Conoscere le etichette nutrizionali per la Dieta a zona
 
 
Salute
Benessere
Sintomi
Disturbi
Offerte
Etichette nutrizionali
Come fare a utilizzare prodotti confezionati per costituire un pasto in Zona? Come servirsi delle confezioni di surgelati o dei cibi in scatola? Come individuare uno yogurt alla frutta che vada bene? Semplicemente servendosi delle etichette nutrizionali del prodotto. Le indicazioni che seguono non devono spaventare coloro che vogliono interpretare la Zona in modo corretto ma pacato. Servono a chi interessa imparare ed applicare bene un metodo che si affida nelle sue espressioni più precise anche ai numeri, i quali, per loro natura, irrigidiscono la trattazione.
È bene sapere che nella Zona le proporzioni ponderali ideali dei tre macronutrienti sono 9 g di carboidrati ogni 7 g di proteine e ogni 3 g di grassi. Cioè, ogni volta che si costituisce un pasto o uno spuntino si deve badare di comporlo rispettando queste proporzioni, le quali indicano il quantitativo di carboidrati, proteine e grassi che equivalgono ad 1 miniblocco di ogni componente.
I numeri che servono per la lettura delle etichette nutrizionali, quindi, sono: 9 g per i carboidrati, 7 g per le proteine, 3 g per i grassi. Su una confezione di filetti di salmone al naturale sono riportati, per esempio, questi valori per 100 g di prodotto sgocciolato:
- Carboidrati 0,0 g
- Proteine 20,0 g
- Grassi 9,0 g
Innanzitutto si può notare come questa confezione sia una fonte di proteine e di grassi, non di carboidrati. A quanti blocchi corrisponde? Poiché 1 miniblocco di proteine è costituito da 7 g, 20 g di proteine corrispondono a circa 3 miniblocchi. Infatti 20 : 7 = circa 3. Per quanto riguarda i grassi, poiché 1 miniblocco di grassi è costituito da 3 g, 9 g di grassi corrispondono a 3 miniblocchi. Infatti 9:3 = 3. Ricapitolando: questa confezione di salmone può costituire un pasto da 3 blocchi per quanto riguarda le proteine e i grassi. Mancano i carboidrati, che devono essere aggiunti, per esempio completando il pasto con frutta e/o verdura per 3 blocchi, cioè con 3 miniblocchi di carboidrati che possono essere costituiti da 1 mela e 380 g di fagiolini (senza olio) oppure da 1 bicchiere di vino rosso e 2 kiwi.
Ora un esempio più complesso: un pacchetto di wurstel; essi non costituiscono un buon prodotto nutrizionale perché sono una fonte proteica di pessima scelta per l'alto contenuto di grassi saturi. La loro confezione però è un interessante esempio. Per 100 g di prodotto:
- Carboidrati 0,5 g
- Proteine 14,5 g
- Grassi 10 g
I carboidrati corrispondono a 1/18 di blocco (0,5 : 9 = 0,05), cioè praticamente sono inesistenti.
Per le proteine: 14,5 : 7 = circa 2, cioè circa 2 miniblocchi di proteine. Per i grassi: 10:3 = circa 3, cioè circa 3 miniblocchi di grassi. Poiché la confezione è di 7 pezzi e pesa 500 g, ogni wurstel equivale a circa 70 g. Quindi se si mangiano 1 wurstel e mezzo circa, si assumono circa 100 g di prodotto, che equivalgono a circa 2 miniblocchi di proteine, circa 3 miniblocchi di grassi e praticamente nessun miniblocco di carboidrati.
Se il pasto deve essere costituito da 3 blocchi, posso comporlo con 1 wurstel e mezzo, con un altro miniblocco di proteine, per esempio formaggio magro (perché il quantitativo di grassi è già sufficiente per 3 blocchi), e con 3 miniblocchi di carboidrati a piacere tra frutta e verdura, come per esempio un piatto di minestra di verdura e un'arancia.
Un altro esempio: su una confezione di formaggio, per 100 g di prodotto i contenuti sono:
- Carboidrati 0,7 g
- Proteine 2,7 g
- Grassi 2,9 g
Si vede subito a occhio che 100 g di prodotto equivalgono a 1 miniblocco di grassi (2,9 g). Proteine e carboidrati però non equivalgono a 1 miniblocco. Le soluzioni sono due: o si cambia formaggio, perché questo è sbilanciato verso i grassi, o si fanno sapienti integrazioni che non comprendono i grassi. In questo caso si possono mangiare 100 g di formaggio aggiungendo poco più di 1/2 miniblocco di altre proteine, per esempio 15/20 g di prosciutto cotto sgrassato (7 - 2,7 = 4,3 che equivale a poco più di 1/2 miniblocco di proteine) e quasi 1 miniblocco di carboidrati (9 - 0,7 = 8,3, che equivale a quasi 1 miniblocco di carboidrati), come potrebbero essere 3 albicocche. In totale, con le integrazioni, si ha uno spuntino da 1 blocco.
Ora facciamo un esempio diverso dai precedenti per la presenza di fibra della soia nella confezione considerata. In 100 g di prodotto:
- Carboidrati 8,2 g
- Proteine 13,9 g
- Grassi 8,0 g
- Fibra 5,3 g
Anche qui 100 g di prodotto contengono quasi 9 g di grassi, cioè quasi 3 miniblocchi di grassi (8:3 = 2,6, che equivalgono all'incirca a 2,5 miniblocchi di grassi). Invece le proteine ammontano a quasi 2 miniblocchi (13,9 : 7 = 1,98). I carboidrati sono 8,2 g in 100 g di prodotto, dove però sono presenti 5,3 g di fibra; questa va sottratta ai carboidrati disponibili perché la fibra non può essere assorbita; pertanto l'ammontare dei carboidrati utili diventa: 8,2 g - 5,3 g = 2,9 g, cioè approssimativamente 1/3 di miniblocco di carboidrati in 100 g di soia.
Se si vuole consumare un pasto da 3 blocchi, si deve mangiare poco più di 100 g di prodotto, per l'esattezza 110 g, per avere 3 miniblocchi di grassi, poco più di 2 miniblocchi di proteine e poco più di 1/3 di miniblocco di carboidrati. Ai 110 g di soia si devono aggiungere quindi quasi 1 miniblocco di proteine, per esempio 25 g di tonno, e 2 + quasi 2/3 di miniblocco di carboidrati, che possono essere costituiti da frutta e verdura nelle opportune quantità.
Un ultimo esempio: una confezione di carne in scatola. Per 100 g di prodotto:
- Carboidrati 0,8 g
- Proteine 12 g
- Grassi 1,6 g
La scatola contiene 90 g di prodotto.
È un alimento con molte proteine, pochi grassi, pochissimi carboidrati. Le proteine ammontano a quasi 2 miniblocchi (12 : 7 = 1,71), i carboidrati a 1/10 di miniblocco (0,8 : 9 = 0,08), i grassi a quasi 1/2 miniblocco (1,6 : 3 = 0,53).
Perciò per costituire un pasto bilanciato in Zona, per esempio dei soliti 3 blocchi, si devono preparare poco più di 150 g di prodotto, cioè quasi 2 scatole a cui aggiungere, in pratica, integralmente 3 miniblocchi di carboidrati, per esempio la frutta e la verdura, e 2 miniblocchi e 1/2 di grassi monoinsaturi, come l'olio extravergine d'oliva per condire le verdure o olive o noci nei quantitativi opportuni.
A volte può essere utile valutare se un alimento, per esempio una barretta o uno yogurt alla frutta, che si consuma per comodità e quindi deve già essere bilanciato, risponda ai requisiti qualitativi della Zona. In questo caso si considera il rapporto tra proteine e carboidrati: si deve collocare entro l'intervallo della Zona, cioè tra i valori 0,5 e 1. Per esempio, consideriamo i valori per barretta: carboidrati 22 g; proteine 14 g. Se ne deduce che è una barretta in Zona perché, effettuando il rapporto, risulta un valore entro la Zona (14 : 22 = 0,63). Sorge un'altra domanda: a quanti blocchi corrisponde? A circa 2 (14:7 = 2 per le proteine e 22 : 9 = 2,4 per i carboidrati, che sono un po' in eccesso ma entro valori accettabili), se anche i grassi sono bilanciati. In questo caso sì, perché ammontano a 6 g e quindi esattamente a 2 miniblocchi.
Prendiamo lo yogurt all'albicocca che deve essere magro, in modo che i grassi non siano eccessivi: carboidrati 12 g, proteine 8 g. Il loro rapporto è 0,66 ovvero 8 : 12 = 0,66. Quindi è ben proporzionato. C'è un modo molto rapido per fare la stessa valutazione a colpo d'occhio: se il valore dei carboidrati è rappresentato da un numero uguale o doppio al numero delle proteine, è ok. Naturalmente vanno bene anche tutti i valori intermedi.
Quanto ce ne vuole per corrispondere ad 1 blocco? Circa 100 g, cioè un vasetto da 125 g (12 : 9 = 1,33 e 8 : 7 = 1,14) tenuto conto che un poco rimane sempre nel contenitore.
Quasi tutti gli yogurt bianchi magri hanno le caratteristiche peculiari della Zona e hanno un quantitativo di ingredienti tale da consentire di mangiarne 2 vasetti per comporre 1 blocco. A volte capita anche per qualche yogurt alla frutta.
In più, per applicare bene la Zona bisogna valutare il tipo di addolcente usato per la preparazione, perché ha un impatto diretto sull'insulina: il fruttosio va benissimo.
Dopo i calcoli che servono ad una collocazione precisa del prodotto, è bene ricordare alcune regole pratiche, molto semplici, utili durante la spesa e la preparazione del pasto per non dovere ricorrere alla calcolatrice.
La prima cosa da fare è individuare nel prodotto la fonte principale di macronutrienti, cioè se è principalmente fornitore di carboidrati, proteine o grassi. Quindi bisogna accertarsi che i grassi non sbilancino troppo quell'alimento; infatti essi, pur non agendo sull'insulina, non devono comunque essere eccessivi. Oltretutto se si utilizzano fonti, per esempio proteiche, a basso contenuto di grassi, si possono usare in aggiunta quelli monoinsaturi, preferibili nella Zona, che servono anche, dal punto di vista pratico, per condire l'abbondante verdura consigliata da questo piano alimentare.
Durante la spesa non sono necessari grandi calcoli, ma solo quelli approssimativi, che servono a escludere i prodotti inadatti alla Zona italiana, che in genere riguardano il contenuto eccessivo in grassi o in carboidrati. Tali calcoli di solito si effettuano le prime volte; in seguito tutto diventa automatico per l'esperienza fatta nella scelta.
Durante la preparazione dei pasti con prodotti etichettati da tabelle nutrizionali, si ricorre ai calcoli e alle indicazioni prima riportate per sapere come integrare i cibi, in modo da preparare un pasto bilanciato in Zona. Ma questa operazione è necessaria solo per le prime preparazioni pratiche, perché poi ci si avvale dell'esperienza acquisita. Gli esempi sopra esposti seguono le rigide metodiche matematiche a scopo didattico, ma non è indispensabile essere tanto pignoli. La precisione è una buona regola, però non deve essere interpretata come indispensabile da coloro che vogliono vivere la Zona con più libertà. Con un po' d'esercizio e di pratica si raggiunge una certa disinvoltura con la quale trovare nelle etichette nutrizionali, a colpo d'occhio, le indicazioni più utili, dal punto di vista non solo qualitativo, come si è più volte invitato a fare, ma anche quantitativo.

Benvenuti nel portale della Salute e del Benessere - Pianeta Bimbi - TFR-TFM - Traslochi