se è posteriore
da lesioni cerebellari e deficit del tronco encefalico
(deviazione coniugata degli occhi e oftalmoplegia,
respiro stertoroso, pupille puntiformi, coma).
È comune la perdita di coscienza e può
manifestarsi in pochi minuti o completarsi gradualmente.
Vi è nausea, vomito, confusione, crisi
epilettiche focali e generalizzate. Se l'emorragia
è piccola i sintomi sono simili a quelli
delle lesioni ischemiche.
Decorso: l'ictus insorge a qualsiasi
età, anche se è più frequente
dopo i cinquantanni. Durante i primi giorni che
seguono una lesione ischemica non è possibile
fare previsioni sul decorso e nemmeno sulle probabilità
di sopravvivenza. Il 20% delle persone colpite
da ictus, infatti, decede in ospedale e un altro
10% entro l'anno. Per le restanti, la metà
presenta un'invalidità permanente, mentre
il restante 50% migliora significativamente prima
della dimissione. La mortalità aumenta
con l'età; l'entità del recupero
finale dipende anch'essa dall'età e dalle
condizioni generali del soggetto, dalla sede ed
estensione della lesione. Quanto prima inizia
la remissione tanto migliore sarà la prognosi.
L'infarto cerebrale recidiva con una certa frequenza,
peggiorando l'inabilità neurologica del
soggetto. Nell'emorragia, se estesa, oltre il
50% dei soggetti muore nei primi giorni, mentre
negli altri si ha un miglioramento progressivo,
che lascia un certo grado d'invalidità.
In generale coloro che sopravvivono a un'emorragia
acuta talvolta recuperano in modo sorprendente,
perché rispetto all'ischemia l'emorragia
distrugge meno il tessuto cerebrale.
La lettura energetica
L'ictus cerebrale è una grave patologia
che riguarda il cervello e, quindi, denota una
forte tensione a livello del Settimo Chakra, negli
aspetti del rapporto con il padre, con l'autorità
e con Dio. Poiché la patologia è
originata, a livello fisico, da un disturbo circolatorio
nel distretto cerebrale, dovremo considerare anche
gli aspetti precipui del Quarto Chakra, cioè
della percezione dell'amore e della sfera delle
relazioni.
La denominazione inglese della malattia, stroke
- che significa « colpo » - indica
che la persona ha subito un colpo improvviso e
violento nelle aree menzionate sopra, al quale
ha reagito in modo estremamente violento. Bisognerà,
pertanto, analizzare che cosa si è verificato,
in modo improvviso e drammatico, nella vita della
persona nel momento in cui si è manifestato
il sintomo; vista l'età dei soggetti, dovrà
essere qualcosa che riguarda il rapporto con l'autorità,
con Dio o il senso di connessione in generale,
anche se la genesi può risalire al rapporto
paterno. La persona che manifesta un ictus cerebrale
dimostra di vivere una situazione di assoluto
isolamento (chiusura del Settimo Chakra, il cervello),
determinato da un problema di percezione dell'amore:
infatti, il danno è provocato dalla mancata
ossigenazione del distretto (non arriva amore;
tensione nel Quarto Chakra, nell'aspetto dell'emorragia
o dell'ostrusione dell'arteria). Tutto questo
avviene perché c'è stato un evento
scatenante, vista l'insorgenza repentina e molto
forte. La persona potrebbe avere la sensazione
di non essere stata amata dal padre e riproporre
lo schema con chi, successivamente, ne riveste
il ruolo; oppure le sembra di non essere compresa
dall'autorità, per esempio per qualche
problema grave con un superiore, o ancora di essere
stata dimenticata da Dio.
Per quest'ultima ipotesi un lutto improvviso,
un abbandono o un tracollo possono generare la
tensione a livello del Settimo Chakra: il soggetto
si sente abbandonato da Dio, che ha permesso l'evento
per lui nefasto, e questo provoca il senso di
solitudine assoluta che è la mancanza di
connessione con il Tutto.
Dal punto di vista fisico, tutti i principali
fattori di rischio identificati denotano una tensione
nella percezione dell'amore: l'ipertensione arteriosa,
la fibrillazione atriale, l'infarto, le malattie
della coagulazione e le malformazioni dei vasi
indicano qualche sofferenza a livello del Quarto
Chakra.
Anche il diabete indica che la persona ha difficoltà
a essere avvicinata con amore.
Nel caso dell'ictus ischemico, il processo di
tensione a livello del Quarto Chakra indica che
il flusso dell'amore è interrotto bruscamente,
non scorre e porta alla chiusura a livello del
Settimo Chakra, con l'ictus, appunto, e alla sensazione
di separazione che lo contraddistingue. E interessante
notare che, se l'apporto ematico (di amore) viene
ristabilito prontamente, i sintomi scompaiono
con rapidità; al contrario, se l'ischemia
dura più di un'ora, i danni restano permanenti.
Significa dunque che per la persona è vitale
questo flusso che si è interrotto.
Anche nell'eziologia emorragica la sofferenza
nella percezione dell'amore è presente,
ma è più dirompente, manifestandosi
con l'emorragia cerebrale; diremo che la persona
era sotto pressione da tempo (ipertensione) perché
non si sentiva amata dal padre (o da chi le rappresenta,
o da Dio); in seguito a un fatto scatenante questa
pressione è diventata inarrestabile e il
flusso non è più stato contenuto:
ecco l'emorragia cerebrale. Le cause fisiche possono
anche essere una malformazione atero-venosa, e
questo fa risalire la decisione di non essere
amati molto lontano nel tempo, oppure un aneurisma,
che indica qualcosa di trattenuto e non espresso
proprio nell'area della percezione dell'amore
del padre, dell'autorità o di Dio.
Analizziamo poi i sintomi che possono accompagnare
l'episodio di ictus: la cefalea indica tensione
nel Settimo Chakra. La paralisi e la perdita di
sensibilità, che di solito colpiscono metà
del corpo, suggeriscono che la persona ha deciso
di immobilizzarsi nella sua parte emozionale,
sentimentale (lato yin), o in quella volitiva,
attiva (lato yang). Per esempio, se si paralizza
nella gamba yin (Primo Chakra), significa che
il soggetto si sente affettivamente insicuro nei
confronti dell'autorità; se la paresi tocca
anche il braccio yin (Quinto Chakra) significa
che si impedisce di esprimere e avere ciò
che lo rende felice, perché non osa farlo
in rapporto all'autorità. Quando l'emiparesi
tocca anche la metà del viso yin, la tensione
implica che quello che accade tocca la parte più
profonda della persona, cioè il suo Spirito
(il trigemino collegato al Sesto Chakra) come
se avesse ricevuto uno schiaffo. La perdita di
una parte del campo visivo indica che la persona
non vuole assolutamente vedere ciò che
la turba.
Il fenomeno dell'afasia, ovvero il disturbo nell'impiego
delle parole, denota una tensione a livello del
Quinto Chakra, cioè la persona si impedisce
di esprimere ciò che è vero per
lei, o di far entrare l'amore, sempre in rapporto
al padre o all'autorità.
Nel caso si vendicasse incontinenza durante l'episodio
di ictus, significa che il soggetto si sente talmente
minacciato dall'autorità che ha un rilascio
a livello del Primo Chakra. Infine, l'interrompere
totalmente l'energia a livello del Primo Chakra,
con la perdita di coscienza e il coma, indica
che la tensione che la persona sta vivendo la
porta a scegliere di andarsene piuttosto che continuare
a sopportarla.
L'esito dell'ictus è spesso letale. Gran
parte dei soggetti che sopravvivono resta con
un'invalidità permanente. E evidente che,
come per altre patologie in questo capitolo, il
risolvere la tensione sottesa al sintomo e vitale
per la persona; se non lo fa, o muore, o si paralizza
(nei sentimenti o nella volontà), vivendo
una vita « parziale ». È quindi
importante che abbia coscienza di essere nuovamente
amata e accettata dal padre, oppure che si riconnetta
con l'energia di Dio, sentendosi accolta.
Consiglio energetico: la persona
che manifesta un ictus cerebrale ha subito un
colpo improvviso e grave nell'area della percezione
dell'amore da parte dell'autorità (o da
Dio); questo porta a vivere una situazione di
assoluto isolamento, determinata da un problema
di percezione dell'amore, come indica la chiusura
del Settimo e del Quarto Chakra.
È veramente importante, dunque, che la
persona si riapra all'amore del padre, dell'autorità,
o di Dio. In questo modo tornerà a sentirsi
parte del Tutto e, quindi, non più isolata.
Per farlo non basta che sia consapevole di ciò
che ha creato la tensione, ma che modifichi concretamente
qualcosa nella realtà della sua vita in
merito a questi aspetti.
Nella Meditazione dei Colori presterà particolare
attenzione al Colore Verde e al Colore Viola.
|