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Errare è umano, e le tentazioni della cucina
possono essere a volte irrinunciabili: sarebbe
inutile e controproducente escludere la possibilità
di una trasgressione, che in genere si manifesta
con un eccesso di cibo o con un'abbuffata di carboidrati
sotto forma di pastasciutte, paste al forno, dolci,
eccetera. In tutti questi casi l'effetto ormonale
è lo stesso: eccesso d'insulina. La logica
conseguenza è quella attesa: i tipici malanni
da «sbronza» di carboidrati, cioè
sensazioni di affaticamento, gonfiore, annebbiamento
mentale a cui non si era più abituati,
perché il cervello soffre sia quando ha
pochi zuccheri, sia quando ne ha troppi. Non ci
si trova in uno stato piacevole, anche se probabilmente
era molto familiare prima di cominciare la Zona.
Sono programmabili le trasgressioni? Se servono
per sentirsi più liberi e per vivere meglio
un regime alimentare consapevole e disciplinato,
una scorpacciata ogni tanto si può anche
prevedere; anzi, è meglio di tante piccole,
ripetute trasgressioni. Ma personalmente preferisco
un altro tipo di approccio, che mi sembra più
confacente allo spirito del metodo, il quale non
va considerato come una dieta da sopportare, bensì
come un miglior strumento alimentare che si segue
con consapevolezza; una buona abitudine, insomma.
Anziché programmare le trasgressioni, si
può lasciare questa eventualità
all’occasionalità contingente. Può
trattarsi di uno o forse più sgarri al
mese, oppure di nessuno, dipende dalle circostanze.
Qualunque sia stato il motivo per cui si è
trasgredito, l'importante è ricominciare
a mangiare in Zona. Quando? Il più presto
possibile, naturalmente!
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