Alimentazione nella dieta a zona
 
 
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Per mettere in pratica la Zona italiana si devono seguire due regole principali:
ogni pasto e ogni spuntino devono sempre essere costituiti da tutti i tre macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) nelle giuste proporzioni; tra un pasto e l'altro non devono passare più di cinque ore; se ne trascorrono di più, si deve consumare uno spuntino nell'intervallo.
La prima regola è una grande novità dietetica. Con la Zona italiana le calorie non hanno molto valore: è assai più importante la risposta ormonale al cibo. Proprio per questo motivo non serve calcolare globalmente l'introito alimentare giornaliero, ma bisogna mangiare in modo che ogni pasto o spuntino creino l'ambiente ormonale adatto per raggiungere gli obiettivi del metodo. In pratica ogni pasto fa a sé, per cui, se si dovesse sbagliare nella sua composizione, pazienza: si ricomincia dal pasto o dallo spuntino successivo ad applicare correttamente il metodo. Il «danno» è limitato alle ore successive all'errore, in cui la situazione ormonale non è quella ricercata.
Per applicare questa regola bisogna inizialmente orientarsi in modo da individuare quali sono i carboidrati, le proteine e i grassi; ma non è un grosso problema, perché anche chi non ha già conoscenze in materia arriva ben presto a destreggiarsi consultando le tabelle degli alimenti.
Bisogna quindi sapere quali sono le giuste proporzioni. Sono il 40 per cento di carboidrati, il 30 per cento di proteine e il 30 per cento di grassi. Infatti la Zona è conosciuta come metodo 40/30/30 per le sue caratteristiche proporzioni tra i macronutrienti.
La seconda regola trova fondamento nel fatto che il controllo ormonale risulta tanto più preciso quanto più il cibo viene distribuito uniformemente nella giornata. Tuttavia non si devono ribaltare né l'organizzazione personale, né le consuetudini che tutti seguiamo. Se i pasti sono troppo distanti tra loro, è sufficiente fare uno spuntino per mantenere l'organismo nelle migliori condizioni. Un pasto da un controllo metabolico variabile tra le quattro e le sei ore, per cui i principianti, che all'inizio non hanno esperienza nel riconoscere i segnali che l'organismo manda in conseguenza a un pasto, possono fare riferimento alle cinque ore. In seguito, presa dimestichezza poiché hanno imparato a capire le personali risposte al cibo, potranno mangiare senza avere bisogno di guardare l'orologio. Le sensazioni che presagiscono una probabile necessità di mangiare sono legate all'ipoglicemia, cioè a uno scarso livello di zuccheri nel sangue, e sono: fame, irritazione, nervosismo, vuoto mentale, caduta di rendimento, sbadigli, tremori. Basta mangiare e tutto passa.
I pasti e gli spuntini in Zona non devono essere fatti per forza a orari rigidi: una certa flessibilità è permessa. È possibile anche variare gli orari nella giornata.
Per la Zona quindi il digiuno è una pessima condizione per le risposte ormonali negative che induce. Anzi, proprio per assistere ormonalmente l'organismo anche mentre dorme, è necessario fare uno spuntino un quarto d'ora o mezz'ora prima di coricarsi, da evitare solo se si è cenato tardi e si va a dormire entro due ore dalla cena. Lo spuntino fornisce un'«autonomia» di due ore-due ore e mezzo. Se si ragiona in termini di calorie, si può essere tentati di non dare allo spuntino tutta l'importanza che merita. Anzi, se si è intenzionati a dimagrire, si è portati a pensare che «meno mangio e più velocemente raggiungo l'obiettivo». Ma l'organismo, che è una macchina metabolica, risponde ormonalmente a ciò che si mangia e non si mangia. Pertanto prendere la consuetudine di saltare gli spuntini e di lasciar passare molte ore senza mangiare impedisce di controllare l'organismo proprio in quegli aspetti che servono al dimagrimento reale, cioè alla perdita del grasso. Ciò che si ottiene è unicamente un disagio, magari non avvertibile al momento, ma che si scatena nel pasto successivo, al quale si arriva con una fame difficile da controllare. E se invece capita di saltare uno spuntino per motivi fortuiti, che cosa succede? Nulla. Semplicemente nelle due ore successive non si è in Zona, ma è un danno limitato. L'importante è non farne una regola. A volte nei primi giorni può succedere un certo disagio, causato dal cambiamento di abitudini, ma se si applica correttamente il metodo non si deve sentire fame. Se ciò avviene significa che si è fatto un pasto ormonalmente scorretto, e pertanto vanno apportate le modifiche per la messa a punto del metodo secondo le proprie individuali caratteristiche. Non bisogna però confondere la fame con la gola, poiché l'abbondanza di cibo a disposizione e le abitudini alimentari pregresse hanno condizionato l'organismo a risposte ormonali anomale, non corrispondenti a vere necessità fisiologiche. Dopo i primi giorni di pratica, ciò non è più un problema.
RIASSUMENDO
Nella Zona italiana si devono seguire le seguenti regole:
- ogni pasto e spuntino deve sempre essere costituito da tutti i tre macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) nelle giuste proporzioni
- tra un pasto e l'altro non devono passare più di cinque ore; se ne trascorrono di più, si deve consumare uno spuntino nell'intervallo
- lo spuntino va fatto anche se non si ha fame
- prima di coricarsi occorre uno spuntino. Si può evitare solo nel caso di una cena tardiva
se si sbaglia un pasto o uno spuntino, si ricomincia in quello successivo, pasto o spuntino che sia, a mangiare in Zona

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