Come scegliere i cibi nella dieta a zona
 
 
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Come scegliere i cibi
Nella Zona sono consentiti tutti i cibi, che vanno però conosciuti e valutati per attuare le scelte più opportune per la salute e per limitare l'assunzione di quelli che possono danneggiarla, specie se ingeriti in eccesso. Tra gli alimenti alcuni sono privilegiati, per esempio, per l'azione favorevole sull'insulina, altri per il limitato contenuto di grassi saturi, altri ancora per la preponderanza di grassi monoinsaturi, altri invece si consigliano perché contengono preziosi componenti che la Zona caldeggia, come gli Omega 3.1 cibi sfavorevoli non sono proibiti, ma vanno usati con attenzione e non come scelta preferenziale. Nel caso si utilizzassero, è meglio non comporre tutto un pasto con fonti sfavorevoli, ma combinare le associazioni in modo più equilibrato. I carboidrati sfavorevoli, in particolare, creano una sorta di dipendenza, per cui più se ne mangia, più se ne mangerebbe: per liberarsi da questa fame da carboidrati l'unico modo è scegliere i favorevoli.
Di seguito sono indicate le fonti migliori, distinguendo i cibi in base alla preponderanza del macronutriente maggiormente presente, cioè: carboidrati, proteine e grassi.
Carboidrati favorevoli sono:
- albicocche, amarene, arance, ciliegie, clementine, fragole, kiwi, lamponi, limoni, mandaranci, mandarini, melagrane, mele, meloni, mirtilli, nespole, pere, pesche, pompelmo, prugne, ribes eccetera.
- asparagi, biete, broccoli, carciofi, cardi, carote, cavolfiore, cavoli, ceci, cetrioli, cicoria, cipolle, crescione, fagioli, fagiolini, fave, finocchi, foglie di rapa, funghi, insalate, lenticchie, lupini, melanzane, peperoni, pomodori, porri, radicchio, rape, ravanelli, rucola, sedano, sedano rapa, spinaci, topinambur, tartufo, verza, zucchine eccetera.
- avena, orzo, segale.
Cibi privilegiati, o quasi, tra le proteine sono:
- tutto il pesce, specialmente quello ricco di Omega 3, come acciughe, aringhe, cefalo, coregone, salmone, sardina sott'olio, sgombro, tonno fresco. Ma anche: boga, branzino, calamari, cernia, cozze, dentice, gamberi, granchio, halibut, luccio, merluzzo fresco o stoccafisso o baccalà, mormora, orata, palombo, pesce persico, pesce spada, polpo, seppie, triglia, trota, vongole eccetera.
- carni magre di pollo, tacchino, struzzo, selvaggina, vitello magro. Ma anche: coniglio, tagli magri di bovino, di cavallo e di maiale eccetera.
- affettati magri come la bresaola, la mocetta, il tacchino. Ma anche: prosciutti e speck, senza il grasso visibile
- albume d'uovo
- i formaggi con meno del 20 per cento di grassi come feta, fiocchi di formaggio, mozzarella ricotta eccetera. Ma anche: fontina, grana, groviera, parmigiano, provolone, scamorza, taleggio eccetera
- soia e cibi derivati dalla soia
Grassi privilegiati, o quasi, sono:
- olio extravergine d'oliva, specie se spremuto a freddo con acidità inferiore a 0,3. Ma anche olio d'oliva, di arachidi e di sesamo
- olive, anacardi, arachidi, avocado, mandorle, pinoli, pistacchi eccetera
- Omega 3 (olio di pesce) distillato e concentrato, meglio se liquido
Tra le verdure, le alternative sono moltissime, resta solo l'imbarazzo della scelta che può ricadere su più verdure, anche in un solo pasto. I legumi sono elencati tra i carboidrati perché la quota di proteine presenti non da un contributo significativo sulla secrezione del glucagone. Infatti la loro assimilazione risente della fibra presente in abbondanza che ostacola l'assorbimento delle proteine. Anche per la frutta la gamma è molto vasta. Con la Zona essa diventa un alimento importante: una fonte privilegiata di carboidrati. Nell’alimentazione mediterranea molto spesso viene sottovalutata o dimenticata, ma in genere è gradita a tutti. Attenzione invece ad alcuni frutti che sono al limite del favorevole: melone, anguria, litchi e uva. Infatti inducono una risposta insulinica variabile perché a volte possono alzare maggiormente la glicemia. Più i vegetali sono colorati, migliori sono perché contengono polifenoli, gli antiossidanti importantissimi per combattere i pericolosi radicali liberi che potrebbero danneggiare i delicati Omega 3. Il cereale privilegiato dalla Zona è l'avena, anzi è addirittura consigliato. In Italia non c'è grande consuetudine a usarla, anche se in passato ha goduto di maggiore popolarità.
Il suo contenuto in acido gamma-linolenico (GLA), il prezioso acido grasso essenziale che si trova in pochissimi alimenti, consente all'organismo di recuperare la materia prima necessaria per la sintesi degli eicosanoidi, gli ormoni tanto importanti per la nostra salute, specialmente in quelle persone che per l'età o per casi particolari sono carenti nella sua produzione fisiologica. Il fabbisogno giornaliero di GLA è di 1-2 mg e quindi è sufficiente mangiare l'avena decorticata in chicchi da tre a cinque volte alla settimana.
Il miglior pane è quello di segale integrale che contiene pochissima farina bianca.
Tutti i pesci sono un'ottima fonte proteica, e quelli generalmente definiti grassi sono particolarmente importanti per la Zona italiana perché contengono i preziosi Omega 3. È per questo motivo che si consiglia di mangiare molto pesce. Le qualità migliori in assoluto sono: acciughe, tonno fresco, sardina sott'olio, aringa, salmone, cefalo, sgombro, coregone. Tra le carni sono consigliate soprattutto le più magre perché in genere le fonti proteiche contengono molti grassi saturi che vanno limitati. Lo struzzo, divenuto in Italia sempre più facilmente reperibile, può essere una buona fonte alimentare perché ha carni saporite e magre. Per lo stesso motivo, tra i latticini sono da preferire quelli che contengono una percentuale di massa grassa inferiore al 20 per cento, quindi i migliori sono i fiocchi di formaggio magro, la ricotta e la feta. Si possono usare anche quelli un pò più grassi, come il parmigiano reggiano e il grana padano, ma in questo caso non si devono aggiungere i grassi per imporre il blocco, come vedremo più avanti. Dell'uovo la Zona consiglia soprattutto l'albume. La soia è una fonte proteica privilegiata per la Zona. In Italia non è molto in uso, se non tra i vegetariani e gli appassionati, ma è un alimento che meglio di tutti gli altri esalta gli effetti di questo metodo alimentare. Può essere consumata sotto forma di formaggio, il tofu, e come hamburger, hot dog e salsicce.
Non è opportuno esagerare con i cibi affumicati. È preferibile utilizzare alimenti freschi, anziché conservati, ma è possibile ricorrere ai cibi surgelati e in scatola, che conservano le stesse proprietà in macronutrienti. I prosciutti vanno sgrassati, perché il grasso visibile è del tipo saturo e quindi dannoso.
Per quanto riguarda i grassi, rimandiamo per un ulteriore approfondimento al capitolo «La scelta dei grassi alimentari».
Carboidrati sfavorevoli sono:
- banane, castagne, fichi, fichi d'India, frutti disidratati e canditi, frutti secchi, kaki, mango, papaia eccetera.
- barbabietole, granoturco, patate, piselli, zucca eccetera.
- tutti i cereali e loro derivati tranne avena, orzo e segale
- dolci e dolcificanti; il migliore è il fruttosio;
- bibite e alcolici, tipo birra, aperitivi, vino eccetera.
- succhi di frutta e spremute
Cibi da usare con moderazione tra le proteine sono:
- carni rosse grasse
- coscia di coniglio
- insaccati e affettati grassi come salame, mortadella, pancetta, cotechino, zampone eccetera
- frattaglie come fegato, fegatini, trippa eccetera
- tuorlo d'uovo
- formaggi grassi, come burrate, groviera, mascarpone eccetera
Grassi da usare con moderazione sono:
- grassi visibili delle carni e degli affettati
- margarine prodotte con grassi idrogenati o parzialmente idrogenati
- burro
- strutto, lardo
- maionese
- panna
- la maggior parte degli oli di semi
- oli di semi vari
Carni rosse, tuorlo d'uovo, frattaglie sono alimenti da usare raramente e moderatamente per il loro contenuto in acido arachidonico, il grasso polinsaturo che, se consumato in quantità eccessiva, può risultare molto nocivo. L'organismo ne ha bisogno in minima quantità, ma dosi massicce possono essere tossiche.
I grassi saturi sono da limitare. Sono contenuti in genere nelle fonti proteiche di origine animale: le carni grasse, i latticini interi, gli insaccati che hanno un'abbondante presenza di grassi, come la mortadella, il cotechino e lo zampone, oppure la salsiccia, il salame, i wurstel eccetera. Anche in questo caso è bene ricordare che l'organismo ne ha un certo bisogno, ma è necessario limitare il loro apporto. Infatti, anche prestando attenzione a togliere tutti i grassi visibili, si mangia sempre la quota nascosta nelle proteine. Per limitare i grassi saturi è bene non esagerare con burro, panna, strutto, usati da soli o contenuti negli alimenti confezionati.
Sono grassi saturi da evitare, anche se sono di origine vegetale, gli oli di cocco, di palma e palmisti, usati nelle preparazioni industriali che devono conservare a lungo la freschezza. Sono individuabili tra gli ingredienti del prodotto, se non in modo diretto, perché possono essere indicati con la dicitura «oli vegetali» o «grassi vegetali». Da eliminare il più possibile dalle proprie consuetudini alimentari sono i grassi idrogenati o parzialmente idrogenati, i quali si trovano in genere nelle margarine e in molti cibi che devono mantenere la freschezza nel tempo. Vengono usati anche come grassi di cottura nei fast food. I carboidrati sfavorevoli sono quelli che indicano un'alta produzione d'insulina. Il pane, la pasta, il riso, le banane, le patate, i fichi, i frutti disidratati, il mango, la papaia, i succhi di frutta, i dolci eccetera non vanno banditi dalla tavola, ma usati con oculatezza e moderazione. Inoltre si possono seguire alcuni accorgimenti per migliorare il loro impatto glicemico.
I cereali veramente integrali, cioè provenienti da farine intere, sono migliori di quelli integrati, ossia preparati con farine raffinate a cui si è aggiunta un pò di crusca: conservano infatti alcuni preziosi nutrimenti non presenti nei cibi che commercialmente vengono definiti «integrali». Comunque, tra i cereali di maggior reperibilità, sono meno sfavorevoli quelli integrali perché la fibra rallenta l'assorbimento dei carboidrati quindi induce una risposta insulinica più pacata.
È meglio la pasta fatta con grano duro, rispetto al pane bianco fatto con grano tenero. In generale sono preferibili le preparazioni con poca farina di questo tipo, necessaria per la lievitazione, ma responsabile di una maggiore produzione d'insulina.
II riso ha un impatto glicemico più alto della pasta, ma si può scegliere tra le varietà meno sfavorevoli, come Carnaroli e Basmati. La cottura al dente rende meno sfavorevoli i carboidrati da usare con moderazione, mentre i cibi precotti e a cottura istantanea sono sconsigliati. Le patate sono da preferire novelle piuttosto che stagionate, bollite piuttosto che cotte al forno o a microonde.
Il fruttosio è il miglior dolcificante perché entra lentamente nel circolo
sanguigno.
Il vino, come tutte le bevande alcoliche, fa parte dei carboidrati perché l'organismo lo metabolizza allo stesso modo. Non bisogna abusarne, tuttavia non è necessario evitarlo, anche per le sue proprietà intrinseche, favorevoli alla salute cardiovascolare.
Per un miglior controllo glicemico, si consiglia di non usare in un pasto più del 25 percento di carboidrati sfavorevoli.
Per ricapitolare, tra i carboidrati sfavorevoli:
- meglio i realmente integrali che non hanno mai subito raffinazione meglio i commercialmente integrali o comunque poco raffinati meglio quelli prodotti con farina di grano duro anziché di grano tenero
- meglio la cottura al dente piuttosto che normale o «scotta»
- meglio la pasta piuttosto che il riso
- meglio la varietà Carnaroli tra i risi nazionali; Basmati tra gli esteri meglio le patate bollite e novelle
- meglio evitare i preparati precotti o a cottura istantanea
Un discorso a parte richiedono il latte e lo yogurt. Sono alimenti sicuramente ottimi nella Zona, che privilegia il consumo del latte parzialmente scremato e dello yogurt bianco magro.
In genere una loro porzione contiene tutti i tre macronutrienti nelle proporzioni giuste per stare in Zona. Pertanto se vengono usati, per esempio, come spuntino, sono già completi di carboidrati, proteine e grassi e non necessitano di integrazioni. Poiché si tratta di alimenti liquidi, sono assimilati più velocemente rispetto ai solidi, e pertanto il controllo ormonale è più ridotto. Per non mettere in difficoltà il nostro organismo è opportuno non fare troppi spuntini con questi alimenti. Non è necessario usare solo yogurt bianco magro dal caratteristico gusto asprigno non gradito a tutti. Per usare yogurt alla frutta bisogna saper scegliere. Nella parte dedicata alla spesa ci sono le indicazioni per fare un buon acquisto.

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