Morbo di Parkinson - Cause, sintomi e patologia
 
 
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Morbo di Parkinson
Descrizione della patologia: il Morbo di Parkinson è una patologia cronica e degenerativa del sistema nervoso, lentamente evolutiva; è causata da una progressiva perdita di cellule nervose in una zona ristretta dell'encefalo, la sostanza nera mesencefalica. Ne consegue una carenza di dopamina, una sostanza che esse producono e che è fondamentale per la trasmissione degli impulsi nervosi. La patologia si manifesta con tre segni caratteristici: il tremore a riposo, la rigidità nelle parti distali degli arti e la lentezza dei movimenti. Nelle fasi più avanzate si verifica una perdita dell'equilibrio per instabilità posturale.
Nel Morbo di Parkinson idiopatico o primitivo, che costituisce l'80% dei casi, la causa è sconosciuta. In questo caso la malattia inizia dopo i quarant’anni, aumentando di incidenza con l'età. Il restante 20% è costituito dagli esiti di malattie degenerative idiopatiche, come le degenerazioni spino-cerebellari, o da manifestazioni secondarie di altri processi morbosi, come encefaliti, idrocefalo, tumori, lesioni ischemiche, ematomi subdurali. Può anche essere determinata da tossine esogene che colpiscono i nuclei della base.
Sintomi: nel 50-80% dei soggetti la malattia esordisce in modo insidioso, con tremore a riposo di una mano, che diminuisce con il movimento, scompare nel sonno, e aumenta negli stati d'ansia; sono colpite, nell'ordine: mani, braccia e gambe. Possono essere coinvolte la mandibola, la lingua, la fronte e le palpebre. Vi è rigidità generalizzata, ovvero un aumento del tono muscolare distribuito pressoché uniformemente a tutti i muscoli: alcune persone presentano soltanto questo aspetto. La rigidità evolve e i movimenti rallentano (bradicinesia), diminuiscono (ipocinesia) e risultano difficili da iniziare (acinesia). Tali fenomeni possono causare dolore muscolare e fatica persistente. La faccia diventa amimica (simile a una maschera), vi è rarità dell'ammiccamento e sguardo fisso.
L'atteggiamento tipico della persona affetta da Parkinson consiste nel capo leggermente flesso sul collo, il tronco incurvato in avanti, gli arti superiori addotti e in leggera flessione, non ondeggianti, il viso amimico. Si osserva anche la scarsità, o l'assenza, di tutti i movimenti involontari. L'andatura è a piccoli passi, con gambe e tronco semiflessi, e può diventare improvvisamente rapida perché la persona comincia a correre per non cadere (festinazione). La perdita del controllo della postura provoca la tendenza alla caduta in avanti o all'indietro quando vi è un lieve spostamento dal baricentro. La voce diventa bassa e spesso si accompagna a disartria tipica, monotona, balbettante. La demenza si può manifestare nel 50% dei pazienti ed è frequente anche la depressione.
Decorso: l'età media di insorgenza del Parkinson sono i cinquantasette anni, ma può esordire anche nell'infanzia o nell'adolescenza (parkinsonismo giovanile).
I farmaci non sono in grado di arrestare l'aggravarsi naturale della malattia. Dopo 2-5 anni di trattamento più del 50% dei pazienti inizia a presentare fluttuazioni nella risposta (risposta on-off): diminuisce il miglioramento conseguente all'assunzione del farmaco con passaggi bruschi dalla acinesia all'iperattività incontrollata.
La lettura energetica
II Morbo di Parkinson tocca il sistema nervoso e mostra che il soggetto ha un blocco del Settimo Chakra.
Ciò significa che ha un conflitto irrisolto con l'autorità, o con chi la rappresenta, e il risultato è che si sente sempre osteggiato. Di conseguenza, vive un senso di profondo isolamento; tuttavia, come vedremo, questo non è l'unico fattore caratterizzante di questa patologia. Il conflitto con l'autorità può risalire a un rapporto non risolto con il padre o con chi ha rappresentato l'autorità nella vita della persona, oppure avere una genesi più recente.
È una malattia cronica e degenerativa, e ciò indica una tensione presente già da lungo tempo, che va peggiorando. Il risultato a livello fisico è che la trasmissione degli impulsi nervosi viene compromessa. La patologia è caratterizzata dalla presenza di tremore, dalla rigidità degli arti e dalla lentezza nei movimenti. Da un punto di vista energetico potremo dire che la persona non si permette di essere se stessa ed esercita un controllo estremo, come si deduce dall'ipertonia muscolare in tutto il corpo; e indice di tensione anche al Terzo Chakra, poiché coinvolge il sistema muscolare. Questa decisione è presa in funzione del rapporto che la persona ha con l'autorità.
II tremore poi, che scompare nel sonno e aumenta negli stati d'ansia, indica che la persona ha una forte energia che vorrebbe manifestarsi, nonostante il controllo; il sintomo scompare quando il soggetto dorme, perché la mente non esercita la sua supervisione e, quindi, non c'è tensione.
La rigidità negli arti inferiori e la lentezza nell'incedere indica insicurezza (Primo Chakra), mentre negli arti superiori manifesta la difficoltà a esprimere la propria verità e a raggiungere gli obiettivi (Quinto Chakra).
La persona affetta da questa patologia sembra curva, insicura sui suoi passi e, da un punto di vista energetico, non si regge in piedi al cospetto dell'autorità, come indica la tensione nel Primo Chakra, con la compromissione degli arti inferiori nella camminata a piccoli passi. Cerca disperatamente di essere qualcosa di diverso da quello che e per compiacere l'autorità. Per farlo, il soggetto esercita un controllo esasperato su tutto, ma a volte sembra che l'energia interiore trascenda il controllo e la persona si mette a correre per non cadere.
L'ipercontrollo si nota negli arti superiori addotti e flessi, un atteggiamento che sembra dichiarare: « M'impedisco di prendere ciò che voglio e desidero » (tensione nel Quinto Chakra).
Consiglio energetico: chi ha il Morbo di Parkinson manifesta un conflitto non risolto con l'autorità, o con chi la rappresenta, e il risultato è che si sente sempre osteggiato; di conseguenza non si permette di essere se stesso. Questa patologia indica una forte tensione a livello del Settimo Chakra e del Terzo. Deve rinunciare alla corazza che si è creata e che le conferisce rigidità (non soltanto fisica); deve riaprire la comunicazione con il padre (o ripristinare il rapporto con l'autorità, o sentirsi amata da Dio), riconnettendosi con l'energia che prima rifiutava. Una volta sbloccato questo flusso, le sarà più facile essere se stessa anche di fronte all'autorità, con i propri pregi e difetti, senza più costringersi a essere qualcosa di diverso.
Nella Meditazione dei Colori presterà maggior attenzione al Colore Viola e al Colore Giallo.

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