Dieta a zona - Il calcolo dei blocchi giornalieri
 
 
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Il calcolo dei blocchi giornalieri
Poiché siamo tutti diversi l'uno dall'altro, necessitiamo ognuno di un quantitativo di cibo particolare, che va determinato con precisione. In genere, pensando alle calorie, si fa dipendere questa quota dagli obiettivi personali che ci si prefigge. Se si vuole dimagrire bisogna mangiare di meno; per ingrassare si deve mangiare di più e via di questo passo. Per la Zona italiana tutto ciò non ha senso, perché essa parte da un presupposto completamente diverso, in cui non conta l'obiettivo, ma le proprie necessità fisiologiche, indipendentemente dal motivo che spinge una persona a cambiare tipo di alimentazione. Queste necessità dipendono dalla massa magra di ciascuno e dall'attività fisica che si svolge. Che cos'è la massa magra? In un organismo è tutto ciò che rimane quando si toglie il grasso. Si tratta quindi di muscoli, ossa, organi, sangue, sistema immunitario eccetera. Insomma, tutti i tessuti fisiologici che potremmo definire nobili, perché servono alla funzionalità organica. Per la verità serve anche un po' di grasso, per stare bene, ma non bisogna averne troppo.
Questo tipo di impostazione permette di fornire a un organismo tutto ciò che gli serve per il metabolismo e per la sua attività senza carenze né eccessi.
Il numero dei blocchi giornalieri va rispettato: non si deve mangiare di più né di meno. Infatti nel primo caso si darebbe all'organismo più di quanto gli serve; nel secondo non si fornirebbero i materiali necessari al suo corretto funzionamento. In casi particolari, come malattie o indisposizioni in cui non si riesce a mangiare, si può derogare temporaneamente a questa indicazione, che però va ripristinata al più presto per consentire all'organismo di riprendersi più velocemente. Il numero dei blocchi va aggiornato ogni tanto, specialmente se, come è auspicabile, si fa attività fisica. Può capitare infatti che dopo un periodo di Zona aumenti la massa magra, e quindi bisogna rendersene conto riverificando il numero dei blocchi. Analoga attenzione serve se si cambia l'intensità dell'attività fisica, sia nel caso se ne faccia di più, sia nel caso se ne faccia di meno. L'aumento della massa magra è generalmente ben accolto dai maschi, che leggono in questa affermazione un gradito aumento della massa muscolare; può invece fare storcere il naso alle donne, che in genere preferiscono non essere muscolose. Non c'è da preoccuparsi, poiché si tratta di un aumento difficilmente percepibile dal punto di vista visivo; diventa invece più evidente sulla bilancia, che può continuare a segnare lo stesso peso anche se i soggetti si sentono «diversi» perché in effetti sono dimagriti. Si diventa quindi più tonici e sicuramente più in salute perché, per esempio, si irrobustisce anche il sistema immunitario. Il calcolo dei blocchi giornalieri potrebbe indicare per qualcuno un fabbisogno inferiore a 11 per le donne e a 13 per gli uomini. In genere, salvo casi particolari, anche queste persone devono portare il loro numero di blocchi a 11 e a 13.
Distribuzione dei blocchi nella giornata
La distribuzione dei blocchi non deve essere necessariamente sempre la stessa. Si può organizzare secondo la propria necessità. Il riferimento a un esempio renderà la spiegazione molto più semplice. Supponiamo di riferirci a una donna che deve mangiare 11 blocchi al giorno. Si procede in questo modo:
- Si parte dall'orario della colazione, per esempio le 7.30.
- Si individua l’ora del pranzo, per esempio le 13.
- Ci si chiede se tra colazione e pranzo passano più di cinque ore.
In questo caso sì: occorre allora effettuare uno spuntino nella mattinata. Vedremo poi a che ora.
- Si individua l'ora della cena, per esempio le 19.30. Naturalmente, in questo caso, passano più di cinque ore tra pranzo e cena, per cui si deve mangiare uno spuntino nel pomeriggio.
- Si effettua l'ultimo spuntino poco prima di andare a dormire (quindici-trenta minuti).
A questo punto mancano due particolari: l'ora degli spuntini e il numero dei blocchi a ogni pasto e spuntino.
Le merende sono in genere costituite da 1 solo blocco che dà un'autonomia ormonale di circa due ore - due ore e mezzo. Per cui gli spuntini sono da programmare in base all'orario del pasto successivo. Nel nostro esempio, va bene qualsiasi ora compresa tra le 10.30 e le 11 per il mattino e tra le 17 e le 17.30 per lo spuntino pomeridiano. Vediamo ora quanti blocchi abbiamo utilizzato con gli spuntini e quanti ne sono rimasti per la colazione e i pasti: dagli 11 blocchi giornalieri ne togliamo 3 per gli spuntini. Ne rimangono 8 da distribuire tra colazione, pranzo e cena.
Un'ipotesi potrebbe essere la seguente:
- 2 blocchi a colazione
- 3 a pranzo
- 3 a cena
Ricapitolando l'esempio:
ore 7.30 colazione 2 blocchi
ore 11 spuntino 1 blocco
ore 13 pranzo 3 blocchi
ore 17 spuntino 1 blocco
ore 19.30 cena 3 blocchi
ore 23 spuntino 1 blocco
Totale: 11 blocchi
Si possono formulare altre distribuzioni di blocchi: cambiare gli orari, il numero di volte in cui si mangia, il numero di blocchi nei pasti eccetera, ma bisogna tenere presente che la colazione deve essere un pasto, e pertanto non può scendere sotto i 2 blocchi, salvo poche eccezioni. Nei casi in cui si rende necessario per esigenze lavorative, per problemi digestivi, per particolari obiettivi, per comodità o per piacere, si possono distribuire i blocchi in più frazioni, tenendo conto dell'autonomia che danno 1 blocco (due ore-due ore e mezzo) e 2 blocchi (quattro ore-quattro ore e mezzo).
Se la persona dell'esempio precedente in qualche occasione si deve alzare molto presto la mattina, può comportarsi così:
ore 4 - 1 blocco
ore 6.30 - 2 blocchi
ore 10.30 - 1 blocco
ore 13 - 3 blocchi
ore 17-18 - 1 blocco
ore 19.30 - 3 blocchi
In questo caso non è necessario fare lo spuntino serale, perché la persona andrà a dormire presto. Infatti, si ricorda che lo spuntino serale va sempre fatto, tranne nei casi in cui ci si corichi entro due ore dalla cena.
Se una persona facesse, per esempio, turni lavorativi di notte, deve comportarsi adeguatamente, e cioè mangiare di notte i blocchi che non usa durante l'inevitabile sonno diurno.
Un'ipotesi, riferita questa volta a un uomo che deve mangiare 14 blocchi, potrebbe quindi essere:
ore 7 colazione prima di andare a dormire dopo il turno notturno 2 blocchi
ore 14.30 pranzo 4 blocchi
ore 18-18.30 spuntino 1 blocco
ore 20 cena 4 blocchi
ore 1 spuntino 1 blocco
ore 3 spuntino 2 blocchi
Chi ha giornate particolarmente intense, a volte può trovare difficoltà persino a fermarsi per un pasto. Per applicare la Zona basta organizzarsi. Infatti si può cominciare con una buona colazione e poi proseguire nella giornata facendo spuntini debitamente intervallati. Ecco l'esempio di un uomo che in un giorno necessita di 15 blocchi:
ore 7 colazione 5 blocchi
ore 12 spuntino 2 blocchi
ore 16 spuntino 2 blocchi
ore 20 cena 5 blocchi
ore 23.30 spuntino 1 blocco
RIASSUMENDO
- Inizialmente è meglio pesare gli alimenti per acquisire un «occhio» affidabile
- Uno spuntino deve corrispondere almeno a 1 blocco
- La massima autonomia dal cibo di 1 blocco è di circa 2-2,5 ore
- La massima autonomia dal cibo di 2 blocchi è di circa 4-4,5 ore
- Non si possono mangiare più di 6 blocchi a pasto
- In una giornata vanno consumati tutti i blocchi stabiliti come fabbisogno giornaliero: non se ne possono mangiare di meno, ma neppure di più
- Non c'è l'obbligo di mantenere sempre gli stessi orari dei pasti
- Se necessario, è possibile frazionare i pasti in più spuntini debitamente intervallati

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