Dieta a zona - Pranzo e cena
 
 
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Il pranzo e la cena
Dare istruzioni precise potrebbe essere fuorviante perché la Zona si modella sui gusti individuali, e inoltre è talmente vasta e varia la gamma degli alimenti che ognuno può trovare il modo più piacevole e insieme appropriato per stare in Zona.
Non si deve pensare che servano particolari ricette: la fantasia gastronomica italiana può sbizzarrirsi ed esprimersi al meglio. Qualche chef sapiente si può cimentare in piatti elaborati e insuperabili, ma tutto ciò non deve ingannare: la Zona italiana si applica alla vita di ogni giorno, alle proprie abitudini, e non richiede virtuosismi. In genere le proteine e i grassi si collocano facilmente, perché basta scegliere la fonte proteica e usare l'olio per condire le verdure secondo le quantità opportune; ma i carboidrati, che consentono più tipi di composizione, richiedono maggiore attenzione, specialmente ai neofiti. È proprio con questo macronutriente che una persona deve operare le scelte più attente: si ha piacere in quel pasto mangiare più verdura o frutta? Si ha voglia di consumare anche vino o birra? Si vuole usare la propria quota glucidica in pasta o in pane oppure in un dolce? Attuate le scelte più gradevoli, si pianificano le quantità in base al metodo valutativo prescelto, a blocchi o a occhio.
Per esempio, un pasto per una donna media (3 o 4 blocchi; per l'uomo variano solo le quantità, in genere superiori) può essere costituito da una fonte proteica (per esempio petto di tacchino), asparagi, cicoria e un frutto grosso; ma anche, per quanto riguarda i carboidrati, da sola frutta o da sola verdura, se la voglia o la necessità lo richiedono.
Un altro esempio: una fonte proteica (per esempio polpo) fatta precedere da un minestrone e accompagnata da un bicchiere di vino (o birra), un'insalata di lattuga e un frutto piccolo.
Qualche altro esempio riferito a un uomo medio (4 o 5 blocchi), in cui si inserisce la pasta o l'avena: fonte proteica (per esempio salmone), preceduta da 120 o 160 g di pasta pesata cotta, oppure 200 o 250 g d'avena sempre pesata cotta, con finocchi crudi o cotti. Se si diminuiscono i quantitativi di pasta o d'avena, bisogna completare il quantitativo residuo di carboidrati con frutta e/o verdura. Per quanto riguarda il sugo che condisce la pasta, si può abbondare se si opta per un piatto unico, in cui le proteine del salmone concorrono al sugo, oppure si può usare un altro tipo di condimento senza conteggiarlo, se non si esagera.
In tutti questi esempi si considera l’olio extravergine d'oliva, che condisce le verdure, come fonte di grassi aggiunti, secondo le opportune quantità. Si ricorda che non è necessario attenersi scrupolosamente al calcolo del 40/30/30: con pasti da 3 e 4 blocchi può essere 1 cucchiaio da tavola o da minestra; con pasti da 5 blocchi, 1 cucchiaio abbondante; con 6 blocchi, 2 cucchiai. La natura dei grassi aggiunti è tale da non interferire negativamente sugli equilibri ormonali che interessano alla Zona. Questa affermazione però non deve essere letta come un'autorizzazione a «delinquere», cioè a esagerare, perché i grassi in eccesso possono costituire una scorta energetica di massa grassa. Non si deve esagerare con l'utilizzo di salumi e, come si diceva, di alimenti affumicati per limitare l'accumulo di microelementi che potrebbe danneggiare l'organismo. Un altro consiglio riguarda le verdure che consentono grandi quantità. Non è necessario consumare tutta la quota corrispondente a 1 miniblocco del vegetale prescelto, se non se ne ha voglia: si può frazionare il quantitativo. Per esempio: una persona decide di mangiare cetrioli, ma non se la sente di consumarne 500 g, che corrispondono a 1 miniblocco. Deve rinunciare? Nemmeno per sogno. Può mangiarne meno, per esempio la metà, e calcolare nel proprio computo solo la frazione di miniblocco consumata, cioè 1/2 miniblocco. Completa quindi il pasto con gli altri carboidrati, con le proteine e i grassi. Alcuni vegetali hanno un contenuto in carboidrati veramente esiguo, come alcune insalate a foglia, i finocchi, i funghi, eccetera. In questo caso è possibile inserirli nel pasto senza conteggiarli, cioè hanno un valore in miniblocchi di carboidrati pari a zero.
Poiché nella Zona si prevede e si consiglia un abbondante consumo di verdure, può essere utile fornire qualche suggerimento a coloro che hanno il problema di non riuscire a mangiare tutto: in questo caso qualche espediente può togliere dall'imbarazzo.
Si può, per esempio, ricorrere a contorni dalla resa in glucidi più scarsa, come fagioli e lenticchie; oppure prevedere un maggior contributo di frutta, che ha un contenuto di carboidrati più elevato della verdura, e quindi ne basta meno per provvedere al fabbisogno glucidico, dopo avere scelto magari anche una porzione di verdura.
Se invece il problema è opposto, cioè si ha bisogno di grandi quantitativi di cibo per placare la propria bramosia alimentare, presente a volte in alcune persone che iniziano la Zona, si ricorre sempre alle verdure che, per i grandi quantitativi previsti, possono soddisfare qualsiasi richiesta di cibo, anche le più esigenti. Per fare un esempio che si basa sui quantitativi del metodo a blocchi: per costituire 3 miniblocchi di carboidrati, si può ricorrere a 640 g di zucchine (1 miniblocco) + 500 g di cardi (1 miniblocco) + 380 g di fagiolini (1 miniblocco) + i vegetali considerati a quantitativo libero per il loro basso contenuto di carboidrati, come lattuga o finocchi. Ovviamente non è necessario che il pasto, per la parte glucidica, sia costituito tutto in questo modo, corretto ma estremizzato; si può ricorrere, assieme alla verdura, anche ad altre fonti glucidiche, come il vino e la frutta; l'esempio serve per spiegare che nella Zona italiana c'è comunque la possibilità di saziarsi, anche per le persone che inizialmente necessitano di grossi volumi di cibo. Si può inserire sempre, a ogni pasto, un'insalata a scelta, sia del tipo considerato a consumo libero, sia del tipo che va calcolato nella quota glucidica. All'insalata si può accostare una verdura cotta, in modo da fornire all'organismo l'apporto dei costituenti peculiari dei vegetali cotti e di quelli crudi.
A pranzo e a cena quindi si possono mangiare, per esempio, per quanto riguarda la parziale quota di carboidrati, lattuga e zucchine, oppure scarola, pomodori e fagiolini, oppure indivia, ravanelli e melanzane; oppure ancora minestrone di verdura, cicoria e broccoli, nei quantitativi adeguati. La minestra di verdura appartiene ai carboidrati favorevoli. Non importa se contiene anche le patate, che invece sono sfavorevoli, perché il loro quantitativo è comunque ridotto. Un piatto di minestra di verdure miste può contenere anche legumi. Un piatto pieno, non troppo brodoso, è ben valutato come corrispondente a 1 miniblocco di carboidrati. Il brodo di carne o di verdura si considera a consumo libero poiché contiene solo qualche scarso componente proteico o glucidico, che durante la bollitura è passato nell'acqua.
Il dolce costituisce una fonte di carboidrati sfavorevoli, ma se se ne ha voglia, si può inserire in un pasto in Zona. È molto semplice: poiché è molto ricco di carboidrati, non si mangiano altri glucidi che non siano il dolce, fatta eccezione per un'eventuale insalata a quantitativo libero, senza esagerare con il condimento perché, in genere, nei dolci è già presente una quota di grassi.
La porzione di dessert non è abbondante, ma, sufficiente ad apprezzarne il gusto. Meglio la frutta cruda che cotta, perché il calore di cottura altera i preziosi componenti e rende la polpa più velocemente assimilabile.
Alle spremute è preferibile il frutto intero, che contiene le fibre, le quali rallentano l'assorbimento degli zuccheri. Sotto questo profilo, vanno ancor più limitati i succhi ottenuti dalla centrifugazione. Aceto, aceto balsamico, salsa di soia, rosmarino, salvia, maggiorana, origano, e tutti gli altri aromi usati in cucina si possono utilizzare, comprese le spezie. Non è necessario conteggiare questo apporto, come non si deve tenere conto di un piccolo soffritto di cipolla o di un battuto di prezzemolo e aglio che possono conferire una connotazione particolare a una ricetta.
Inizialmente si è portati a preparazioni semplici per paura di sbagliare: una fetta di pollo, di filetto o di pesce; insalata, verdura cotta, frutta. Si tengono separati i macronutrienti, ben distinti in proteine, carboidrati e grassi per non fare confusione.
Via via che si acquisisce esperienza, si prende più familiarità e ci si orienta con più disinvoltura tra gli alimenti e i loro quantitativi.
Alcune persone organizzano piatti unici. Per esempio preparano un'insalata di lattuga a cui uniscono pomodori, peperoni, sedano, finocchi, cavolfiori crudi, un piccolo pezzo di cipolla affettata, tonno e formaggi per la quota proteica. Riescono a calcolare senza fanatismi il contributo glucidico delle verdure e quello delle proteine, che peraltro non vanno quantitativamente sottovalutate. Prevedono la possibilità di completare il pasto anche con la frutta, se ne hanno voglia.
Non importa se non si mangia anche verdura cotta, perché questa è un'indicazione che serve a ottimizzare il pasto; non è indispensabile ogni volta. Quindi non bisogna avere sensi di colpa o timori d'insuccesso se non si seguono i consigli in toto, a ogni pasto e a ogni costo: le indicazioni date vogliono fornire informazioni nutrizionali addizionali atte alla miglior utilizzazione del pasto, che può essere interpretato con minore o maggiore precisione, ma senza esagerazioni e con una oculata libertà.
A un certo punto si raggiunge consapevolezza e si realizza che il modo di cucinare consueto, quello che si usava prima della Zona, può essere applicato facilmente a questo metodo.
Si scopre pure che non si deve cucinare il proprio pasto separatamente da quello del resto della famiglia, la quale comunque potrebbe essere involontariamente e vantaggiosamente coinvolta; che non ci si deve privare di nulla; che si possono fare pasti piacevoli senza rinunciare alla salute.
Basta solo un po' di organizzazione.
È possibile allora preparare frittate miste di verdure, pesci e carni in svariati modi, ma anche sformati di tutti i tipi e con tutti gli ingredienti, torte salate e moltissimi piatti della tradizione nazionale o regionale, che sono il vanto della cucina italiana nel mondo. Sarà facile, con l'esperienza accumulata, individuare la propria porzione e il modo di valutarla.
Si può addirittura scoprire, con l'occhio sapiente di chi ha colto l'essenza della Zona, che molte ricette possono rivelarsi, se non già in Zona, riconducibili a questa con poche e opportune modifiche: basterà affidarsi alla flessibilità del metodo.
Esempi di pasti da 4 blocchi
- 120 g di fesa di tacchino, 150 g di asparagi, cicoria cotta o cruda, 1 grossa mela di circa 200 g e 1 kiwi di circa 100 g puliti, cioè senza scarti; 1 cucchiaio da tavola di olio extravergine d'oliva.
- 1 piatto colmo di minestrone o di passato di verdure miste, 250 g di polpo cucinato a piacere, 1 bicchiere di vino da 120 g, insalata libera, 1 grossa pera da 200 g, 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva.
- 160 g di pasta pesata cotta condita a piacere (senza esagerare), 160 g di salmone, insalata e finocchi cotti o crudi liberi, 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva.
- 100 g di prosciutto crudo, 240 g di melone estivo, insalata con qualche ravanello, 1 panino integrale da 20 g, 175 g di mirtilli, 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva.

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