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La fame è una sensazione che l'organismo
utilizza per segnalare la necessità di
cibo. In particolare si manifesta quando nel nostro
sangue ci sono pochi zuccheri, cioè quando
un individuo si trova in una condizione chiamata
ipoglicemia. È una situazione di emergenza,
in cui il cervello soffre perché non ha
sufficienti elementi per funzionare e allora segnala
all'organismo che è ora di mangiare per
risollevare il livello degli zuccheri. Naturalmente
la necessità è impellente, per cui
i cibi più ambiti sono quelli che entrano
in circolo velocemente, cioè i carboidrati
ad alto indice glicemico. A volte possono bastare
le caramelle, un cioccolatino, dei cracker, un
caffè zuccherato; molto spesso si arriva
ai dolci, a un biscotto, a un pezzo di pizza o
di focaccia eccetera. In tutti i casi si assumono
alimenti che risollevano repentinamente gli zuccheri
nel sangue, per cui la situazione, almeno temporaneamente,
è risolta. Purtroppo però, dopo
poco tempo, si ripresenta la stessa necessità.
Si parla allora di fame nervosa perché
sembra impossibile che si debba ancora mangiare
o prendere qualcosa. In più, la fame è
accompagnata da irritazione, nervosismo, vuoto
mentale, caduta di rendimento, sbadigli, tremori,
eccetera. Sono fenomeni che si presentano tutti
insieme o distintamente, e che scompaiono con
l'assunzione del cibo. In realtà, anche
se si tratta di manifestazioni diverse, tutte
hanno un denominatore comune: l'ipoglicemia.
Quando gli zuccheri nel sangue sono troppo bassi,
l'imperativo è: mangiare. Il ripetersi
di questo stato di cose rende prigionieri di una
spirale che obbliga alla dipendenza dal cibo,
e in particolare dai carboidrati. Questo discorso
non è valido solo per i cracker, i biscotti
e la pizza, ma pure per il caffè, anche
se amaro, perché i cataboliti della caffeina
rialzano la glicemia.
Che cosa succede nel nostro organismo? Quando
mangiamo molto, ma soprattutto molti carboidrati,
la glicemia si alza e il pancreas secerne tanta
più insulina quanti più zuccheri
si sono mangiati. Più questi zuccheri sono
a indice e carico glicemico alti, più il
livello d'insulina sale per abbassare velocemente
la glicemia che però, in questo modo, arriva
a scendere sotto i livelli di normalità
e provoca nuovamente la sensazione di fame.
Si assiste quindi a questo paradosso: nonostante
si siano mangiati molti zuccheri, in tempi brevi
ci si ritrova con pochissimi zuccheri nel sangue,
ma con più grasso nelle cellule adipose.
Infatti la parte di zuccheri che non viene utilizzata
per costituire le riserve di glicogeno viene immagazzinata
in grasso.
La dieta mediterranea, che è basata su
un prevalente consumo di carboidrati ad alto carico
glicemico, tende a incrementare il senso di fame.
Per liberarsi da questa dipendenza è sufficiente
seguire le indicazioni della Zona italiana che,
consentendo un buon controllo insulinico, mette
nelle migliori condizioni per controllare la fame.
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