Il metodo a occhio o della mano nella dieta a zona
 
 
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Il metodo a occhio o della mano
È il metodo intermedio, a livello di precisione nei quantitativi, tra quello del piatto e quello dei blocchi, che verrà spiegato in seguito. Il metodo a occhio si chiama anche della mano perché si può mettere in pratica semplicemente usando la mano per quantificare le porzioni. È molto utile a coloro che vogliono seguire la Zona italiana senza rigore e a chi utilizza il metodo a blocchi, ma si trova in situazioni «di emergenza» nel comporre i pasti: al ristorante, in viaggio, da amici. Basterà fare un pò di pratica per trovarsi a proprio agio in ogni circostanza, perché ci sarà modo di constatare che la flessibilità del metodo consente di conseguire discreti risultati anche senza una severa e costante precisione. Il quantitativo proteico si stabilisce in base al volume del palmo della propria mano: si possono mangiare tante proteine quanto un palmo, come estensione e come spessore. Perciò: un palmo di carne, un palmo di pesce, un palmo di formaggi eccetera. Attenzione: per palmo si intende la parte di mano senza dita! Gli uomini in genere hanno un palmo più voluminoso delle donne.
Queste proteine possono corrispondere a un secondo piatto, oppure ad alcuni antipasti proteici, oppure ancora a un pò di antipasti e a un pò di secondo, a scelta. L'importante è che il quantitativo complessivo corrisponda all'incirca al volume del proprio palmo. Il quantitativo dei carboidrati si misura con il pugno. Cambia in base al tipo di scelta che si effettua. Se si decide di utilizzare carboidrati sfavorevoli (pane, pasta, riso, lasagne, patate eccetera) se ne mangia quanto il volume del proprio pugno. Se si decide invece di utilizzare quelli favorevoli (frutta), i quantitativi aumentano: se ne possono consumare quanto il volume di due pugni. Quindi 2 pugni di macedonia al naturale (coppa molto grande), 2 pugni di mela (da 1 e 1/2 o 2 mele grosse a più) eccetera. Se la macedonia è zuccherata o ha una «pallina» di gelato, basterà prenderne 1 solo pugno, cioè una coppetta piccola. Se invece si prende un dolce, deve essere piccolo per le donne e un pò più grande per gli uomini, che in genere mangiano anche più proteine, ma non si devono associare altri carboidrati; quindi niente pane, pasta, frutta. Per quanto riguarda la verdura, se è costituita da carboidrati favorevoli, non c'è problema, perché in genere ne contiene pochi. È difficile pensare che i quantitativi a disposizione fuori casa siano tali da richiedere di essere conteggiati, perché il metodo a occhio è approssimativo, per cui, a meno di esagerazioni o casi particolari, si può evitare di tenerne conto. Perciò via libera a una porzione di insalata, di melanzane, di broccoli eccetera. Può trattarsi di verdura di contorno, ma anche di verdura d'antipasto.
Il quantitativo d'olio deve essere relativo alla propria necessità: circa un cucchiaio per le donne e un pò di più per gli uomini. Ma è molto difficile quantificare i grassi quando i pasti sono già preparati, per cui basterà valutare a occhio cercando di compensare la quota mancante, se necessario, e di lasciarne un pò nel piatto se è in eccesso. Naturalmente, si possono comporre pasti con tutte le possibilità intermedie a quelle esposte, per cui una donna può prendere, per esempio, un secondo piatto con il contorno di verdure favorevoli, un piccolo panino e un frutto grosso. Un uomo potrebbe servirsi un piccolo antipasto di verdure e proteine, un secondo piatto con verdure favorevoli, un panino non troppo grosso e un grosso frutto. Dal punto di vista metabolico vino, birra, aperitivi e superalcolici si comportano come carboidrati secondo questi riferimenti:
1 piccolo aperitivo equivale a 1 frutto piccolo o a 1/2 frutto grosso 1 bicchiere piccolo di birra equivale a 1 frutto piccolo o a 1/2 frutto grosso
1 bicchiere piccolo di vino equivale a 1 frutto piccolo o a 1/2 frutto grosso
1 piccolo superalcolico equivale a 1 frutto piccolo o a 1/2 frutto grosso
Alla luce di ciò possiamo ridurre il quantitativo della frutta e bere un piccolo aperitivo o una birra piccola o un bicchiere di vino o un piccolo «digestivo» finale.
Questa metodica è utilizzabile non solo con pasti in cui i nutrienti sono bene separati nel piatto, ma anche con piatti composti, tipo le insalate miste, in cui si trovano le verdure mescolate con le fonti proteiche, come tonno e mozzarella, molto proposte nei bar per la pausa del pranzo.
RIASSUMENDO
In un pasto:
la quota di proteine deve corrispondere al volume del proprio
palmo
la quota di carboidrati delle verdure favorevoli non si conteggia
i carboidrati possono essere utilizzati come segue:
1. se sono sfavorevoli devono corrispondere al volume del proprio pugno
2. se sono favorevoli devono corrispondere al volume di 2 dei propri pugni
3. se si mangia il dolce non si devono mangiare altri carboidrati la quota di grassi deve essere valutata a occhio secondo la propria necessità

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